FUJI GTA (single coil version)


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In attesa del video che lo mostrerà vi lascio due righe, veloci veloci, su questo sub-ohm tank.
Purtroppo non mi ricordo dove l’ho preso (che testa !) e mi scuso con lo shop se non lo menziono ma tant’è !
Costa mi pare una 30ina di euro ed esiste in 2 versioni: single (che ho preso io) e dual coils.
L’ho preso perché “speravo” che reggesse almeno 70-80w ma in realtà niente da fare … è un tank da 30-40w e quindi, alla fine della fiera, mi ha un pò deluso anche se è fatto molto bene.

Arriva in questa scatola ricca di ricambi e accessori che comprende un bellissimo cacciavite multiuso:

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Smontato si presenta cosi:

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La base ha una regolazione dell’aria in 3 posizioni: tuttavia se si parzializza tende a produrre un rumore (fruscio) poco piacevole e ve lo farò sentire nel video.

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La ricarica si fa da sopra, svitando il cap: durante l’operazione non si riscontrano perdite o allagamenti.

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Il cap superiore oltre alla ricarica permette la regolazione della “top-air” (aria da sopra) anche se io non l’ho mai utilizzata.

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Per la rigenerazione ho provato, in ordine:
– clapton con spire distanziate (5-6 spire);
– macrocoil su filo singolo;
– filo singolo normale con spire distanziate.
E delle 3 la migliore è senza dubbio quella con clapton e spire distanziate.
La microcoil (o macro) tenderei a sconsigliarla se si vuole sfruttare al limite dei watt che può reggere.

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Come funziona ?
Per poterlo usare intorno ai 35-40w ho dovuto fare un liquido specifico su base 60/40 PG/VG perché con una base specifica per cloud 20/80 PG/VG era grassa se teneva i 20-25w.
Purtroppo mi aspettavo molto di più in termine di watt ma tant’è: è chiaro che se i 30/40w vi bastano l’atom è facile da rigenerare e regolare nel funzionamento ma è anche vero che nel mercato ci sono tante altre alternative più che valide quindi vedete voi.
La resa aromatica mi è sembrata nella media, quindi non male mentre il vapore prodotto è buono e sufficientemente “denso”.

L’atom durante l’utilizzo rimane perfettamente asciutto a parte il solito fenomeno dell’umido intorno all’attacco della box per via del vapore che “riscende” dalle asole dell’aria, fenomeno comune a tutti questi atomizzatori.
Oltre ai watt (pochi) l’unico vero difetto che ha è che i due punti di fissaggio della coil sono abbastanza distanti e quindi la resistenza si viene a trovare con 2 gambe piuttosto lunghe che potrebbero disturbare il buon funzionamento del TC o causare specie di “hot-spot da liquido” durante l’utilizzo.

Il mio verdetto è quindi rimandato a settembre.

Lo vedrete nel video in uscita a breve.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.

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