Evolv DNA200 – Agg. x3 Video Tutorial Recensione 5


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Introduzione: il DNA200 di Evolv è un ottimo circuito. E’ personalizzabile in ogni suo singolo aspetto ed è gestito da un software, eScribe, che permetterà a chiunque di trovare la propria dimensione all’interno dell’universo svapo. E’ grande, grosso e costoso ed è pure molto esigente in fatto di batterie. In parole povere se avete bisogno di svapare non fa al caso vostro ma se alla sera non avete nient’altro di meglio da fare che giocare al PC nelle impostazioni del circuito allora molto probabilmente vi ci divertirete.

C’è da scommetterci che in tanti criticheranno l’introduzione di questo articolo che è, o diventerà, il mio diario di bordo dedicato al DNA200.
Sapete come sono fatto io: pratico ed essenziale. L’esatto opposto del DNA200 che è per nulla pratico e pieno di tante funzioni che all’atto pratico non servono ad una mazza e che pochissimi sfrutteranno.

Vi avevo introdotto la mia Box Mod in questo articolo ma da allora non vi avevo più fatto avere notizie sul DNA200.
Questo essenzialmente perché una volta capito che tipo di circuito fosse l’ho accantonato li a prender polvere prestandolo anche ad un amico in attesa di poterci rimettere le mani con calma. Anche perché con 2 batterie 18650 dimensioni e peso iniziano a farsi sentire.
Complice l’arrivo nel NiFe30 ho pensato di iniziare a redigere questo articolo che, per assurdo, potrebbe concludersi parecchio in là perché al momento non so quanto potrò dedicarmici.
Nel dubbio non buttate soldi per un DNA200. Se proprio dovete spendere per farvi una box allora optate per un SX350J. Dubito che rivedrò con il tempo questa mia posizione.

Cosa fa e come funziona

Il DNA200 è un circuito che è in grado di erogare fino a 200w: dispone ovviamente del controllo di temperatura e può funzionare con qualsiasi filo destinato al TC.
Per funzionare al top come alimentazione ha bisogno di 3 celle da 3.7v ma può funzionare anche con 2 sole celle ed erogare, in questo caso, “solo” 133 watt.
Il circuito come dimensioni è piuttosto grande, in pratica gemello del SX350J. A bordo ci sono gli gli switch up & down e il classico fire. Dispone della porta USB attraverso la quale si potrà collegare al PC o che semplicemente potremo utilizzare semplicemente per ricaricare le batterie.
Il display è il medesimo del DNA40 big screen e anche le informazioni mostrate grosso modo sono quelle con l’unica importante variante che nel DNA200 possiamo scegliere cosa visualizzare.

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Per quanto riguarda il suo montaggio/cablaggio, per chi è smanettone come me e vuole montarselo, vi dico subito che il circuito esprime solidità e robustezza al pari del SX350J e prende quindi le distanze dai DNA20/30/40 che come ben sapete sembra che ti si rompano in mano da un momento all’altro.
Una nota soltanto che riguarda il collegamento dei vari fili: per il bilanciamento batterie c’è da collegare il tutto secondo un certo schema (nell’articolo della box di cui sopra trovate info a riguardo) quindi fate molta attenzione altrimenti non funzionerà.

Il pezzo forte del DNA200 è il software che lo gestisce, ossia eScribe.
eScribe permette infatti di impostare una marea di funzioni e personalizzazioni … c’è quasi da perdersi.
In linea di massima è possibile:
– caricare dei loghi personalizzati;
– effettuare delle misurazioni/rilevamenti sullo stato di salute delle batterie;
– è possibile stabilire l’intensità del boost;
– è possibile stabilire la durata del boost;
– è possibile stabilire la potenza (w) del boost;
– è possibile personalizzare le informazioni che vengono mostrare nel display;
– è possibile personalizzare fino a 8 profili all’interno di ognuno dei quali si può cambiare settaggio per il boost, loghi e tipo di materiale della resistenza e altro ancora.

Insomma … con eScribe potrete veramente fare di tutto di più.

