Eleaf Lemo: progettato dall’UCAS ? Agg.x1 – Video Recensione 14


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UCAS sta per … Ufficio Complicazioni Affari Semplici … (e se dovesse esistere mi scuso in anticipo ma ovviamente il titolo dell’articolo è puramente ironico e ogni riferimento a “cose” esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale).

Ebbene si, conclusa la pratica del clone che non funziona ho deciso di mettere in pista il test di questa ennesima variante del Kayfun.

Il titolo è ironico, vero. E sostanzialmente significa che partendo da un progetto genuino e semplice Eleaf è riuscita a peggiorarlo laddove era davvero difficile riuscirci: ossia la regolazione dell’aria e la ricarica.
Il tutto per ?
Per non copiare spudoratamente 1:1 l’originale.
Come ho scritto per altri prodotti provati … è molto meglio clonare 1:1 piuttosto che apportare delle piccole variazioni, insensate, che non solo non riescono a nascondere il fatto che hai copiato spudoratamente ma ti fanno pure passare da pirla perché hai peggiorato.
Insomma, l’esatto opposto del Magoo, tanto per capirsi.
Con il Magoo Eleaf (Ismoka) a suo tempo ha introdotto delle variazioni rispetto all’originale (Ithaka) che erano addirittura apprezzabili.
Ma in questo caso hanno fatto la pipi fuori dal vaso.

Questo Lemo proviene da una specie di baratto/scambio con l’amico Roberto alias Creedrob.
L’ho avuto 2 mesi fa, circa e in passato, appena arrivato, l’ho provato (giusto 1 tank) e poi l’ho rimesso nel mobile in attesa di potergli dedicare lo spazio necessario per poterlo recensire.

Costa 35 € questo Lemo e il prezzo, fatte le dovute considerazioni, è giusto.

Guardiamolo da vicino commentando le foto.

La scatola con cui arriva:

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Tutto il corredo:
– il Lemo;
– set di oring;
– cacciavitino;
– filo resistivo;
– bugiardino;
– cotone (in foto non c’é, sorry).

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Il tip di serie è bello. Peccato che le sedi delle oring siano fatte male e per infilarlo, e toglierlo, si debba fare troppa forza. Le oring inoltre, come vedete, si maciullano:

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Vista completa:

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La base vista da dentro:

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La base vista da sotto, con il pin regolabile:

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La parte superiore della base vista da sotto.
La vite a croce (che ha subito 5-6 lavaggi e presenta un leggero velo di ruggine, forse dovuto al fatto che l’acciaio che hanno usato è abbastanza “ferroso” …) serve per ricaricare il liquido.
Quella ghiera attorno a quel vitone a taglio centrale invece è la ghiera di regolazione dell’aria: svitandola si apre il tiro, viceversa lo si chiude.

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Il tank, in pirex, rifilato malissimo da entrambi i lati, presenta varie micro-screpolature:

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Il cap superiore:

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Il cap superiore visto da dentro.
Si nota l’oring in silicone a corredo (anche sotto è cosi): queste oring secondo me sono davvero troppo esili. Pensate che dopo averlo lasciato un mese fermo sono andato a smontarlo e una si era letteralmente incollata al pyrex e si è lacerata, costringendomi a prenderne una nuova dal kit. Probabilmente colpa mia che quando l’ho rimesso non era perfettamente asciutto (non ne sono sicuro …) nel dubbio quando lo riponete (se lo comprate) lasciatelo molto lente perché tracce di umido potrebbero far incollare, o quasi, oring e pyrex anche grazie alle screpolature che esso presenta.

