Aulus by OmegaVaper, alternativa italiana al DNA40. Agg. x3 Recensione 6


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Ero venuto a conoscenza di OmegaVaper mesi fa quando uscirono nel mercato con il circuito ProWatti, vale a dire un circuito che all’epoca si contrapponeva al circuito utilizzato nel Provari soprattutto per le dimensioni.
Ma all’epoca non gli detti molto peso perché in giro c’erano i DNA.
Ma da un pò di tempo a questa parte quest’azienda italiana ha prodotto un nuovo circuito, l’Aulus, che offre delle funzioni che lo rendono particolarmente interessante anche in virtù del fatto che le dimensioni del circuito sono molto contenute.

Come sapete se c’è una cosa che attira molto la mia attenzione quella sono proprio i circuiti se non altro perché mi diverto a costruirgli il vestitino. In questo caso poi la recensione esaustiva di Noze mi aveva fatto ben sperare e quindi l’ho preso.

Il circuito costa 69 €: il prezzo non è particolarmente basso, diciamo che negli shop italiani italiani costa come un DNA40 o come un YiHi SX350J quindi nella media.
E’ disponibile con il display in due colorazioni (blu e bianco) e con o senza il modulo di ricarica USB.
In questa pagina potrete leggere tutte le sue caratteristiche di cui vado ad elencare solo quelle che mi sono interessate maggiormente:
– dimensioni 55 mm x 16 mm x 8 mm;
– pulsante FIRE on board oppure predisposizione esterna per fire, up e down;
– variwatt da 5.0 w a 50.0 w per step di 0.1 w;VariWatt da 5.0 Watt a 50.0 Watt step 0.1 Watt
– controllo di temperatura su 15 materiali predefiniti;
– booster personalizzabile;
– emulazione meccanico (che manca al DNA).

L’unica vera mancanza, se vogliamo, è la mancaza del firmware aggiornabile. Come i DNA insomma. D’altronde se il circuito funziona bene non serve aggiornarlo al contrario farebbe comodo ma questo lo scopriremo utilizzandolo: al momento so solo che la versione che ho ricevuto è quella “ultimo grido” ossia la 1.3.

Qualche foto del circuito:

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Per quanto ne possa capire io a riguardo, visto cosi il circuito mi sembra fatto bene sulla stessa lunghezza d’onda degli Evolv e sicuramente meglio, visivamente s’intende, rispetto agli YiHi.
Nel sito è disponibile un bel manuale, in italiano, dove viene spiegato il circuito e il suo montaggio.
Montaggio che è molto facile con positivo ingresso e uscita e negativo comune se si vuole risparmiare un filo.
Casomai, a voler essere precisi, le piazzole per la saldatura degli eventuali switch e fire esterni sono molto piccoli quindi ci vuole bravura per saldarci sopra ma è anche vero che il circuito può funzionare con un unico pulsante.

Insomma se date un occhio al manuale vi rendete conto che un pò come il Provari P3 con il solo fire ci sarà da prenderci la mano per non perdersi nella giungla del menù ma il discorso è sempre lo stesso ossia che una volta settato non è che si trascorre la giornata a cambiare i settaggi.

Questo articolo è solo una preview del circuito che mi è arrivato.
Sarà ovviamente aggiornato man mano che lo testerò.
Era mia intenzione, come ho detto nel vlog, sforzarmi per fare una box modulare.
In effetti ora che pubblico questo articolo ho già in mano due soluzioni:
– una BF classica;
– una modulare da verificare.
Nel canale Telegram ho già anticipato alcune foto dei primi rendering e stampe e sto verificando la parte “modulare” che è mia intenzione portare avanti.
Vi tengo aggiornati.

Aggiornamento del 11/03/2016 – Agg. x1 Prime Impressioni

Ieri sera ho montato il circuito nella nuova boxettina (che è davvero molto compatta !) e quindi dopo qualche ora di utilizzo come di consueto metto giù due righe riguardo quelle che sono le mie impressioni di utilizzo.
Partiamo dal montaggio cercando di dare qualche info tecnica utile a chi, come me, le box se le monta.

Montaggio del circuito
Pro:
– possibilità di fissare il circuito in 4 punti (come l’SX350J);
– dimensioni veramente molto contenute;
– possibilità di montare fire esterno;
– possibilità di aggiungere up & down esterno.
Contro:
– gli slot per saldare il fire esterno (e up & down) non hanno fori (come nel DNA) e quindi bisogna essere precisi e bravi a saldare.