Vi allego qualche schermata:

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Quando (e se) deciderò di farci un video su non credo, a meno che non ci siano diverse richieste qui tra i commenti, di spendere tempo per far vedere eScribe anche perché PBusardo ci ha fatto una trilogia sopra e a limite attivando i sottotitoli …

Primi esperimenti “simpatici”

OK, è chiaro. Appena arrivato come tutti quanti la prima cosa che ho fatto è stata metterci il mio nick e il logo del Blog.
Immagino che Brandon di Evolv desideri che chi compra il suo circuito non si fermi solo a queste minchiate di “personalizzazioni” ma decida di andare “oltre”.
E infatti all’inizio, appena montato, per qualche giorno devo dire che ci ho giocato.
In particolare mi sono settato i miei 8 profili andando per ognuno di essi a “settare” tutti i parametri di boost per avere un qualcosa di simile a quello che esiste nell’SX350J con le 5 curve di spunto.
Una volta impostati e personalizzati gli 8 profili poi dal circuito è sufficiente bloccare la potenza tenendo premuto UP & Down dopodiché con doppio click su UP si scorre tra i vari profili: viene mostrato nel display il nome che si è assegnato al nostro profilo.
Quindi ad esempio si potrebbe impostare:
– il profilo 1 per Ni200 con spunto “normale”;
– il profilo 2 per Ni200 con spunto “forte”;
– il profilo 3 per Ti01 con spunto “normale”
etc etc
E’ importante sapere però che se il profilo 1 è settato per essere usato con Ni200 se noi andremo ad utilizzarlo con una coil di titanio il circuito non funzionerà nel modo corretto.

Per farla ancora più semplice: se siamo in treno e abbiamo un DNA200 con 8 profili settati con Ni200 e si rompe la coil e per rigenerarla abbiamo solamente Titanio allora probabilmente dovremo rinunciare a svapare “bene”. Se invece del DNA200 abbiamo tra le mani un SX350J allora il problema non sussiste perché tramite menù è possibile impostare i vari settaggi sui fili in uso.

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Sicuramente il fatto di poter “personalizzare” 8 profilo è una cosa che mi è realmente piaciuta.
Poter cioè definire e rinominare ogni singolo profilo (ad. esempio NiFe piuttosto che Ni200 o Ti01 o Aisi316) trovo che sia un qualcosa di realmente utile e intelligente. E’ indubbiamente il meccanismo che c’è dietro che non mi piace. Il dover cioè collegarmi ad un PC per fare variazioni nelle curve e via dicendo. Non sempre ho un PC a portata di mano, per capirsi.
Avrebbe “spaccato”, secondo me, se ci fosse stato un modulo wireless/BT e un’APP per lo smarthphone con cui poter sbaloccare con i vari settaggi. Ecco, in questo caso avrei apprezzato forse appieno tutte le potenzialità e funzionalità che il DNA200 offre ma che, attualmente, non sono in grado di fare.

Ad ogni modo vi spiego cosa ho fatto l’altra sera affinché vi possiate rendere conto delle potenzialità che ci sono dietro a questo circuito.

Volevo rigenerare il mio Velocity RDA clonazzo per fare un pò di nuvoloni e cosi, incuriosito, ho rigenerato con il NiFe30 … 0,40 !

Cosi mi sono fatto ben 12 spire su M3.5 (equivalente tondino 3.00 mm) ed è venuta cosi:

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A questo punto avrei dovuto caricare nel DNA200, in un profilo i dettagli relativi al materiale che stavo usando.
Si può scegliere tra Ni200 e custom.
Se si opta per custom si può andare nel sito Steam Engine e fare la curva ideale di gestione di temperatura in funzione della coil che abbiamo appena realizzato ed è quello che ho fatto:

Appunti Windows-1

Ho cioè inserito tutti i dati relativi alla mia coil e lui mi ha generato quella curva che vedete.
Ho quindi esportato il file CSV e l’ho importato su eScribe e per finire ho esportato i settaggi nel DNA200:

Appunti Windows-2

Ho quindi caricato di liquido il mio Velocity e fatto giusto 2 sessioni e alla fine della seconda, quando cioè il DNA200 tagliava di brutto, ho scattato una foto:

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E come vedete il cotone era pressoché asciutto e il cotone addosso alla coil intonso.
Insomma la curva realizzata su SteamEngine ed esportata nel DNA200 ha funzionato perfettamente alla prima, senza sé e senza mah.
Ma non solo, Steam Engine “stimava” 0,194 ohm di coil e il DNA200 ha letto 0,19 ohm e quindi tutto è combaciato alla perfezione.

