Il Sub-Ohm e i nuvoloni. Imparare a conoscerli per divertirsi in sicurezza. 56


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Questo articolo l’ho tenuto in “lavorazione” per molto tempo ed ora che sono sicuro che sia abbastanza completo è giunto il momento di pubblicarlo.
A questo articolo sarà anche abbinato un video (con l’atom Mutation X) che pubblicherò nei prossimi giorni.

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Quando si parla di sub-ohm solitamente s’intende una rigenerazione del nostro atomizzatore che ha come risultato finale una resistenza di un valore inferiore a 1.00 ohm.
Più realisticamente parlando quando si dice sub-ohm si pensa a 0.10 … 0.20 o 0.30 ohm e in qualche caso anche meno.
Che si parli di un atom per dripping o di un Kanger SubTank poco cambia, sempre sub-ohm è.
La pratica del sub-ohm spesso si accosta a:
– tanti watt;
– tiro di polmone;
– tanto vapore.
E non c’è dubbio che mettersi li a produrre dei nuvoloni immensi, ogni tanto, sia divertente.
Probabilmente (per me certamente) non è un tipo di svapo che puoi praticare 24 ore su 24 ma indubbiamente ogni tanto mettersi li a creare nebbia è divertente.
Per questo ho deciso di scrivere questo lungo articolo mettendo giù una serie di consigli utili per chi vuole provare a fare un pò di nuvoloni ma ha paura di sbagliare e o di farsi male.
Questo articolo in effetti è rivolto soprattutto a chi intende divertirsi con un big battery meccanico perché indubbiamente chi utilizza box battery con circuito secondo me fa una scelta molto più sicura ed intelligente poiché nel suo caso è il circuito che fa da garante per la sicurezza.
Tuttavia il meccanico trova in questa pratica l’ultimo motivo per esistere e per sottrarsi all’estinzione e proprio perché in tanti praticano il sub-ohm proprio con un big battery meccanico ecco una serie di consigli/punti/aspetti utili e adatti specialmente a chi è all’inizio o a chi vuole provare ma è spaventato da quelle foto che ogni tanto si vedono in giro.
Si perché ogni tanto viene postata qualche foto in giro dove si vede una mano bruciata o una gamba cotta a puntino dal BB di turno che è esploso: questo crea allarmismo secondo me inutile perché tutto è pericolo e tutto è sicuro. Il fatto che lo stesso oggetto sia sicuro e pericoloso allo stesso tempo dipende solamente da noi: se sappiamo cosa stiamo facendo è sicuro, se lo ignoriamo è pericoloso.

ACCESSORI e MATERIALE DI CONSUMO INDISPENSABILI

1) Volts & Ohm Meter
Se ci sono due informazioni che bisogna necessariamente conoscere queste sono:
– il valore in ohm della resistenza che abbiamo appena creato;
– il valore in volts sotto carico.
Il primo valore ovviamente ci serve per calcolare i watt.
Il secondo ci serve per capire oltre ai watt anche gli ampere e non solo: ci serve per capire se il nostro big battery è in forma oppure per monitorare che anche la batteria sia in salute.
Per reperire queste informazioni:
A) potrete utilizzate un ohm meter prima e un volts meter dopo:
– un esempio di ohm meter è questo su Fasttech.com ma in giro se ne trovano da tutti i prezzi e costi;
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– i volts meter sono diventati merce rara e non si trovano più facilmente purtroppo: al momento è in stock su La Svapoteca questo per esempio.
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B) potrete utilizzate uno di questi gingilli (esempio lo Smok Omnitester o l’Eleaf LCD Meter) che sono ALL-IN-ONE e vi permettono in un unico attrezzo di vedere cosa state facendo. Attenti ai limiti di questi gingilli: ad esempio l’Eleaf LCD Meter non legge sotto gli 0.50 ohm e quindi nel nostro caso non va benissimo.
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Per misurare i volts sotto carico se si dispone di un tester “valido” e si ha buona manualità si può sempre costruirsi qualcosa del genere:

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questo è un qualcosa che vi permette di collegarvi con un tester tra big battery e atomizzatori per fare la lettura: per costruirvelo vi serve un attacco 510 maschio, un attacco 510 femmina e quindi un tubetto per il positivo e un altro per il negativo.

