Calix by Leo. Agg. x2 Video 9


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Messo da parte il Tilemahos v2 Plus (solo per il momento) e con il clone del v2 li davanti in attesa di essere testato più a fondo (e probabilmente moddato) ecco che ho deciso di iniziare a provare il Calix by Leo che mi ha gentilmente prestato l’amico Alberto alias Lbrt.
Ricordo che ho in arrivo anche il clone e lo riceverò nei prossimi giorni quindi ci sarà un confronto diretto o quasi.

Disclaimer Cazzeggioso: quest’atomizzatore era già stato lavato dall’amico Alberto. Io come faccio sempre l’ho rilavato con l’acqua qui di Siena che, notoriamente, è molto aggressiva con i metalli e quindi se scorrendo le foto noterete delle macchioline strane non dategli troppo peso, colpa dell’acqua corrosiva che ci danno a Siena.

Il Calix è un sistema di alimentazione che sfrutta il solito principio di alimentazione di tutti: qua siamo di fronte all’ennesima via di mezzo tra Kayfun e Taifun.
Quello che invece è particolarmente diverso è il deck e quindi una zona di rigenerazione abbastanza inusuale che a conti fatti secondo me complica la vita e basta senza portare reali vantaggi nel momento della rigenerazione.

L’atom costa 110 € ed ha una capienza di ben 4,5 ml. Ha la regolazione dell’aria in stile Kayfun v4 (vitina da sotto) e ha regolazione del liquido tramite rotazione del camino (come il Tilemahos).

Andiamo a vedere le foto dell’oggetto commentandole passo passo.

Vista d’insieme di tutti i particolari smontati:

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Il tank con i due anelli di acciao. Il tank non va assolutamente bollito (raccomandazione del modder) in quando è fissato ai due anelli tramite qualche collante e c’è il rischio che il calore possa rovinare il fissaggio. In diversi hanno avuto problemi sotto questo aspetto.
Le ghiere sopra e sotto presentano angoli a 90° molto vivi ai quali una smussatura a 45° non avrebbe fatto assolutamente male, anzi.

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Il deck in alcune sue parti: si noti la presenza di macchie strane nel pin di ottone. L’ottone, come noto, non può fare ruggine ma scorrendo le foto capirete l’origine di quelle macchie.
Il pin ha un filetto a croce e avvitandolo si va a regolare l’ariosità dell’atomizzatore.
Edit: il pin, seppur color oro come l’ottone, dovrebbe essere in acciaio (dichiarato dal modder) per tanto potrebbe anche essere lui la causa delle macchie.

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A corredo c’è anche questo tubetto di ottone il cui scopo presumo sia duplice: aiutare a tenere in posizione le due torrette mentre si fissano prima e poi facilitare il fissaggio del deck alla base dell’atomizzatore. L’insieme è fatto nel complesso bene fatta eccezione per qualche superficie non smussata e per la presenza di una vistosa bava di lavorazione.

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Una volta messo il pin si capisce bene l’origine di quelle macchioline. Scorrendo le foto noterete un altro punto, simile per lavorazione, in cui è avvenuto lo stesso fenomeno.

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Fissaggio del deck alla base:

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Base vista da sotto: anche in questo caso l’angolo inferiore a 90° è quasi tagliente, una leggera smussatura non avrebbe guastato.

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Da sinistra verso destra: camino, drip tip, e top cap (per la ricarica). Si noti, ingrandendo la foto, l’interno del drip tip visto da sopra.
Il drip tip è realizzato in due parti con due fori distinti il cui scopo non l’ho ancora capito. Nel dubbio l’ho tolto e stò usando il mio classico in delrin.

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Vista del deck montato da sopra: si noti come ho cercato di fissare il deck in modo tale che le due asole siano coincidenti con i due fori da cui il liquido entrerà:

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Insomma nel complesso la fattura non mi ha stupito.
Probabilmente un occhio distratto non si accorge di nulla cosi come una mano callosa e abituata a tanti cloni ma vi assicuro che in certi dettagli il Tilemahos è fatto parecchio meglio e c’è molta più attenzione (produttiva) nelle piccole lavorazioni che magari non contano nulla in un clonaccio da 10 dollari ma che fanno storcere il naso dinanzi ad oggetti che costano 110 €.
Nel deck tra l’altro c’è una bava bella evidente.
Si è vero, le foto sono fatte con una reflex da 24 MP e indubbiamente risaltano sia i pregi che i difetti ma penso che quando questi ci sono è giusto evidenziarli nel migliore dei modi.

Riguardo le macchioline causate dall’acqua di Siena beh scherzi a parte probabilmente questo atom è stato lavato e non asciugato benissimo e quindi riposto e spedito e questo ha dato origine a quelle piccole macchie. E’ normale tranquilli. Quando l’acciaio è economico o particolarmente ferroso infatti succede questo.
Speriamo che non arrivi il solito fenomeno tarapia tapioco come se fosse Antani con scappellamento a destra dell’olio di lavorazione prematurato !