Inutile dire che su Steam Engine, a questa pagina, è possibile customizzare una quantità notevole di fili resistivi e non:

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Direi che come primo approccio di diario di bordo mi posso fermare qua.
Aggiungo solamente il fatto che, cosi a naso, mi sembra che il DNA200 sia assetato di batterie ma è un aspetto, questo, che andrà valutato con il tempo. Dico solo che con due 18650 mi sarei aspettato di giocarci parecchio di più. Potrebbe anche dipende dal fatto che la mia è una mod casereccia. Posso dire che qua e la, leggendo, non ho constatato troppa felicità riguardo la durata delle batterie.

Con questa prima puntata non è mia intenzione spaventarvi sul DNA200.
E’ un circuito che secondo me farà la felicità di quelli che praticano Cloud Chasing o che comunque sfondano watt come fossero noccioline.
Non ha alcuna logica comprare un DNA200 per montarci sopra un Tilemahos o un Calix per come la vedo io. Nessuno vi vieta di farlo ma probabilmente non sfrutterete mai a pieno le reali potenzialità che il circuito offre.

Aggiornamento del 26/11/2015 – 2° Puntata

Torno a parlarvi dopo qualche giorno del DNA200, riportando l’ultimo esperimento fatto, ossia l’utilizzo dell’acciaio V2a (304) di Zivipf.
Ho rigenerato il Velocity clone e ho pensato di documentare il tutto, come sempre.

La prima cosa che ho fatto è stata azzerare la resistenza interna del complesso cablaggio-connettore-velocity: in pratica ho preso un pezzo di stagno e l’ho fissato alle torrette (come fosse un filo resistivo) ma chiaramente potete farlo con un filo di rame o quello che volete purché non sia un corpo resistivo altrimenti non si fa nulla.
Ho collegato la Box al PC e avviato eScribe, quindi nel tab Mod ho impostato Mod Resistance a 0.00 ohm e ho esportato il settaggio in box.

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Dopo aver esportato il settaggio a zero ho montato il velocity con il filo di stagno nella tazza e sono andato in uno dei profili e ho cliccato su Atomizer Analizer e come vedete ho realizzato che la resistenza statica (interna) di tutto l’ambaradan era di 0,026 ohm.

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A questo punto sono tornato nel tab Mod e ho inserito 0,026 ohm nel campo Mod Resistance e ho nuovamente esportato i settaggi nella Box.

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A questo punto ho tolto lo stagno e per rigenerare il Velocity ho utilizzato un bullone M3.5×0.6 (un fuori standard, si trovano sulla baia) e ho fatto 2 coil da 10 spire, più o meno cosi:

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Quindi su Steam Engine sono andato a inserire tutti i valori corretti per poi esportare il file CSV (TFR Table) da importare su eScribe:

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Quindi per terminare il lavoro mi sono creato 5 profili da 30/40/50/60/80 watt con boost di +10w e soliti limiti di temperatura. La costante per tutti questi 5 profili era quella di avere come materiale impostato “custom” e l’importazione del CSV prima scaricato da Steam Engine.

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A questo punto ho esportato i settaggi e rimontato l’atomizzatore ed effettuato un controllo del valore della coil e come vedete ci siamo, il valore misurato dalla DNA200 è esattamente quello teorico calcolato su Steam Engine.

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E ho provato la box.
Avevo già scritto questa parte dell’articolo ma l’ho dovuta editare perché stavo prendendo un grosso granchio.
In pratica con il limite a 240 gradi il TC interveniva praticamente subito e i watt, anche a coil bella bagnata, si stabilizzava sui 15w circa.
In pratica ho dovuto alzare il limite fino a 280 gradi per poter utilizzare la box senza problemi ossia fino a quando il cotone è abbastanza asciutto.
Se devo essere sincero “pensavo” che l’aria a questa temperatura, in bocca, si sentisse molto più calda.
Il liquido che sto’ usando è 70/30 (VG/PG).

