Altus by GUO, l’atom senza resistenza. E senza fretta. Agg. x1 Recensione 14


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Il GUOVape Altus è il primo atomizzatore al mondo che ha una resistenza fissa, incorporata e che in pratica riduce la fase di rigenerazione all’unica sostituzione del cotone.
Me lo ha prestato l’amico Antonio che ringrazio infinitamente.
L’atom costa sui 130 € e in questo sito web trovate tutte le caratteristiche tecniche che lo riguardano compresi alcuni video girati e proposti dal modder in persona.
Senza entrare troppo nel dettaglio, questo atomizzatore è dotato di un corpo resistivo (CVU) il quale durerà praticamente in eterno e ha dei limiti di resistenza alla temperatura elevatissimi: in pratica dovremo solo preoccuparci di effettuare il re-wicking (montaggio del cotone) di tanto in tanto.
E’ presente una regolazione dell’aria tramite ghiera che va ad aprire o parzializzare 4 asole: l’aria che entra passerà da entrambi i lati della CVU e porterà il vapore al tip.

Andiamo a descrivere questo atomizzatore foto per foto.

Arriva all’interno di questa scatola …

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… che contiene un set di orings completo e una 20ina (circa) di pezzettini pre-tagliati di cotone che potremo utilizzare per la rigenerazione.
Chiaramente si potrà utilizzare anche il solito muji avendo la premura di ritagliare dei quadrotti delle giuste dimensioni.
A corredo un bel manuale delle istruzioni: veramente molto ma molto dettagliato sia con testo che con foto. Probabilmente il miglior manuale delle istruzioni che io abbia mai visto fino ad oggi.

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Tutto smontato si presenta cosi:

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Il livello di fattura è discreto. Non eccezionale.
Non ci sono bave o segni di lavorazione ma si percepisce che il livello di lavorazione non è particolarmente elevato in relazione al costo.
A corredo non c’è un tank di ricambio come non c’è un “cuore resistivo” e considerato il prezzo non sarebbe stato male includere anche questi due ricambi.

La rigenerazione, anzi no il re-wicking

Come detto in questo atom non si può parlare di rigenerazione. Bisogna parlare di re-wicking ossia della fase in cui andiamo a montare il cotone nuovo perché l’attuale non rende più come vorremmo.
La fase di re-wicking è di gran lunga più complessa rispetto ad un atom tradizionale per cui parte del tempo che si risparmia non dovendo costruire una nuova coil lo si perde comunque in una serie di passaggi obbligati per il montaggio del cotone.
Per  prima cosa bisogna prendere uno dei quadrotti di cotone e posizionarlo come in foto e quindi ripiegarlo su sé stesso di 180° addosso al CVU:

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A questo punto si deve inserire il CVU nel pezzo cilindro che si ancora alla base facendo attenzione a far scorrere bene il cotone:

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Dopo di ché si dovrà bloccare il pezzo del CVU con l’anello filettato inferiore e si dovrà montare quella grossa oring trasparente facendola passare sopra al cotone e inserendola nella sua asola. Quest’operazione non è difficile, è solo psicologicamente fastidioso dove passare un oring sopra al cotone perché se non si va attenzione lo si va a rovinare o stiracchiare.

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A questo punto si completa il montaggio della base, inserendo l’assieme del punto precedente nella parte superiore della base …

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… che poi si avviterà nella base inferiore che contiene anche la ghiera di regolazione dell’aria.

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A questo punto bagneremo il cotone e metteremo il liquido nel tank come in foto e quindi andremo a montare il tutto …

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… che si presenterà cosi:

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Come funziona ?

Attenzione: dopo averlo rigenerato 3 volte seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite nelle istruzioni e dal modder sono giunto alla conclusione che l’esemplare che mi è stato prestato potrebbe avere la CVU difettosa. Sono arrivato a pensarlo perché il suo funzionamento complessivo è talmente scarso e scrauso che mi rifiuto di pensare che nel 2016 un atom del genere possa essere stato venduto e prodotto. Se per assurdo (ma non può essere, dai) la CVU del mio esemplare non fosse difettosa allora le cose sono due: 1) sono un perfetto incapace e non sono riuscito a farlo andare oppure 2) è il peggiore atomizzatore che io abbia mai provato nella mia storia di svapatore.
Nel dubbio preferisco pensare che la CVU fosse difettosa oppure che, semplicemente, sono un perfetto incapace.

