Ataman clone by YeahSmo, bocciato. 12


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Premessa: il verdetto, bocciato, è riferito al modo con cui questo clone è stato costruito.
NON è riferito al suo principio di funzionamento di cui vi parlerò nell’articolo.

Questo clone l’ho preso in un GDA su EsigForum e mi è costato sui 20 €.
L’originale costa una cifra ragionevole ossia 125 euro considerando che è costruito in titanio.
Anche il clone pare essere di titanio e infatti pensate che pesa SOLAMENTE 40 gr tip e liquido inclusi. Insomma niente rispetto a sistemi di alimentazione similari.
Il grosso limite di questo sistema è la capienza: si parla di circa 3 ml, anche meno. Insomma davvero pochi. Più realisticamente siamo sui 2.5 ml.

Ma questo clone, come dicevo, è fatto con i piedi:

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Se osservando le foto sembrerebbe tutto a posto (fatta eccezione per qualche graffietto qua e là) andandolo poi a montare e usare ci si rende conto di alcune grosse lacune.
Il bello è che ne abbiamo presi una decina in GDA e i problemi riscontrati dagli amici che l’han preso non sono gli stessi e questo a dimostrazione del fatto che il titanio è una bestiaccia da lavorare e hanno prodotto dei cloni con una certa variabilità.

Nel mio esemplare ho riscontrato i seguenti difetti:
– la sede per l’oring del cap superiore di ricarica era troppo profonda e quindi l’oring non faceva tenuta e oltre a pisciare liquido da sopra (se inclinato) faceva passare aria e quindi si allagava: ho risolto (vedi foto sotto) interponendoci in mezzo un oring filo 1 mm presa da un tank di un kayfun lite plus;
– l’oring del camino (quello in alto, sotto al drip tip) era troppo piccola e non faceva tenuta (o la sede della stessa era cannata) e passava aria anche da li: l’ho dovuta cambiare;
– la filettatura del camino è fatta con i piedi e il camino ci balla sopra e non solo, ogni tanto si impunta (impasta) nella filettatura stessa bloccandosi.

Anche andando a sistemare le cose di cui sopra rimane comunque il fatto che qualche micro perdita qua e là c’è sempre e il tank esternamente risulta sempre un pò umidiccio. Chiaramente questi sono tutti difetti imputabili al clone, sia chiaro.

Il principio di funzionamento è abbastanza semplice: c’è un deck bello spazioso con due fori in cui entra il liquido che incontrerà il nostro cotone.
Per ricaricarlo si deve avvitare tutto il camino andando a chiudere i due fori di alimentazione quindi togliere il cap superiore, caricare e poi rifare tutto al contrario.
Di per sé l’operazione di carica non è troppo diversa, per principio, a quella del Kayfun v4.

L’ariosità, almeno nel clone, è ridotta all’osso: io per esempio ho usato il buco laterale più grande ma sono al limite, se fosse stato un filo più arioso avrei gradito. Ma non so se questo è colpa del clone o anche se l’originale ha questa caratteristica.
Per regolare l’aria si deve svitare la base sotto, girare la ghiera dell’aria nella posizione desiderata e quindi serrare nuovamente la base.

Per il funzionamento devo dire che una volta rigenerato e messo in funzione … almeno questo clone ha una resa aromatica davvero ottima e superiore a quella dei Kayfun.
L’hit e la temperatura del vapore sono invece allineati ai valori del Kayfun che tutti conoscete.
Insomma devo dire che delusioni di fattura a parte come tipo di sistema di alimentazione mi è piaciuto.
Se avesse avuto una capienza ragionevole (almeno 4 ml) e se avesse avuto una regolazione dell’aria più “creativa” senza dubbio avrei speso i 110 dollari necessari per avere l’originale ma allo stato attuale non ritengo di dover spendere cosi tanto per avere un sistema cosi limitato dal punto di vista della capienza. Ma chiaramente sono considerazioni puramente personali queste.

Per la rigenerazione io ho optato per una bullo coil (l’ho usato con il controllo di temperatura) ma chiaramente ci potrete divertire come meglio credete:

DSC_6656

Con limite a 380F <> 420F aprendo tutto il camino si alimenta benissimo per reggere bene fino a 16-18w ma penso che dia il meglio di sé usandolo ad esempio in un DNA40 impostando 12-14w potendo cosi disporre di una migliore resa aromatica.