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Base con camino:

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Il camino:

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La zona di rigenerazione, molto più voluminosa rispetto a quella del Kayfun:

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Montando nella BBox DNA40:

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Di fianco al Russian 2.0:

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RIGENERAZIONE

Ad ora l’ho provato sia con wick che con cotone.
Ma il testo lo farò con la wick.
Lo sò, gli amanti del cotone nel kayfun mi offenderanno, sentirò fischiare le mie orecchie per giorni. Pazienza.
Ma per quanto mi riguarda, per come svapo io, per il tipo di aromi blandi che uso io, la wick, nel Kayfun, è un gradino sopra.
Certo, usando questi liquidi “bomba” d’aroma che vanno tanto oggi il cotone ha il suo perché, ma non è il mio caso.

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Sono quindi passato alla classica wick.
Ho usato 10 cm di 2.5 mm in silica, avvolta con un tot di spire di nickel da 0.20 (sto giocando con il DNA40).

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COME FUNZIONA ?

Parlando di wick, e solo di quella vi parlerò, le prime impressioni sono positive per quello che riguarda il funzionamento.
Si alimenta bene e regge i 12.6w senza problemi. Probabilmente regge anche oltre ma non mi interessa andarci.
La produzione di vapore è buona, la resa aromatica iniziale sembra buona, forse non al livello del Russian ma pur sempre buona.
L’hit è strano. E’ un hit graffiante in gola. Probabilmente è dovuto al fatto che il foro interno del camino è molto largo e quindi arriva un ottimo flusso d’aria.
Non è un hit morbido tanto per capirsi. E’ un colpetto in gola abbastanza “secco” quasi da far pensare alla stecca, come se entrasse aria di lato che non passa dalla resistenza ma in questo caso è impossibile che avvenga qualcosa del genere. All’inizio da quasi fastidio, poi ci si abitua.

Tutto questo è riferito, ribadisco, alle prime impressioni di utilizzo.

Riporto quindi uno specchietto di pregi e difetti.

PREGI:
– se aperta al massimo la ghiera di regolazione dell’aria diventa molto arioso e quindi, a dispetto del Kayfun, potrebbe piacere a chi tira di polmoni e vuole il tiro molto aperto;
– la zona di rigenerazione è molto ampia: si possono quindi realizzare delle coils molto grandi, anche dual coils e metterci dentro tanto cotone e tanta wick;
– è molto capiente (5.5 ml circa);
– è economico;
– è leggero.

DIFETTI:
– la ricarica è davvero troppo macchinosa: passi di dover togliere la parte sotto della base, ma dover togliere anche una vite … è troppo; senza considerare che poi rimetterla non è proprio cosi semplice …
– durante l’aspirazione produce un sibilo: non è un fischio, è proprio un sibilo intenso e se vogliamo anche fastidioso;
– la regolazione dell’aria è troppo macchinosa: come se non bastasse la ghiera oppone zero resistenza alla rotazione quando un minimo di contrasto sarebbe stato gradito;
– alcune finiture non sono adeguate.

In pratica una volta rigenerato e caricato sembra che funzioni decentemente.
Però la ricarica è davvero troppo palloso da ricaricare e il rumore in aspirazione troppo fastidioso …

Aggiornamento del 15/11/2014 – Agg. x1 Video Recensione

Verdetto: rimandato a settembre.

Oltre a quanto sopra, con l’uso, posso dire che come resa aromatica non eguaglia il Kayfun (parlo di wick) mentre come hit forse forse lo supera.
Il perché della resa aromatica minore è da imputarsi, secondo me, alla camera di evaporazione maggiore.
Probabilmente questo atom da il meglio di sé bello riempito di cotone ma, francamente, io non mi sento di consigliarlo.
Una volta rigenerato comunque il suo lo fa e rimane l’immenso difetto della macchinosa della ricarica e della regolazione dell’aria.
Inoltre a volte, non sempre, produce un fastidioso rumore durante l’aspirazione.

La video recensione.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


14 commenti su “Eleaf Lemo: progettato dall’UCAS ? Agg.x1 – Video Recensione

    • zorro71

      dopo aver visto la esauriente recensione , opto x un’ altro rigenerabile.grazie michele

  • Stefano M.