2) Filo Resistivo
Senza dubbio per ottenere resistenze sub-ohm si deve utilizzare un filo abbastanza grosso, quindi misure tra 0.40 e 0.60 mm.
Si può optare per Khantal A1 o per NiCr.
Il primo è molto rigido da lavorare ma particolarmente cattivo nell’erogazione.
Il secondo è più facile da lavorare (più morbido) ma un pò meno cattivo nell’erogazione.
Per iniziare nel dubbio prendersi 50 metri di 0.50 di un tipo e dell’altro non è affatto sbagliato.

LE BATTERIE

1) Acquistare solo batterie di qualità.

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Le batterie sono indubbiamente l’aspetto più importante per la sicurezza.
Per questo si devono utilizzare solo batterie di qualità: Sony, Samsung, Panasoni, AW, MNKE etc etc.
Evitate di comprare la batteria PINCO che promette 50A di scarica e 3500 mah. Solitamente nelle batterie con i nomi strani la tendenza a sparare cifre allucinanti è davvero molto alta.
Un buon metodo per capire se si stà parlando di una buona marca di batterie e navigare sul web alla ricerca del sito del produttore che per ogni modello di batteria dovrebbe dichiarare e rendere pubblici tutti i dati tecnici.
Le batteria che servono in questo caso devono avere una capacità di scarica (continua) non inferiore ai 20 ampere.
Diffidati delle tante batterie che promettono mirabolanti quantità di ampere in scarica e se potete consultate questo sito web gestito da un tizio che effettua molte prove interessanti e dove si scopre ad esempio che le economiche Samsung INR1865025R mettono a tacere batterie che costano il doppio e che nel web hanno il quadruplo di fama ma se c’è una cosa che ho imparato nello svapo è che se in tanti all’inizio raccontano una favola poi tutti pensano che sia una storia vera anche se non ne hanno fonte certa.

2) Acquistare solo da negozi di comprovata affidabilità e serietà.
Si vive una volta sola. Ha senso risparmiare 2 € a batteria comprandole su ebay da un venditore sconosciuto per poi rischiare di vivere tutta la vita con il palmo della mano menomato e cicatrizzato per colpa dell’esplosione della stessa batteria ? No, non ha senso.
Per questo se c’è una cosa per cui non vale la pena davvero risparmiare quella sono le batterie: compratele solo in negozi che hanno un nome e che hanno una fama.
Purtroppo ogni batteria “importante” ha quasi sempre un corrispettivo. Un clone che è una replica solo nell’etichetta ma che internamente monterà una cella di prestazioni nettamente inferiori che voi andrete a spremere chiedendogli oltre il 100% di quello che può dare e quindi vi ritroverete ad utilizzare, probabilmente, una bomba ad orologeria.

