Il Far West delle Sigarette Elettroniche 5


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Repubblica ieri ha pubblicato un’interessante articolo (inchiesta) dove in pratica va ad analizzare la direttiva dell’UE che pare porterà l’esig ad essere venduta solo in Farmacia.

Per ora sono solo teorie ma purtroppo è un qualcosa che molti di noi temono da diverso tempo.

Se non sarà quest’anno, forse sarà il prossimo.

Ma sicuramente prima o poi questa bella pacchia avrà fine, purtroppo.

L’unico consiglio che mi sento di dare è: fate scorta di liquido, e non parlo di 100 e 200 sfigati ml, parlo di litri.

E questo non ora, ma quando la cosa sarà vicina a diventare operativa.

E poi, dato che a quel punto il fumo elettronico diventerà un lusso per signori, usate quei litri di liquido come un qualcosa da gestire e da usare per smettere … di svapare.

Personalmente penso proprio che farò in questo modo.

Gli aromi probabilmente non saranno un problema, ma indubbiamente il liquido contenente la nicotina si, ahimè sarà cosi.

Purtroppo tabaccai e farmaceutici stanno perdendo troppo e non possono lasciarci sfuggire di mano questo business.

Siamo realisti, oggi la sigaretta elettronica funziona perché nel 90% dei casi oltre a non fare male costa pure meno e questo, in un momento di crisi, non dispiace.

Ma io sono pronto a scommettere che 7-8 fumatori su 10 NON saranno disposti a smettere di fumare per usare un’elettronica e dover spendere di più. Non ora che c’è questa crisi … piuttosto la gente smetterà di fumare e stop (che tra l’altro è la soluzione più intelligente).

In tutto questo chi ci rimetterà sono quelli che hanno deciso di fare business in questo settore, aprendo negozi e facendo investimenti.

In tutto questo chi in questo tempo ha maturato sufficiente know how potrà con le proprie gambe e un pò di fai da tè campare. Se non altro almeno questa opportunità ci è data.

Link all’inchiesta di Repubblica.

L’Unione Europea prepara una direttiva per imporre regole a un mercato che è proliferato senza controlli. I modelli con più di due milligrammi di nicotina (il 90% del mercato) saranno commercializzati solo nelle farmacie. E mentre mancano dati certi sugli effetti sulla salute, preoccapa la variabilità dei dosaggi nei dispositivi in vendita di ELENA DUSIUN COWBOY, raffigurato oggi, in bocca avrebbe una sigaretta elettronica. Non solo perché questo apparecchio rappresenta la moda del momento. Ma anche perché regole e cautele sulla nicotina sotto forma di vapore sono pressoché inesistenti. E il settore può a ragione essere definito un far west.

La stagione delle “regole zero” potrebbe in realtà chiudersi presto. La Commissione Europea ha appena varato una direttiva per trasformare la quasi totalità delle sigarette elettroniche in prodotti medicinali. Il testo di Bruxelles ha ancora un iter lungo mesi davanti a sé: deve essere approvato da Parlamento e Consiglio. Ma quando diventerà effettivo, nel 2014, porterà tutti i vaporizzatori di nicotina con capacità superiore a due milligrammi (il 90% del mercato) in farmacia, e saranno sottoposti alla stessa regolamentazione dei prodotti medicinali.

L’intero business dei 1.500 negozi specializzati spuntati in Italia come i funghi, soprattutto negli ultimi tre anni, rischia dunque di chiudere i battenti. E dire che il settore delle sigarette elettroniche ha fatto ultimamente un gran lavoro in ogni paese del mondo, grazie anche a trovate di marketing ingegnose come la sigaretta alle vitamine, quella che inizia a vibrare e si illumina di blu se nel giro di 50 metri altri fumatori stanno “svaporando” lo stesso modello, il sigaro o la pipa elettronici.

Nel vuoto di norme e di dati scientifici sui danni alla salute e sull’efficacia per smettere di fumare, il ministero della Salute si è limitato a vietarne l’uso nel 2011 ai minori di 16 anni. “Ma non era possibile andare avanti così, senza regole. La Commissione Europea ha sentito il bisogno di dare una normativa a questo mercato letteralmente in esplosione”, spiega Paola Testori Coggi, che a Bruxelles dirige il Dipartimento salute e consumatori. “Le sigarette con capacita superiore ai due milligrammi saranno considerate prodotti medicinali. Quindi devono avere una specifica autorizzazione ed essere venduti in farmacia”.