Prime impressioni
Il circuito ha un menù veramente molto complesso e completo e si impiegano pochi minuti ad entrare nella sua “mentalità” dopodiché si ci riesce a muovere abbastanza bene. Quello che rimane è che per fare le varie modifiche è lento proprio perché potendo disporre di un solo pulsante bisogna gioco forza armarsi di pazienza. Insomma in stile Provari P3.
Molto belle le transizioni tra una funzione e l’altra e le varie grafiche associate ad ogni voce di menù.
Tolto l’atom (il Little 16 rigenerato con Ni200) dal DNA40 e messo nell’Aulus ho potuto constatare che:
– l’Aulus legge la coil più alta (di 0.03 ohm);
– se utilizzo nell’Aulus una potenza in J pari ai W usati nel DNA dunque l’Aulus spinge meno;
– ho dovuto abbassare il limite di temperatura (forse per quella differenza di 0.03 ohm ?) di una 15ina di gradi.

L’Aulus offre due livelli di erogazione in uscita: SOFT e HARD, io ovviamente l’ho messo subito su HARD (!) e dopo aver aumentato l’erogazione portandola a 19J (che mi sembrano molto simili ai 16w del DNA40) ho iniziato a giocare con il boost.
Il boost è facile da settare e molto molto interessante: possiamo impostare potenza e durata di boost e per ora ci sto ancora giocando ma cosi a naso è indubbiamente una cosa interessante e utile da provare perbene.

In pratica rispetto al DNA40 che userò come riferimento:
– ho dovuto abbassare il limite di temperatura;
– ho dovuto alzare la potenza in uscita.
Questo non va inteso come un difetto perché, io lo ripeto sempre, ogni circuito ha le sue caratteristiche e che i numeri siano diversi tra uno e l’altro non ha importanza quello che realmente mi interessa è che siano costanti ed appaganti durante l’utilizzo.

Ebbene dopo averlo settato secondo il mio gusto personale posso dire che il circuito sembra funzionare bene.
Il controllo di temperatura fa il suo lavoro, quando la coil inizia ad asciugarsi inizia a tagliare grosso modo come il DNA40 e a limite facendolo in maniera più soft un pò come l’SX350J ma grosso modo siamo li.
L’erogazione è diversa da quella del DNA40: sembra mediamente più morbida (anche se impostato su HARD) e quello che effettivamente fa la differenza è la possibilità di aggiungere il boost iniziale.
Insomma in linea di massima non mi dispiace affatto.
Come autonomia della batteria è presto per parlarne, appena avrò finito la canonica boccetta da 6 ml tirerò le somme (per ora sono al 66% dopo mezza boccetta quindi 3 ml consumati) a 19J.
Tra oggi e domani passerò all’SS316 e sono molto curioso a riguardo.
L’articolo verrà aggiornato ovviamente.

Aggiornamento del 18/03/2016 – Agg. x2 Seconde Impressioni

Oramai sono diversi giorni che sto usando l’Aulus e quindi vi riporto quelle che non sono più prime impressioni ma le chiamerei seconde impressioni.
L’ho utilizzato al momento con: Tilemahos a Ni200, Tilemahos a SS316, Little 16 SS304 e tutti, ovviamente, con controllo di temperatura.
Non ho ancora effettuato il test del burn cotton a secco, lo proverò presto ma la sensazione è che il controllo di temperatura funzioni correttamente e quindi niente steccate.
Con il Little 16 il comportamento di come interviene l’elettronica man mano che la coil si va asciugando va interpretato: quello che è sicuro è che il taglio, quando c’è bisogno del controllo, è piuttosto netto e brutale. Non mi è sembrato particolarmente progressivo cosi come è quello del DNA40 per esempio.
Cioè se il DNA40 rimodula i watt in uscita abbassandoli con una certa progressione dunque l’Aulus è più netto nel suo taglio.
Pregio ? Difetto ? Non saprei: di sicuro quando il DNA40 inizia ad abbassare i watt lo si percepisce bene e bisogna in ogni caso squonkare.
Con il Tilemahos nessun problema, impostati Joule e limiti ho potuto godermelo senza grossi problemi e alla fine del tank ovviamente interviene il taglio netto com’è giusto che sia. Poi se si aspettano alcuni secondi e si preme ancora fire per qualche secondo eroga ancora e poi taglia nuovamente etc etc.
Insomma l’idea che mi sono fatto è che il TC funziona.
La nota dolente è arrivata nel momento in cui ho montato l’SS316: nel menù scelta materiali ci sono davvero tanti a disposizione ma non c’è l’SS316 (!) e soprattutto con il mio esemplare ho avuto grossi problemi con il TCR: infatti non posso impostare il TCR che voglio io perché almeno l’esemplare in mio possesso sembra non memorizzare il TCR. Ho contattato il produttore, vedremo cosa mi dice a riguardo.
L’aspetto senza dubbio più positivo e che mi ha decisamente sorpreso è l’efficienza del circuito ossia come gestisce la batteria: ad oggi probabilmente l’Aulus è il circuito più efficiente che io abbia mai provato. Impressionante. L’indicatore di scarica è molto preciso (ragiona in punti percentuali, come i cellulari) e mediamente a 18-19J riesco a svapare 5 ml circa con poco più di metà batteria. Notevole.
L’altro punto a favore è il boost facile da impostare e sicuramente molto utile.
Insomma nel complesso posso dire che qualche piccolo difettuccio c’è ma facendo la somma delle cose e considerando la gioventù del circuito stesso sono propenso, salvo imprevisti che potrebbero capitare, ad andare verso una promozione “al filo”. Vedremo.

