Il Dry Burn e la mesh ! 16


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Dai lo ammetto, questo pomeriggio avevo voglia di ruzzare e cosi ho deciso di fare un piccolo video durante il quale tramite il dry-burn vado a “pulire” la resistenza, e la mesh, del Duetto.

Intanto la situazione di partenza:

20141118_161437

Questa resistenza si è svapata (stima) circa 9-11 ml di liquido. Un liquido americano molto buono di cui vi ho già parlato nell’articolo del Duetto.
E onestamente vi dico che la resa era diventata scarsa.
Cosi ho deciso di fare un dry-burn e di riprenderlo in macro …

… per arrivare a questo punto:

20141118_222459

Alla fine forse facevo prima a rigenerarlo da zero ma se non altro ho provato questa “esperienza” che mai avevo fatto con la mesh anche perché i liquidi puramente chimici a cui sono abituato non imbrattano mai la mesh in quel modo, neanche dopo 40 ml.

Buona visione !


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.

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16 commenti su “Il Dry Burn e la mesh !

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    darktrancegoa

    Non si può vedere quello che hai appena fatto! ne sei consapevole vero?? poi il set up è totalmente sbagliato, troppe spire di filo troppo grosso e la mesh è tagliata troppo corta. non ho nulla contro di te, e non mi sono mai sentito in dovere di commentare qualche tuo video,e il mio scopo non è quello di sminuirti ne di offenderti, ma veramente questa è stata una cosa che mi ha profondamente turbato, tanto da non riuscire a trattenermi dallo scriverti. onestamente spero che nessuno prenda esempio dopo aver visto una cosa del genere. perdonami ma non posso far correre una roba del genere. questo è un video utile per far capire alle persone come non va assolutamente usato un circuito dna ( che viene stuprato e messo esageratamente sotto sforzo facendo una cosa del genere) e un genesis , sopratutto il duetto, se serve una mano x un corretto set up sarò lieto di aiutarti, sono il santone dello svapo se sei interessato a chiarimenti. saluti.

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      Ciao Santone dellO Svapo, piacere di conoscerti.
      Permettimi di risponderti per punti.

      Il filo non è un filo grosso, è un normalissimo Nickel da 0.25.

      Le spire non sono troppe spire, perché sto usando un DNA40 e devi stare per forza sopra gli 0.10 ohm per usufruire del controllo temperatura e quindi il minimo sindacale che puoi fare sono 5 o 6 spire.

      Riguardo la lunghezza della mesh, sono scuole di pensiero e il detentore della verità assoluta non esiste. Per te è troppo corta, per altri è giusta e per qualcuno avrei potuto tirare via un altro millimetro.
      Il duetto cosi rigenerato funziona egregiamente e alla fine per me questo è quello che conta.
      Certo è che se non avesse funzionato o non fosse stato soddisfacente avrei cercato di capirne il motivo.

      Riguardo il DNA e il suo teorico soffrire: chi l’ha detto che soffre ?
      Personalmente ne ho 4 di DNA e a parte il 40 che è arrivato da poco, 30 e 20 li ho “frustati” in lungo e largo senza mai avere il benché minimo problema.
      Il DNA ha una protezione interna contro la temperatura (vedi datasheet) e qualora surriscaldasse staccherà automaticamente quindi puoi tener pigiato quanto vuoi. Se la box che stai usando è cablata a modo non rischierai mai niente.
      Personalmente a banco ho provato in lungo e largo a far intervenire la protezione temperatura interna nel DNA (il 30) per pura curiosità ma non ci sono mai riuscito. Il circuito ha limiti veramente molto alti.
      Se a qualcuno gli si è rotto per fare questi “giochini” è perché aveva tra le mani una box cablata con i piedi.
      Non solo, sto attualmente testando il DNA40. Testare un circuito è anche questo.
      Non solo mettersi dinanzi alla webcam e fare nebbia in val padana, non trovi ?