3) Conoscere i limiti della propria batteria.
C’è un dato in particolare che dovrete sempre conoscere bene della vostra batteria: la massima corrente continua di scarica.
Personalmente tendo a non leggere quanto riportato nelle etichette delle batterie perché spesso il valore riportato è solo il valore di picco che la batteria può garantire ma NON rappresenta il valore continuo.
Ci sono infatti batterie che possono assicurare 50A per 5 secondi ma che da datasheet assicurano “solo” 20A di scarica continua.
Ecco voi dovrete andare a cercare proprio quel valore li perché chi intende praticare il sub-ohm deve sapere cosa sta facendo.
Prendiamo ad esempio la Samsung INR18650-25R.
Da datasheet ufficiale Samsung (clicca) posso constatare che la mia massima corrente continua di scarica (Max. cont. current (A)) è di 20 ampere.
Cosa significa questo ?
Questo va conosciuto perché il mio personalissimo consiglio è quello di non sfruttarlo mai a pieno ma diciamo rimanere almeno sotto al 70% delle possibilità della batteria cosi da garantirsi determinati limiti.
Facciamo un esempio concreto ho una resistenza da 0.24 ohm e sto svapando sotto carico a 3.50 volts effettivi.
Sto quindi svapanto a (Volts x Volts / Ohm) a 51 watt e sto chiedendo alla batteria esattamente (Ampere = Watt / Volts) 14 ampere, ossia circa il 70% di quanto la batteria può offrirmi. In questo caso starei quindi svapando in totale sicurezza, mettendo alla frusta la batteria ma entro i limite che la stessa ha e quindi senza andare a chiedergli più di quello che può darmi.
Se invece ad esempio io stessi svapando una resistenza da 0.12 ohm a 3.30 volts effettivi mi ritroverei con 90 watt a chiedere alla batteria 27 ampere. In questo caso andrei a chiedere alla batteria ciò che non può darmi (i 3.30 volts sono solo teorici perché la batteria non potrebbe mai darmeli e quindi mi ritroverei come voltaggio sotto carico ad un valore relativo ai 20A di scarica massima che la batteria può darmi) e non essendoci una protezione la batteria finirebbe con il surriscaldarsi oltre modo con rischi che nessuno può calcolare con precisione ma si va dal solo surriscaldamento passando per la perdita di liquido/gas, semplice fumata o addirittura esplosione.

4) Conservare e usare le batterie con criterio ed intelligenza.
Le batterie e questo vale per tutto (non solo per il sub-ohm) vanno conservate con criterio.
Non bisogna metterle in tasca o nel borsetto assieme alle chiavi o alle monetine. Non bisogna lasciarle in giro esposte ad umido o fonti di calore.
Bisogna tenerle, quando non si usano, negli appositi case porta batterie. Non ci sono alternative.
Allo stesso modo quando una batteria si percepisce che è arrivata a fine vita (perché si scarica rapidamente e non rende più) è inutile tenerla. Buttatela via possibilmente usando un raccoglitore di quelli specifici per lo smaltimento delle batterie usate.
Non per fare l’ambientalista (e vi assicuro che non lo so) ma se vogliamo bene a noi stessi dobbiamo anche volerne all’ambiente che ci circonda e quindi non buttate le batterie nel sacco dei rifiuti normale perché quando questo verrà distrutto alla discarica la batteria rilascerà vapori tossici che si andranno a sommare alle tante altre schifezze nell’aria e poi noi e i nostri figli li respireremo.

5) Controllare visivamente le batterie.
Oltre ai punti di cui sopra è senza dubbio importante controllare che la batteria sia ok e quindi:
– che la pellicola di protezione sia integra;
– che nel corpo (compresi poli) non ci siano rigonfiamenti o rientranze;
– che nel positivo non ci siano tracce di umido (dovute ad eventuali perdite).

6) Chimica delle batterie.
Nel mercato ci sono diverse tipologie di batterie dotate di chimiche (celle) diverse e nate ognuna per uno scopo ben preciso.
E’ importante sapere che non tutte le 18650 sono adatte per essere utilizzate in sub-ohm e alcune addirittura non sono neanche indicate per essere utilizzate in meccanico: questo perché ad esempio alcune batterie nascono da 5000 mah ma con capacità di scarica “ridicola” perché appunto ideate per essere utilizzate con torce a led dove l’assorbimento è minimo e si ha solo bisogno di tanta autonomia (e non potenza, quindi).
Solitamente le batterie che utilizziamo per questo scopo sono IMR Li-Ion e quasi sempre viene specificato “High Drain” nella descrizione.
In ogni caso è sempre importante controllare i dati del produttore come indicato al punto 3) e verificare che la batteria permetta una scarica continua di almeno 20 ampere.
Di seguito un breve elenco di batterie (le più diffuse) che si possono usare nel sub-ohm:
– Samsung INR18650-25R 2500 mAh (20A)
– LG 18650 HE4 2500 mAh (20A)
– Sony VTC5 2600 mAh (30A)
– Efest Purple 2100 mAh (38A)
– IMREN 3400 mAh (25A)