    Bella recensione come sempre 🙂 , era un atom che volevo prendere ma……….
    Nella scatola non dovrebbe esserci anche una guarnizione da inserire al posto della vite? In alcune recensioni la fanno vedere..

    Ciao

    Stefano

  • Guggelhupf

    Ciao Michele,
    dopo aver letto gli innumerevoli pareri positivi d’oltreoceano ho preso un Lemo Drop (versione accorciata con capienza 2,7 ml).
    Come dicevi per il Billow, è roba da americani: tiro arioso filippino, wattaggi da centrale nucleare). Non capisco veramente sta smania dei Watt…
    Speravo in qualcosa di più simile al mio Kayfun Lite (che svapo tranquillamente a 7-8 W con ottimi nuvoloni), ma si tratta di un atom molto diverso, adatto per un tiro di polmoni, con un hit troppo marcato e poco vapore a Watt ridotti.
    Quello che mi ha colpito è stata però l’ottima percezione aromatica, secondo me al pari di Magoo e Rose (senza lo sbattimento del res-no-res e senza ceramiche del piffero), per cui ho insistito, cercando di adattarlo al mio svapo tranquillo a bassi wattaggi/tiri bocca-polmone.
    Devo dire che con 4-5 spire di kanthal 0,20 mm su cacciavitino da 2 mm (intorno ai 2,5 Ohm) e cotone in una specie di macrocoil va benone. Si riesce a non ustionarsi intorno ai 12 W e la resa aromatica è parecchio migliore del Kayfun. Tra l’altro ho solo liquidi classici 55/35/10, sarei curioso di provarlo con più VG per abbassare ancora l’hit.
    Non ho riscontrato difetti nel tank in pirex (secondo me chi te l’ha dato si è dimenticato di montarlo con l’o-ring) e ho sostituito la vitina con il tappo di silicone.
    Una volta settata l’aria lo sbattimento per la ricarica è minore del Kayfun.
    Anche se non spenderei di più per averlo, è un oggettino che merita decisamente. Peccato che consumi parecchio.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Non sei il primo che ne loda la resa aromatica. Io l’ho usato troppo poco per poter apprezzare questi aspetti e non mi sarebbe dispiaciuto se come dici avessero fatto una versione … meno ariosa stile kay.

      • Guggelhupf

        Il problema che è costruito per alti Watt che richiedono ariosità.
        Rigenerato all’americana (microcoil/kanthal più grosso/cotone o rayon) rende benone a 20-25 W e c’è chi lo porta anche molto oltre, però in effetti ci vuole una gola di amianto e occorre tirare di polmoni. Se, rigenerato in questo modo, abbassi i W e regoli l’ariosità a livello Kayfun si sovralimenta di brutto e non è piacevole.
        Come l’ho rigenerato io è svapabilissimo anche a 10-12 W, ma l’hit è ancora troppo forte per i miei gusti.
        Mah, non ho tanta voglia di ordinare un litrozzo di VG solo per il Lemo, vediamo…
        Mi sa che la mia ricerca di un rigenerabile con la regolarità del Kayfun, ma con hit ridotto/resa aromatica stile Magoo non è ancora terminata…