      Riguardo il Duetto si forse sono stato cattivello, lo ammetto, però è anche un modo per capire se un oggetto da 150 € può permetterti qualche “abuso” rispetto ad un clonaccio da 15 €.

      Ad ogni modo il setup in questione funziona in maniera ineccepibile per quanto mi riguarda.

      Concludo dicendoti che sono rimasto un pò sorpreso dal tuo commento preoccupato perché, secondo me, non hai compreso il tono goliardico sia dell’articolo che del video 🙂

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    Kanarus

    Michele dimmi pure se dico baggianate o banna sto commento se lo ritieni poco corretto, ma più leggo quanto scritto dal santone (ammesso che sia realmente lui) più mi saltano agli occhi due cose:
    1- la poca se non nulla conoscenza del dna e in particolare del dna40 da parte sua
    2- questa ben più grave… leggo tra le righe un “fin che te ne stavi buono buonino a testare sistemi con wick e cotone me ne stavo zitto ma ora che ti sei messo a giocare con la mesh…. ”

    Rispetto il Santone per la sua dedizione anche se non condivido molte sue considerazioni, ma si parla di gusti, però secondo me tentar di gettare dei confini per paura di perder punti o per chissà quali strategie commerciali lo trovo quanto meno poco nobile, visto che la natura del suo commento è almeno opinabile.

    Kanarus

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      Riguardo il punto 1 può essere, riguardo il punto 2 non credo.
      Voglio dire, ci mancherebbe altro ora che ci fosse competizione in quel senso li.
      Alla fine + fanno i video meglio è, questo è il mio pensiero.

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      darktrancegoa

      scusa ma parlare di competizione x me è assurdo, io non voglio competere con nessuno, ho solo detto il mio punto di vista. poi ognuno faccia quel che crede, ma siccome questo video potrebbero guardarlo un infinità di persone che non sanno certe cose riguardo al cablaggio del dna o di come si fa bene una mesh, imho senza le dovute spiegazioni potrebbe risultare disinformativo, capisco il tono goliardico e tutto il pacchetto, e va bene, ma imho, e posso essere tranquillamente non condivisibile, io ho assistito ad uno stupro e ad una pratica che sarebbe tranquillamente meglio evitare. comunque a parte tutto, l’unica cosa che mi importa è che si capisca che ho solo esperesso un mio parere, e che non ho l’assoluta pretesa di competere con nessuno. anzi! ben venga chi ci mette del suo x che c’è molto bisogno di persone che tengono alta la bandiera dello svapo. non mi permetterei mai di mancar di rispetto a michele, o di cercare di competere, semmai sarebbe bello collaborare. saluti a tutti!

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        mc0676 L'autore dell'articolo

        Capisco quello che vuoi dire ma continuo a non essere molto d’accordo, mi spiace.
        Di rischioso (forse) in tutto il contesto c’è solo il fatto che insistendo in qualche modo il duetto poteva danneggiarsi.
        E metto il forse tra parentesi perché se ci pensi quando togli gli hot spot e avvii la mesh bene o male qualche bella scaldata gliela dai al Duetto.
        Certo, io ho persistito in modo cattivo e prolungato ma il fatto che non si sia fuso nulla e che il Duetto sia ancora funzionante è senza dubbio un’ottima pubblicità al prodotto e una rassicurazione per chi, cercando di togliere gli hot spot, teme di poterlo danneggiare.
        Cosa che con qualche altro prodotto (per altro originale) è realmente accaduto ma non perché c’era uno che teneva pigiato, bensi perché il progetto non era robusto.
        Per il DNA e relativo cablaggio non mi preoccuperei: se uno ha una box “originale” stai sicuro che è cablata bene, se uno ha un clone chiavica e cercando di emularmi gli si fotte beh … “tutta esperienza”, si dice dalle mie parti.
        Io con il DNA40 mi sento sicuro di farlo perché il datasheet parla chiaro, ossia che il circuito ha protezioni per tutto e quindi mi rifiuto di pensare che si possa danneggiare usandolo in questo modo.