Chiusa la parentesi di com’è fatto e di come a mio avviso almeno nell’esemplare da me ricevuto non valga assolutamente i 110 € che costa passiamo alla rigenerazione.

L’atomizzatore è pensato per essere rigenerato in single coil o in dual coil. In dual coil secondo me è ardua e non ci ho nemmeno provato, sono andato a dritto in single coil.
Questo deck come dicevo all’inizio però bisogna farselo piacere perché rigenerare non è poi cosi semplice come il Tilemahos soprattutto nel giro pesca che bisogna far fare ai fili resistivi per fissarli.
Io ho usato il Ni200 e tutto sommato non è stato difficile ma usando il khantal che è ben più rigido penso che il discorso si complichi un attimino.
Però non voglio spaventare nessuno: ritengo che la strada scelta però non è la migliore e che forse le viti messe sopra anziché di traverso le avrebbero gradite in molti.

Per rigenerarlo quindi io ho usato un bullone M3.5 (corpo 3 mm) e ho fatto tante spire di Ni200, in questo modo qui:

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Per caricare si deve chiudere il liquido avvitando il camino (dopo aver appena allentato il cap superiore) e quindi dopo aver tolto il cap si butta il liquido.
Non ho ancora misurato la capienza effettiva ma il modder dichiara 4.5 ml e sono credibili.

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Come funziona ?

Le prime impressioni sono positive.
Rigenerato cosi una volta regolata l’aria e il liquido l’atomizzatore mi sta piacendo anche se come regolazione del liquido devo fare ancora qualche aggiustamento perché mi sembra che sia un capello sovralimentato ma sono aggiustamenti che ritengo fattibili e non problematici al momento.
Sono a 17w con limite a 400F e sopra i 360-370F non va e la qualità di svapo generale sembra molto buona.
La resa aromatica non posso ancora giudicarla perché ci sono ancora sentori del liquido che c’è stato svapato in precedenza per cui ne parleremo più avanti ma come hit mi piace.
Il tipo di svapo offerto è logicamente grasso e il vapore abbondante.
Insomma, almeno sembra funzionare bene :).

Qua vedete la scatola con cui arriva (dentro c’è un tank extra in acciaio acquistato a parte e un minimo di orings e vitine) insieme al Tilemahos v2 Plus originale:

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Ci aggiorniamo nei prossimi giorni.

Aggiornamento del 21/10/2015 – Agg. x1 Report.

Dopo quasi una settimana di utilizzo e svariate ricariche vi posso dire come funziona.
Come funziona ? Bene. Il Calix by Leo indubbiamente ha nel buon funzionamento il suo punto a favore.
In particolare è costante nell’alimentazione e non ha momenti di picco o di calo di alimentazione.
Ad onor del vero io l’ho sempre usato con la regolazione dell’aria iniziale: una regolazione che offriva un tiro non troppo contrastato e che si sposava perfettamente con i 18-19w a cui mediamente l’ho utilizzato.
In tanti infatti hanno lamentato il fatto che cercando un tiro contrastato sono incappati in sovralimentazione o allagamenti: questo è realistico poiché il sistema per com’è fatto indubbiamente “chiama” una certa ariosità in ingresso e se si cerca di chiudere il tiro si rischia di far entrare troppo liquido. Dovendo poi alzare watt per bruciarlo si incappa nel problema della poca aria in ingresso e si entra in un loop vizioso perché come oramai tutti avete capito ci dev’essere sempre una certa proporzione tra watt e aria in ingresso.
Seppur come tiro quindi l’ho usato in modo “più arioso” rispetto ad altri sistemi sono comunque riuscito ad usarlo con soddisfazione tirando di bocca.
Per la ricarica è facile da gestire, l’oring del top cap è fatta benissimo e non ci si sbrodola durante le ricariche che sono anche poco frequenti grazie ai 4.5 ml di capienza.
Quindi resa aromatica buona, hit buono, temperatura del vapore ottima, vapore denso e cremoso. Tanto di cappello.
Unico neo se vogliamo è un pò di condensa (leggera, per la verità) che l’atom rilascia nel connettore perché l’aria entra da sotto. Non è niente di grave ma indubbiamente c’è e qualcuno potrebbe non gradire.

Il grosso problema viene da come questo Calix è fatto: come vedrete nel video quando lo pubblicherò (contavo di finirlo ieri sera ma non ho potuto) purtroppo la fattura di questo atomizzatore è veramente scarsa. Quasi tutti i pezzi presentano bordi taglienti (mi sono pure tagliato con il camino) e questo è un peccato perché stiamo parlando di un oggetto che costa 110 €.
Se possiamo chiudere un occhio sul grano del pin positivo che prende ruggine (forse perchè comprato su Alibaba e forse perchè quel grano li l’acciaio non sa manco cosa è) non possiamo chiuderlo sul modo in cui Leo ha fissato il tank: la soluzione della colla è una soluzione che a me non piace per niente per due buoni motivi:
– non è dato sapere che colla ha usato (e ci va a contatto liquido con nicotina …);
– come soluzione non duratura: e infatti sono già diversi ad aver avuto distaccamenti del tank.