La resistenza dell’atom, a freddo, è di 0.37 ohm.
Il modder sostiene che a temperatura di regime questa coil è da 0.50 ohm circa: il suo valore resistivo mentre si scalda aumenta proprio come avviene con i fili resistivi che si usano in controllo di temperatura e in effetti è possibile utilizzare l’Altus anche in controllo di temperatura e ne parliamo più avanti.

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Il modder suggerisce di usarlo trai 25w ed i 75w senza controllo di temperatura mentre con il TC si può spingere fino a 200w con limite a 480F (solo per averlo dichiarato nel suo sito personale dimostra che oltre a non essere un vaper [per sua stessa ammissione] non c’ha capito un granché di watt e controllo di temperatura)  e quindi io sono partito da una via di mezzo, quindi 50w senza controllo di temperatura.
E cosa succede ?
Succede che voi premete il fire, accendete la macchinetta del caffé, preparate il caffè lo fate e quindi lo bevete e finalmente potrete svapare (però mi raccomando non lasciare il fire del vostro PV altrimenti la coil si raffredda).
Beh si, ho estremizzato ma a 50w con il circuito della VTC Mini la CVU impiega un tempo incredibilmente lungo per entrare in temperatura.
Ma è un qualcosa di realmente molto lungo: ipotizziamo di premere il fire e poi fare un tiro e poi un altro tiro e cosi via. Solo a partire dal 5° o 6° tiro si inizia ad avere una produzione di vapore e una resa decente.
Da quel punto in poi: la resa aromatica non è male, è discreta/buona. L’hit è nella media, niente di sorprendentemente esagerato.
E poi ?
E poi lo appoggiate sul tavolo e continua a produrre vapore per svariati secondi producendo un simpatico (per sdrammatizzare …) effetto incenso insomma.
Ma non solo: dopo l’ultima attivazione del fire potrete comunque fare altri 2 o 3 tiri perché la CVU rimane bella calda e cosi come si riscalda in tempi lunghissimi allo stesso modo si raffredda molto lentamente.
Nel frattempo la base dell’atomizzatore raggiunge temperature veramente interessanti: quasi come quelle che raggiunge un atom da dripping usato in modo insistente ad oltre 100w di potenza.
Nelle mie 3 rigenerazioni il vero limite, parlando di watt, è stato di circa 40-45w: a 50w steccava. Chiaramente questo aspetto dipende essenzialmente dalla viscosità del liquido che state utilizzando.
Riguardo il tempo di riscaldamento iniziale, quindi lo spunto, ho anche provato a usarlo con l’SX350J usando il boost PowerFull+ ma non cambia granché: vuole il suo tempo per riscaldarsi.
Non avevo ancora detto, ma tanto lo sapete e lo avete capito, che questo atom è per tiro di polmone: il tipo di tiro offerto è ben regolabile attraverso l’unica cosa (se il mio esemplare non è difettoso e non sono un incapace) riuscita dell’intero atomizzatore, ossia la ghiera di regolazione dell’aria.

Il controllo di temperatura.

Il modder suggerisce di utilizzare come TCR il valore di 0,0031.
Io l’ho provato sia sulla VTC Mini che sull’SX350J e dopo svariate prove non c’ho capito granché nel senso che secondo me non è quello il valore corretto ma non solo, la curva di riscaldamento della CVU è tale per cui è difficile trovargli un TCR che funzioni bene. Sembra cioè poco lineare man mano si scalda e ci vorrebbe una curva pre-impostata nel circuito per sfruttare bene in controllo di temperatura.

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Riassumendo le opzioni sono tre.

1) L’atom in mio possesso ha la CVU difettosa: peccato, ho perso tempo. Resta da capire con la CVU a posto come funziona.
2) L’atom non è difettoso e io sono un incapace: ci sta, pace e pazienza non si può saper fare tutto.
3) L’atom non è difettoso e io non sono un incapace: allora questo atom è la più immensa stratosferica cagata pazzesca che mi sia mai passata per le mani.

Scegliete l’opzione che vi piace di più !

Il video non ho ancora deciso se lo farò o meno, valuterò nei prossimi giorni.

Aggiornamento  Agg.x1 – Recensione

Tutto confermato quando scritto in precedenza.
E’ lento da morire per spuntare e poi, una volta a regime, tutto sommato il suo lo fa.
Ma non è questo il modo per “fare a meno di fare una resistenza“.

 


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


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