Aggiornamento del 05/04/2016 – Agg. x3 Recensione

Aggiornamento del 05/04/2016 – Agg. x3 Recensione

Eccoci a tirare le somme finali dell’Aulus.
Il verdetto finale è: rimandato a settembre.

Un breve riepilogo dei pro e dei contro.
Pro:
– ottima gestione (efficienza) della batteria: si parla di un’autonomia superiore del 20-25% rispetto al DNA40;
– buona montabilità: ingombri ridotti, piazzole di fissaggio;
– menù pressoché completo: il plus è la funzione del boost;
– ottimo supporto/assistenza post-vendita.
Contro:
– impossibilità aggiornamento del firmware in modo autonomo: il circuito va inviato a Omegavaper;
– assenza “di default” dei pulsanti up & down che rende la navigazione del menù troppo macchinosa;
– assenza del riconoscimento automatico della nuova coil;
– taratura del TCR “paga” un decimale rispetto ad altri circuiti (VTC, SX, DNA200, etc etc);
– sporadici bug/lag.

In sostanza: il circuito ha del potenziale e a livello di funzioni probabilmente è il più completo (escluso DNA200) che abbia mai avuto tra le mani.
Tuttavia per raggiungere il top e meritarsi la promozione considerando il costo dovrebbe offrire almeno quello che offrono i suoi competitors di riferimento (tra i quali escluso il DNA40 che oramai è vecchio e praticamente obsoleto).
Il controllo di temperatura risulta meno preciso rispetto al DNA40 ma funzionale. In particolare quando la resistenza è “asciutta” il circuito taglia di netto senza effettuare rimodulazioni o tagli progressivi di erogazione della potenza.
Il tipo di erogazione mi è piaciuto. E’ un’erogazione diversa da quella DNA40 (che oramai conosco bene) ma è difficile dire quale sia delle due la migliore. Sicuramente l’output Soft dell’Aulus è molto morbido e soft mentre l’Hard è bello cattivo e io l’ho preferito fin da subito. Poi come sempre è una questione di abitudine.

Lo consiglierei: si perché le mancanze segnalate sono a conti fatti trascurabili e la sua erogazione nonché efficienza non è mi è dispiaciuta affatto al punto tale che ho accantonato proprio il DNA40.

Vi lascio all’ultima mia video-recensione:


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


6 commenti su “Aulus by OmegaVaper, alternativa italiana al DNA40. Agg. x3 Recensione

  • dante801
    dante801

    buon giorno Michele il circuito (la scheda) e simile alla scheda madre di un iphone sembra fatta veramente bene ho visitato il sito e dalle specifiche sembra superiore all’sx350j sia come precisione che come ottimizzazione della batteria e ha anche molte funzioni se da cio che ho letto corrisponde a realtà e un circuito da tenere in considerazione.sono curioso per il test del TC chi sa se riuscirà a prevalere su tutti…(ovviamente non solo col TC ma anche con i vari test)

    • tony.vaper
      tony.vaper

      Concordo davvero interessante come circuito, e sarebbe interessante sapere come si comporta soprattutto in tc mode

  • summerwind

    Ciao Michele, ti seguo da molto e mi sono deciso a scrivere perchè ho avuto il circuito in questione, appena ricevuto l’ho testato prima di montarlo e scopro un ritardo nell’erogare spingendo il fire, mi avevano mandato un cirduito non ancora aggiornato, molto disponibilie e cortesi, rimando il circuito e ritorna aggiornato alla 1.3, monto il tutto e devo dire che in W secondo me ha una erogazione troppo morbida in modalità soft, mentre in hard un pelino aggressiva, buona gestione della batteria, menù e funzioni tutto sommato comode per un solo tasto ma le note dolenti sono arrivate nella gestione del tc, insomma non sono riuscito a farlo andare nè con ni200 da 0,25 ø nè con titanio tanto che addirittura con temperatura a 400°f si creavano hot spot sui terminali della coil. Spero che erano pecche di gioventù ed abbiano risolto perchè come dimensioni e funzioni non mi sembra niente male.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Ciao, spero di iniziare a usarlo in settimana !
      Verificherò il tutto 🙂

      • dante801
        dante801

        ciao michele so che i commenti sono chiusi ed e l’ultima volta che ti disturbo ma ho un problema con l’sx350j non so se sia un bug del software ho sia colpa del mio circuito ma anche se seleziono ni200 e inserisco una normale microcoil lui eroga lo stesso di norma non dovrebbe erogare visto che non e ni200 se puoi e hai tempo puoi verificare nel tuo circuito?Grazie anticipatamente

I commenti sono chiusi.