  • oddoss

    Ciao a parte una canzoncina, è la prima volta che commento un articolo, non sono un esperto forse un pioniere visto che ho iniziato con la titan poi ho smesso di fumare con una specie di caccivite ( credo si chiamasse “scridriver” o simile, ancoro lo ho), poi in un brutto giorno mentre attendevo di avere notizie di una persona cara fuori da un pronto soccorso, chiesi una sigaretta ad un signore, poi un’altra ed ho ripreso.Mi sono riavvicinato allo “svapo” perchè voglio smettere di nuovo e da allora le cose sono cambiate tantissimo, ho preso diversi articoli attuali, alcuni esageratamente costosi ed incomprensibili (kayfun 4….un’accanimento ingegnerisico secondo me, avrà 41 pezzi ma almeno la metà inutili) alcuni poco costosi per quello che offrono (istick da 20 ma pin per atomizzatore assolutamente da cambiare, ed io l’ho sostituito con uno della eGo ,ci vuole delicatezza ma “calza pefettamente, smontata ha gli “interruttorini” che se li guardi troppo si sciolgono ed ora alla mia infatti si sono bloccati a 3v fissi e ne ho presa un’altra da 30 , molto performante , pin ok ….e farò più attenzione.Ho preso anche il Lemo, bene secondo me non c’è nulla da fare, l’unica soluzione che ho trovato e che ad oggi lo rende il mio migliore atomizzatore e stata quella di fare queste modifiche: Chiudere tutta la vite che regola l’aria, tappare 3 (diconsi tre)dei quattro fori dell’aria, ridurre con un micoscopico cilindretto il quarto foro (perchè ,almeno per i miei gusti solo tappare i 3 fori non risolve del tutto l’enorme ariosità dell’atom), forare con delicatezza il pezzo che chiude il serbatoio e che ospita il tip ( c’è spazio sufficente per un foro di dimensioni “classiche” ) e ora carico il liquido togliendo solo il tappino (per il momento provvisorio) che ho messo.Altro Lemo, stesse modifiche per i fori ma chiusa la vitina della ricarica per il liquido, ho forato di lato ed in corrispondenza della vite stessa, poi ho tolto la vite e dove il dremel aveva fatto il “segno”, l’ho accorciata, poi riavvitata e per ultimo ho filettato il nuovo foro laterale fatto da dove ora carico il liquido, la seconda soluzione è più bella esteticamente ma ho piccoli problemi di allagamento che non riesco ancora a spiegarmi.Fine

  • oddoss

    Se me lo permetti e mi dici come , ti posso mandare delle foto del Lemo modificato prima versione (carica dall’alto) e del quale ormai non posso più fare a meno, conosco la tua predilezione per il kayfun ma io trovo molti difetti ed inutilità , ad esempio quattro viti microscopiche per la resistenza (io due le ho tolte almeno ho più spazio) che non hanno e su questo punto il Lemo batte il Kayfun (secondo me ovviamente) 10 a 0 spaccato ….se poi vogliamo seguire le mode (dual coil) e non la sostanza allora è diverso, per non parlare della regolazione del liquido che io ritengo assolutamente inutile e francamente non ho ancora capito se funziona….e se funziona non me ne sono accorto.
    Con simpatia e tanta stima.
    Paolo

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      La regolazione del liquido infatti non c’è come detto da svoemesto in persona.
      Il lemo l’ho rivenduto un mesetto fa :).

  • Guggelhupf

    Io invece sto benedetto Lemo sono riuscito a farlo andare senza modifiche, ma solo perché mi sono abituato a tirare di polmoni. L’avrò rigenerato una decina di volte solo a cotone, per cui sicuramente ho ancora da imparare.
    Per ovviare all’hit graffiante che avevo con il Kanthal 0,20 ho semplicemente posizionato la coil in diagonale, più o meno come mostra Michele nell’articolo. La distanza tra le viti è abbastanza grande e le “gambe” della coil diventavano subito incandescenti, mentre coprendole di cotone questo non si verifica.
    Usando Kanthal più spesso o twistando quello sottile non c’è bisogno nemmeno di questo: va benone anche con la coil perpendicolare.
    Per il resto è regolare come un Kayfun, non perde e funziona benissimo anche sotto i 15 W.
    Il mio povero Kayfun Lite prende la polvere, mi spiace per lui… ma con i nuvoloni e l’aroma del Lemo non c’è assolutamente paragone.
    Il vapore non è grasso come con l’Aqua/Magoo/Rose, ma si può ovviare fino ad un certo punto con il filo twistato e con un tip dal foro più stretto.
    L’unico problema è il consumo: 2,7 ml in un oretta di svapo continuato, meno male che ho fatto scorta prebalzello…

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