Le regole sulle sigarette elettroniche, anche se scarse, vengono violate con regolarità. I Carabinieri Nas negli ultimi tre anni (da quando gli acquisti sono esplosi in Italia) hanno sequestrato 442.000 flaconi di nicotina per un valore di 2,7 milioni di euro e 7.000 sigarette per un valore di 380.000 euro, con un’impennata negli ultimi sei mesi.

“La nicotina che è nei flaconi – spiega il maggiore Michele Tamponi, comandante dei Nas in quella Torino che, con 130 negozi specializzati, si è affermata come la capitale del commercio di sigarette elettroniche in Italia – è un prodotto tossico. Se finisce sulla pelle può ustionarla”.

Dieci milligrammi sono letali se ingeriti da un bambino. Fra 30 e 60 milligrammi è la dose letale per un adulto. “L’etichettatura deve seguire regole precise. I pittogrammi con il teschio o la croce di sant’Andrea devono rispettare le dimensioni di un centimetro per un centimetro. Vanno indicati il telefono del produttore o dell’importatore perché in caso di avvelenamento il medico deve poter risalire agli ingredienti esatti. Molte irregolarità riguardano poi la mancanza del marchio Ce. L’etichetta a volte è in lingua straniera o è addirittura assente”.

Se all’esterno le sigarette al vapore sono sotto lo stretto controllo dei Nas, nessuno si occapa di vedere cosa c’è all’interno dei flaconi con le ricariche di nicotina. Per usare le sigarette elettroniche allo scopo di sganciarsi dal vizio, è essenziale poter dosare con precisione il “principio attivo” che tiene all’amo i fumatori. La concentrazione di nicotina nei flaconi venduti in Italia varia dai 4 ai 36 milligrammi al litro (ma online si trovano anche dosi più alte, fino a 48 milligrammi: l’equivalente di due pacchetti di Marlboro Red) e dovrebbe essere indicata con precisione nell’etichetta. Ma in mancanza di controlli, non resta che fidarsi di quanto indicato nell’etichetta.

“Gli studi sul contenuto di nicotina dei flaconi di ricarica – scrive la Commissione Europea nel rapporto allegato alla nuova direttiva su tabacco e sigarette elettroniche – ha mostrato significative differenze fra i livelli veri di nicotina e quelli riportati nelle etichette”.

Per Carlo Cipolla, direttore della cardiologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, la variabilità del livello di nicotina erogata dalle sigarette elettroniche è un ostacolo insormontabile al loro uso per smettere di fumare. “La concentrazione di nicotina e la velocità di combustione del tabacco hanno limiti ben precisi. Le sigarette elettroniche invece consentono di assimilare quantità molto più alte di nicotina in tempi rapidi. Per questo nei pronto soccorso iniziamo a osservare casi di tachicardia, aritmia e ipertensione”.

Una ricerca uscita alla fine del 2012 su Nicotine and Tobacco Research è andata a indagare questo problema, analizzando quanta nicotina viene aspirata nei vari modelli di sigaretta elettronica. Sedici apparecchi fra i più diffusi in Gran Bretagna e Stati Uniti, dopo 20 serie di 15 aspirazioni – fatte da una macchina e quindi identiche tra loro – hanno rilasciato valori di nicotina variabili tra 0,5 e 15,4 milligrammi. La frazione di nicotina non aspirata è finita nell’ambiente sotto forma di vapore.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


5 commenti su “Il Far West delle Sigarette Elettroniche

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      Non lo so se si può conservare in congelatore francamente !

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    AndreaUK

    Mi chiedo se anche l’inghilterra fara’ propria questa normativa europea.. speriamo di no 🙂

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      mc0676 L'autore dell'articolo

      Anche se non lo facesse, comunque dall’europa la merce dovrebbe transitare quindi … 😉

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    doncamillo

    io la scorta l’ho già fatta … ho 600 ml di nico 100 mg/ml scadenza inizio 2015. Ed esattamente come tu suggerisci sono l’ultimo investimento in fatto di liquidi con unico scopo: smettere anche di svapare.
    Ormai è quasi un anno che non tocco una sigaretta e non ne sento affatto la mancanza, la schiavitù che c’era s’è dissolta, ora riesco a stare ore senza svapare …

    Penso proprio che il prossimo passo sarà smettere 🙂

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