Montato sull’Istick TC40 si presenta cosi:

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Qua vedete una foto con l’oring filo 1 mm messa sotto al cap superiore e vedete il liquido sopra (le perdite) prima che cambiassi l’oring del camino:

DSC_6661

Concludendo: questo sistema di alimentazione mi è piaciuto. Ma il clone targato Yeahsmo non mi è piaciuto per niente quindi l’unica è vedere se qualche altro clonatore lo farà ed eventualmente provare quello.
L’originale, come ho già scritto, lo trovo troppo limitato per capienza e praticità e anche se a conti fatti funziona bene come sistema per tutte le varie circostanze non posso prenderlo in considerazione.

Il video (anche in questo caso, purtroppo, problemi di qualità [dovrebbe essere l’ultimo]):


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


12 commenti su “Ataman clone by YeahSmo, bocciato.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Ho visto e ho modificato l’articolo.
      Sono sicuro di averlo visto a 110$ ma non riesco a trovare il sito. Se lo trovo te lo posto. Non era europeo però.

  • Cirlo

    Ciao, io posseggo si il clone di YeahSmo (GDA su FB e secondo il cinesino questa era la terza batch)sia l’originale. Nel GDA precedente anche un altro utente ha lamentato il difetto del cap superiore, mentre la maggior parte non ha riscontrato il difetto. Che io sappia nell’ultimo GDA non è capitato. Confermo che vi è una differenza tra i fori dell’aria del clone e dell’originale ma nel mio solo nel foro medio. I filetti sono migliori nell’originale, ma non sono perfetti neanche li, forse a conferma che il titanio non è seplice da lavorare. Quello che posso confermare è che la resa è pressoche identica tra i due.

  • Alex74

    Ciao, bella recensione come al solito. Ho anche io il clone in argomento ed in effetti molti dei difetti che hai descritto li ho riscontrati anche io, l’atom funzione bene la sua resa aromatica è molto buona ma, come hai giustamente detto tu, la sua capienza è ridicola e beve come un disgraziato.

  • Akita

    Ciao Michele, ieri ho letto la tua recensione… e oggi mi è arrivato. Ma credo che vada proprio a culo…. perchè il mio non ha nemmeno uno dei problemi che hai riscontrato tu. Forse gli mettero un altro Or sulla vitina sotto… ma per il resto non perde una goccia e va che è un piacere fin dalla prima rigenerazione.

  • xxxfabioxxx

    Michele, secondo te a livello di salute sono affidabili i cloni?
    Cioè fino a che uno compra un big battery o una box non ci sono problemi, ma gli atomizzatori mi preoccupano per che mandiamo nei polmoni un liquido scaldato e vaporizzato che sta all’interno di un contenitore che non sappiamo di cosa è fatto…e di sicuro non è acciaio, ho modificato un ithaka clone se fosse stato acciaio si sarebbero rotti seghetto e punte di trapano che ho utilizzato.
    Tu per lavare i cloni tu li bolli in acqua io no per che ho paura che togliendo le o-ring mi si rompano (mi è successo con le o-ring dei drip tip), io li lavo con acqua e sapone poi li metto a bagno in acqua e bicarbonato, poi in acqua e amuchina e poi li rilavo con acqua e sapone, nonostante questo quando rigenero e tocco con un pezzo di carta assorbente le viti delle torrette la carta diventa marrone e ultimamente anche il liquido diventa marrone anche con la resistenza appena rifatta.
    Infatti stavo pensando di comprare 1 SOLO ATOM ORIGINALE e usare solo quello (taifun gt);
    però il dubbio è che lo paghi come originale…e poi magari lo ha costruito la stessa ditta che ha costruito il clone…come le note borse italiane “che fanno in cina” e poi ci attaccano il marchio made in italy e le fanno pagare uno sproposito.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Io li sgrasso e igienizzo dapprima con chanteclair poi li lavoro con acqua calda.
      Il fidarsi o meno sta nella propria mentalità: mi fido o non mi fido.

      Di sicuro chi non si fida dei cloni per via dei materiali mentre si fida della roba dei modder che arriva in sacchetti di plastica senza uno straccio di certificazione non è molto coerente, se ci pensi bene.

  • falch3tto

    Ciao Michele,
    hai per caso avuto modo di provare il Calix by Leo? E’ un sistema molto simile all’ataman e ne parlano un gran bene. Capienza 4,5 ml. Sarei tentato di prenderlo, ma originale (clone non l’ho trovato) costa 110€. Mi sai dire qualcosa in merito? Vale la pena?

    Grazie

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