A questo punto visto c’ero ho provato a inserire, su “special” in eScribe, il valore in TCR dichiarato da Steam Engine:

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E ho provato anche cosi e il controllo di temperatura sembrerebbe funziona bene anche cosi.
Con limite a 280 gradi e a 40w inizia a tagliare in modo importante quando la coil è cosi:

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che anche se la foto non rende vi assicuro che inizia ad essere asciutto.

Insomma non ho l’esperienza (non pratico cloud chasing) per dire se è giusto dover impostare 280 gradi (mi informerò) però cosi a naso il 304 nel DNA200 sembrerebbe funzionare, almeno in questa tipologia di svapo.
Sempre continuando a parlare di cloud chasing e questa rigenerazione il limite di wattaggio con 280 gradi è di 55 watt circa: in pratica oltre non si riesce ad andare perché non bastano i volts che il DNA200 riesce ad erogare. Per ottenere più watt dovrei abbassare il valore finale della resistenza.

Aggiornamento del 19/12/2015 – Agg. x3 Video Tutorial Recensione

Eccoci arrivati al gran finale, finalmente il video del DNA200 e di eScribe.
Questo video è stata una tortura perché il DNA200 nel bel mezzo di “tutto” è impazzito. Colpa mia che ignaro e broccione l’ho usato per diverso tempo con il Pentakill senza vitina del pin (che si toglie per utilizzo in BF) è accaduto che è entrato liquido dentro (e tanto !) e il mio DNA200 è impazzito iniziando a dirmi “Warranty Service”.
Alla fine, dopo aver perso tempo e dopo aver perso anche parti di video che ho dovuto rifare affinché tutto avesse una logica sono riuscito a farlo ripartire ma poiché non avevo voglia di rifare parti già fatte ho tagliato corto e il video è venuto solo di un’ora e dieci minuti (contro l’ora e mezzo iniziale !).
Il DNA200 per farlo ripartire l’ho immerso (tutta la box mod, ovviamente, senza batteria) in alcool isopropilico e li l’ho lasciata per una mezz’oretta facendo ogni tanto un pò di shaker e sembrerebbe anche ripartito.

Nel video, nella parte tutorial, userò la penultima versione di eScribe (in inglese) ma di recente è uscita la versione aggiornata in italiano anche se alcune traduzioni fanno desiderare. In concomitanza è uscito un ulteriore aggiornamento firmware del DNA200.

A conti fatti il DNA200 è un gran bel circuito: è l’ideale per chi ha tempo da perdere e per smanettare con eScribe attraverso il quale sarà possibile addomesticare il DNA200 facendogli fare esattamente ciò che vogliamo.
A conti fatti per me è inutile per svaparci con i tank dal tiro di bocca a 12-20w e trova il suo naturale impiego nei tank sub-ohm e negli atom da filippino cloud chasing laddove però il controllo di temperatura può riservare spiacevoli sorprese e dove forse a conti fatti è meglio disattivarlo.
Per la parte cloud chasing ammetto che sono stato superficiale nel video ma è mia intenzione, ad anno nuovo, affrontare meglio questo argomento che sta appassionando sempre più vapers.

Per la visione è caldamente suggerita la presenza di un bel sacchetto di pop-corn ! Buona visione !


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


5 commenti su “Evolv DNA200 – Agg. x3 Video Tutorial Recensione

  • banzaito

    In merito al nuovo articolo sul DNA 200 il mio primo pensiero dopo le considerazioni di Michele è stato ….. ma una via di mezzo non sarebbe stata opportuna? Sono passati da 40W a 200W implementando robustezza e tecnologia ad una bellissima interfaccia ma limitandone il mercato a mio avviso per via delle 3 oppure 2 celle. Peccato, spero che in futuro valutino un PCB che abbia non solo un sistema d’interfaccia utente più pratico ma anche una potenza ridotta.

  • vanni93

    Ciao Michele! Guardando il video non mi sono addormentato nemmeno un po’, anzi! (e non ho nemmeno preso i pop corn LOL)
    Tanti auguri anche a te e buon anno 😀

  • pas78

    Ciao Michele,quanto verrebbe a costare una box cosi’?Grazie e complimenti per quello che fai.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Tra circuito, tazza e stampa siamo sugli 80-90 € di materia prima :).

I commenti sono chiusi.