BIG BATTERY

Per i big battery è un discorso piuttosto complesso.
Cosi, su due piedi, direi che per evitare ogni rischio sarebbe più sicuro utilizzare prodotti originali. E’ probabilmente questo è vero. O forse no, più avanti nell’articolo troverete una parentesi a riguardo.
Ma è anche vero che esistono prodotti clone fatti veramente molto bene usando i quali i rischi sono molto limitati o comunque sono i medesimi dell’utilizzare un prodotto originale.
E anche per gli originali ci sono originali e originali: ci sono originali progettati da chi li ha prodotti come secondo lavoro per spennare qualche pollo e allora forse si rischia di più in questi casi che comprando cloni di altri prodotti “blasonati”.
In linea di massima in un big battery meccanico si deve controllare:
– che l’isolamento tra positivo e negativo (nell’attacco 510) sia solito e che l’eventuale isolante sia robusto: evitate quei cloni che usano isolanti fatti in plasticaccia (non in delrin) che con il calore potrebbero deformarsi e mettervi in corto circuito il tubo intero perché un conto è un atom in corto e un altro conto è l’intero tubo in corto (diventa una bomba !);
– che sia presente un foro di sfiato dell’aria: infatti qualora la batteria dovesse surriscaldare superato il suo limite di resistenza andrebbe a sprigionare fumi e/o gas e l’eventuale presenza di un foro di sfiato farebbe sfogare li la pressione che altrimenti si accumulerebbe causando l’inevitabile esplosione;
– assicuratevi che il pulsante abbia un sistema di ritorno efficiente e funzionale.
Ogni big battery ha una sua efficienza vale a dire che qualunque dispositivo avrà una certa “perdita” che potrà variare da tanti fattori: il materiale usato (il rame è più conduttivo dell’acciaio), la qualità dei contatti, la pulizia dello stesso BB: quello che realmente importa è sapere come si comporta il nostro BB sotto carico ossia sapere quanti volts riesce a darci. In effetti usare una resistenza da 0.20 ohm con una batteria da 20A potrebbe essere al limite della batteria in un big battery particolarmente efficiente ma potrebbe essere del tutto sicuro in un big battery non particolarmente efficiente che si perde per strada 0.4 volts rispetto all’altro.
Ricordate sempre che durante le pratiche del sub-ohm il BB tenderà a scaldare, è normale.
Ma attenzione: scaldare il giusto … non da non riuscire a tenerlo in mano … e se questo dovesse accadere state evidentemente chiedendo troppo alla vostra batteria.
Altra cosa che riguarda il pulsante: a freddo il pulsante non deve scaldare o almeno non più di quanto scalda il corpo. Se il pulsante avvertite che scalda subito e tanto allora c’è qualcosa che non va nei contatti, non continuate ad usarlo e indagate.
Un altro aspetto da tenere in seria considerazione riguarda i BB con top cap ibrido come ad esempio questo: questi tubi vanno usati con atomizzatori che hanno un pin positivo sporgente e soprattutto ben saldo e contrastato perché altrimenti il corto circuito è assicurato. In linea di massima se possibile io eviterei questa tipologia di device a prescindere.
Inoltre sarebbe preferibile scegliere big battery meccanici che hanno i fori di sfiato in alto, zona positivo e questo perché eventuali vapori/gas fuoriescono dal positivo della batteria.
Per il pulsante anche qui è preferibile optare per pulsanti con molla anziché magnetici poiché i magneti con il tempo possono perdere la loro efficacia e oltre al tempo anche il calore stesso tende a ridurre l’effetto del magnete stesso.