        Se mi dici che avrei potuto all’inizio del video dire o scrivere qualcosa del tipo “se non sapete cosa stò facendo … non emulatemi” ti dico che non sarebbe servito a nulla.
        E il fatto che ogni tanto implode qualche BB in mano a qualche bravo ragazzo ne è la riprova perché troppi, su youtube, fanno cose REALMENTE pericolose e si parano le chiappe dicendo all’inizio del video “ATTENTI !!! NON FATELO CON I CLONI, NON FATELO CON LE BATTERIE SCRAUSE” e via dicendo.
        Ma poi tanto sappiamo bene che il nubbio alimentato da spirito emulativo … emula usando quello che ha tra le mani e ci batte la bocca.
        Ma questo è un altro discorso. Ne va dell’intelligenza di chi fa.
        Ma come avrai notato c’è chi lo dice, c’è chi non lo dice, c’è chi proprio non parla.

        Su youtube ti spiegano per filo e per segno come flashare un telefono ma capita spesso che qualcuno con scarse capacità non ci riesca e blocca il telefono e gli tocca pagare in assistenza per farselo sbloccare. Poi lo vedi incazzato nel forum a protestare perché gli si è bloccato il cellulare e prende ceffoni a destra e manca perché la colpa è sua poiché si è avventurato in qualcosa che era troppo grande per lui e non aveva calcolato i rischi. Eppure c’era scritto all’inizio “non ci riteniamo responsabili per i danni che causerete al vostro cellulare”.
        Ma dare la colpa allo youtuber è sbagliato.
        Perché non sta facendo disinformazione, sta solo facendo informazione per chi quel tipo di informazione è in grado di recepirla.

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        Kanarus

        Ciao Santone di competizione ho parlato io non Michele che anzi ha sottolineato che x lui non è così. Ad ogni modo per un personaggio che posso definire “pubblico” del mondo dello svago come sei tu, intervenire nel Blog di Michele per la prima volta con quella che A ME è sembrata un filo di arroganza, soprattutto nel definire stupro un utilizzo intenso di un sistema come il dna che da queste parti si conosce come le proprie tasche. Detto questo, sono sicuro che tu sia convinto delle tue ragioni, mi permetto di darti però un consiglio, la prossima volta sii un attimino più delicato nel esporle, così magari ne io ne altri perdiamo la simpatia nei tuoi confronti. Ciao. Kanarus

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    kryno

    Ciao Michele, a me il tuo video è piaciuto e l’ho trovato molto utile. Sentire critiche come quella di sopra mi fanno venire i brividi…
    Purtroppo in ogni campo c’è qualcuno che a cui piace ergersi a detentore del sapere assoluto, a cui piace essere considerato un guru. L’esatto opposto di te che sei sempre stato un esempio di modestia estrema
    Sarà ma io ho ho imparato molte più cose da te che dai “santoni” di turno.

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      maury

      quoto in pieno! Michele sei uno dei pochissimi che è rimasto sempre coerente col pensiero “condividere” senza nulla avere….
      Ricordate quando prese la decisione di non volere pubblicità nel blog?
      Anche se non ti conosco hai la mia massima stima!