Insomma la morale della favola è che è un vero peccato: un atom che funziona molto bene e che è molto pratico ma che non vale assolutamente i soldi che costa perché fatto peggio di tanti cloni che mi sono passati tra le mani.

Arriverà il video che sarà una sorta di video confronto con il clonazzo di Coppervape di cui scriverò nell’apposito articolo.

Aggiornamento del 24/10/2015 – Agg.x2 Video

Video “unificato” originale e clone:


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


9 commenti su “Calix by Leo. Agg. x2 Video

  • Sting71

    Ciao Michele.
    Alcune domande :
    Il deck lo avviti fino in fondo? O lasci un giro?
    Il camino di quanti giri lo apri?
    Il drip tip col foro dovrebbe renderlo più arioso, x tiro di polmoni, e forse leggermente più aromatico, a detta del modder…
    La soluzione dell’aria dal pin ti piace?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Rispondo al quarto grado ! 😀
      Il deck una volta arrivato a battuta (facendo forzare l’oring sotto) sono tornato indietro di quello che bastava per ritrovarsi con i fori dritti sulle asole.
      Il camino per ora (sono ancora in sperimentazione) lo apro fino a scoprire circa metà foro d’ingresso liquido, i giri non li ho contati. Ma secondo me posso chiudere ancora.
      Interessante la storia del drip tip e ora che me l’hai detto lo ripongo nella scatola senza manco pensare di provarlo ! 😀

      • falch3tto

        Ciao Michele,
        Innanzi tutto grazie per la recensione. Ho visto che hai messo i fori dritti sulle asole, ma il modder nel video di spiegazione dice che i fori si possono mettere anche lateralmente, così il liquido va nell’intercapedine ed alimenta il cotone a dovere. Nel video dichiara che è il modo per avere l’aroma migliore. Hai provato?

        • mc0676 L'autore dell'articolo

          Ovviamente non ancora, per ora lo stò usando in quel modo che vedi e si alimenta davvero molto bene. Poi proverò con le torrette ruotate di 45/90 gradi.

  • Cus2k

    Sul discorso ruggine, per esperienza lavorativa ritengo non sia imputabile al materiale ma piuttosto alla poca accortezza dei modder nel trattare determinate tipologie di materiali. Acciaio inox non fa la ruggine ma può contaminarsi con ferro durante le fasi lavorative ed è abbastanza normale , questo però va poi trattato con una sorta di decapaggio leggero e successivo lavaggio con acqua demineralizzata che toglie tutto quello che di “ferroso” può aver inquinato l’oggetto, in assenza di questa cosa può presentarsi ruggine. Per l’azienda in cui lavoro questo è abbastanza normale e noi usiamo un 304 low carbon quindi una delle leghe “meno pregiate” ma ti assicuro che non esce fuori nulla.

  • Lbrt

    Sono il proprietario dell’atom di cui si parla nell’articolo: su quell’atom non ho usato liquidi macerati, ma solo Old West e Regular al 6%.
    Il lavaggio prima di spedirtelo è stato fatto con lavatrice a ultrasuoni (con acqua e una goccia di Svelto), senza svitare la vite del pin, per cui può darsi che sia rimasta un po’ d’acqua negli interstizi, nonostante lo abbia asciugato subito.
    Dici che ho fatto un uso incauto dell’atom ?
    Per 110 euro, allora, forse sarebbe il caso di fornire l’atomizzatore con un kit composto da spazzolino e carta per togliere periodicamente le macchie, o almeno avvisare del possibile problema, così come viene già fatto per avvisare di non bollire il tank in vetro

    A parte il pin macchiato, mi dispiace di non aver fatto una foto alle bave presenti nei fori per il liquido prima di rimuoverle, ma penso si veda anche dalle foto che i fori sono fatti proprio male (quel componente dell’atom mi pare sia in vendita, da solo, a 45 euro): uno dei due fori era completamente occluso.

  • Kanarus

    Allora Mike tre cosine ho da dirti:

    – sei già fighissimo cosi non vedo come potresti diventarlo di più
    – non mi ero mai accorto che tu avessi una donnina nuda alle spalle
    – l’acqua di Siena … non si smentisce mai

    Tornando seri… ho in arrivo il tilemahos sia originale che di fasticchio. Ho molte aspettative su questo atom perché possa diventare il definitivo da passeggio / lavoro. Quello che aspettavo per mettere da parte il Langer.
    Come sempre complimenti per la recensione.

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