L’ATOMIZZATORE

Per l’atomizzatore valgono le stesse considerazioni fatte per il big battery.
L’unica parte che in un atom con il tempo potrebbe danneggiarsi è l’isolamento del pin positivo ed è questa parte che si deve costantemente tenere sotto controllo perché un suo malfunzionamento potrebbe causare un corto circuito molto pericoloso.
Ci si può limitare ad un banale controllo visivo ma si può anche far leva (con pinze o altro) nel pin positivo (o nella torretta/blocco del pin positivo) per verificare che sia ben saldo e non abbia preso giochi.
Fate anche molta attenzione agli sfridi dei fili resistivi. Assicuratevi che non rimangano in giro dentro l’atom e quando rigenerate tenere il BB lontano perché specialmente se dotato di pulsante magnetico potrebbe attrarre un piccolo sfrido di khantal che potete ben immaginare cosa farebbe se in qualche modo finisse all’interno del tubo.

LA RESISTENZA

Non vi spiegherò in questa guida come rigenerare il vostro atomizzatore.
Sul web troverete migliaia di tutorial su svariati tipi di coil che potrete realizzare.
Mi preme solamente ribadire che:

1) il valore in ohm della resistenza dev’essere fatto con cervello e criterio: non ha senso fare la resistenza più bassa possibile … perché è semplicemente pericoloso; sfruttando le info riportate sopra non sarà difficile calcolare un valore in ohm sensato;

2) evitate il dry-burn: come molti di voi sanno di recente il famoso dottore greco ha fatto sapere che fare il dry-burn non è salutare perché in pratica si alterano le caratteristiche del metallo producendo dei residui che poi probabilmente ci finiscono nei polmoni e quindi è una pratica che fino ad oggi tutti noi abbiamo utilizzato ma che d’ora in avanti sarà meglio evitare; lo svapo è in continua evoluzione e scoperta e non ci si deve stupire che ogni tanto arrivi qualcuno a dire che quanto abbiano fatto fino al giorno prima non era salutare anzi penso che sia del tutto normale. E chi svapa a mesh ? Bella domanda davvero !.

FORMULE UTILI

Una volta che tramite gli appositi strumenti saprete:
– il valore della vostra resistenza;
– i volts effettivi sotto carico;
potrete sbizzarrirvi nel fare un pò di conti.
Ecco quindi le formule che possono fare comodo.

Per calcolare a quanti watt stiamo svapando:
W = V * V / ohm
Quind se io sto svapando con una resistenza da 0.30 ohm a 3.40 volts sotto carico > 3.40 x 3.40 / 0.30 = 38.5 watt.

Per calcolare quanti ampere sto chiedendo alla batteria:
A = W / V
Quindi prendendo di riferimento l’esempio precedende > 38.5 / 3.4 = 11.3 ampere.

LA NICOTINA

Personalmente svapo normalmente a 9 mg/ml. Ma se provo a praticare questo tipo di svapo con questa percentuale di svapo ricevo una tale grattata in gola che non riesco proprio a svapare.
Per questo mi sono fatto un liquido a poco più di 1 mg/ml di nicotina e il consiglio che do è quello di almeno dimezzare la quantità di nicotina se non ridurla ad 1/3 per praticare questo tipo di svapo. Provare comunque non costa nulla, a limite vi fate una cultura a riguardo.

CLONI VS ORIGINALI

Ultimo paragrafo su un aspetto davvero delicato, originali e cloni.
In tanti per semplificare il tutto (tra l’altro molto banalmente, aggiunto) vi dicono: andate sugli originali, siete più sicuri.
Peccato che in passato abbiamo avuto fin troppi casi di prodotti originali non fatti particolarmente bene (un esempio a caso: il Semovar di Svoemesto (un BB VW) che nella prima batch aveva il tappo inferiore che scaldava parecchio causa contatti scarsi). Oppure il mio Ithaka by Imeo dove una bava di lavorazione del positivo metteva in corto il tutto e fortuna che all’epoca avevo il Provari.
Quindi non è che sia proprio un consiglio intelligente quello di usare solo prodotti originali.
Anche perché tra garagisti e gente che lo fa di secondo o terzo lavoro non è che tra questi modder ci siano persone di comprovata esperienza nel settore della meccanica o anche se lo sono spesso si affidano a produttori di discutibile qualità e affidabilità.
Attenti: non sto facendo di tutta l’erba un fascio e vi sto solamente raccontando esperienze vissute.
Dunque ?
Dunque dico solo che può anche bastare un buon occhio per capire se un tubo meccanico (o atom) clone sia sicuro da usare oppure no.
Alla fine ricordate che è meno pericoloso usare un clone tenuto bene (pulito e controllato) piuttosto che un prodotto originale tenuto male (contatti non puliti, fori di sfiato otturati e via dicendo).
Insomma la differenza spesso la fate voi vapers e il modo in cui usate l’oggetto, non l’oggetto stesso che nel 90% dei casi è solo un pezzo di acciaio con 2 filettature in croce.