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    lacun

    Ciao, premesso che non scrivo con spirito polemico e non voglio darmi nessuna spocchia , mi capita di usare i genisis da un pò di tempo e volevo condividere alcune considerazioni.
    Per quanto il liquido possa essere organico ed incrostante è strano che si sia verificato questo fenomeno dopo 10 ml , il fatto che riguardi le spire più alte è un chiaro indice di resistenza che non lavora come dovrebbe.
    La base concettuale della resistenza del genisis , almeno così come l’ho imparata, prevede che siano le spire centrali a dover “accendersi” più delle altre , altrimenti si parla di hotleg , cosa diversa dall’ hotspot che si sà benissimo cos’è , ma ugualmente deleteria per quanto riguarda la resa aromatica, pertanto detto , mi sarei aspettato il fenomeno di incrostazione nelle spire centrali e, sinceramente dopo una 30ina di ml almeno.
    Naturalmente svapando con un circuito come il DNA40 che ha il controllo della temperatura si è comunque protetti da fenomeni pericolosi, però la resistenza di un genisis si assesta nel tempo , è buona norma controllarla nei primi tank e sistemarla visto che sicuramente si sarà spostata..
    Nel tuo caso mi sembra evidente che si sia un pò storta e le prime tre spire dal negativo si siano leggermente allentate , purtroppo devo dire che tutta la mia base prevede l’utilizzo di un PV meccanico , ma non dubito che un esperto nell’utilizzo di PV elettronici possa ottenere i medesimi risultati.
    P.s. come è evidente da quanto ho scritto io dry”burno” la resistenza ad ogni tank e la controllo , soprattutto nei primi tank e, per esperienza, sò quale deve essere la resa affinchè possa dire che funziona bene, con il tempo è facile avere e riscontrare gli stessi risultati, soprattutto che una resistenza di un genisis ben fatta dura mesi ed alcune centinaia di ml di eliquid.

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      Ciao grazie per la risposta.
      Questa foto qui: http://www.esigblog.com/wp-content/uploads/2014/11/20141117_161426.jpg
      che vedi nell’articolo del Duetto è la stessa resistenza di questo articolo.
      Gli ml svapati erano al massimo 10, nell’arco di 24 ore.
      Secondo me, da quello che ho potuto capire, premesso che la mesh è ancora un gioco per me, è che lavorasse un pelo in sovralimentazione e questo ha generato l’ammassarsi dell’incrostazione in alto aiutata sicuramente dall’aria in entrata che ovviamente tende a salire verso l’alto.
      Non mi era mai capitata una roba del genere, solitamente la mesh e la res mi annerisce tutta in modo uniforme ma è anche vero che 99 su 100 io uso liquidi DYI con concentrati chimici al max 6%.

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        mc0676 L'autore dell'articolo

        Aggiungo ad onor del vero che ci ho smanacciato prima di fare il video, muovendo un pò la coil rispetto a come l’ho fatta all’inizio ma ad ogni modo l’incrostazione c’era :).

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          lacun

          Ma infatti l’incrostazione è la ed è impossibile che si sia verificata dopo la smanacciata , dico solo che , ritengo, che si sia verificato più per un problema di temperatura che di alimentazione , dico insomma che quelle spire erano più calde delle altre e che li l’eliquid si sia caramellizzato , infatti anche dopo il dryburn le spire sono rimaste nere a differenza delle altre .
          Come sai il DNA legge le differenze di resistività del filo e calcola la temperatura , non guarda le spire ed io sono sicuro che costruendo la resistenza in modo che le prime e le ultime spire si accendano meno di quelle centrali fa si che l’aroma sia migliore e che la resistenza si incrosti molto più lentamente visto che il processo di vaporizzazione è più efficiente.
          Ripeto e concludo , non riguarda il numero di spire , la mesh, l’altezza, l’eliquid , riguarda il modo di funzionare della resistenza ed è un semplice dettaglio che fa si che la resa sia superiore.

  • Avatar
    galbuz

    Posso chiedere una cosa? E’ possibile che l’incrostazione eccessiava sia dovuta al fatto che il filo sia in nickel? Faccio la domanda da ignorante sia chiaro eh…… 🙂

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      No 🙂 era un mix tra liquido e resistenza che non lavorava benissimo.
      Il nickel lo sto usando da parecchi ml nel sat22 clone e va benissimo (con liquido fo da mé).

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    Riccardo

    Ciao Michele, finalmente mi presento. Fino adesso mi sono dilettato con cotone e wick (kayfun clone/lemo) e tra poco passerò al mio primo atom a mesh….grazie di tutti i consigli e se passo a Siena ti vengo a salutare.Riccardo

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