Un video all’interno del quale provo a mettere in pratica tutto quello che ho scritto sopra.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


56 commenti su “Il Sub-Ohm e i nuvoloni. Imparare a conoscerli per divertirsi in sicurezza.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Grazie, non lo conoscevo !
      Peccato per gli 0.3 ohm altrimenti sarebbe stato pressoché perfetto.

  • Enrico

    Bell’articolo Michele, complimenti come sempre… Dopo averlo letto mi è sorto un dubbio…
    Non ero a conoscenza che il Dry-burn fosse pericoloso, quindi mi domando se scaldare la resistenza (microcoil) e “compattarla” con le pinze in ceramica, possa provocare i medesimi problemi?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      In teoria si, purtroppo.Leggi l’articolo linkato.

  • Bounty
    Bounty

    Bravo Michele… ci voleva! L’interesse per questa pratica è crescente e per i nuovi vaper è ormai un punto d’inizio (privo di conoscenze di base) e non di arrivo.

  • Yiteo

    Consiglio per mia esperienza, se si inizia a giocare con questi Watt meglio calare di nicotina, la vostra gola e i polmoni ve ne saranno grati.
    Non per tutti è cosi ovviamente, ma partire dal basso anche a zero per poi risalire con la % è meglio che fare il contrario.
    Magari è una cosa banale ma per che si avventura per la prima volta in queste pratiche magari banale non è.
    Io sto ancora cercando un polmone in giro per casa ;P

  • Alex74

    Dal mio punto di vista, svapare in questo modo non credo abbia molto senso. Nell’atom si raggiungono temperature un po’ troppo alte per i miei gusti e le batterie vengono un po’ troppo stressate e non credo che queste controindicazioni bilancino la “soddisfazione” di svapo che si raggiunge. Comunque queste sono solo mie considerazioni e non posso che rinnovare i miei complimenti a Michele per le sue sempre puntuali e precisi articoli…Pollice su:)

  • Svappatore
    Svappatore

    Oh no,questa del dottore greco del dry-burn non ci voleva,magari con un manuale dry-burn acquatico bollente per 5 minuti non succede nulla.Se il dottore ha ragione da oggi in poi potremmo fare in questo modo

  • ascott79

    Ciao Michele,
    per prima cosa Grazie x i tuoi video e articoli sempre ben fatti.
    Per quello che riguarda il discorso del ” dry burn” , se posso permettermi,
    ( https://www.youtube.com/watch?v=PYdWtjQsBE4 )
    questo è il canale di un altro valido “Youtubers Vapers” , Geek N Vaps ,
    forse lo conosci.
    Secondo me, come te, molto valido e preciso su quello che dice e fa.
    Unica “pecca” il canale è in francese 🙂
    Spiega una tecnica per fare i nostri coil senza fari il driburn , come pulirli, come “bilanciare” 2 coil, ecc.
    Seconda cosa una piccola critica, non hai parlato dei meccanici ” ibridi”, senza topCap, anche quelli molto pericolosi se usati male…. se con atom con pin positivi non sporgenti, li il corto è sempre dietro l’angolo! 😉
    Cmq ottimo video e artico, soprattutto utile per quelli che “pensano” di aver capito tutto dallo svappo!

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Grazie, non conoscevo quel canale.
      Per i top cap ibridi hai ragione, non ho scritto niente e ora provvedo.
      Tra l’altro in passato avevo già scritto a riguardo manifestando la mia perplessità a riguardo.

  • Gabriele Chervatin

    Adesso vado a guardarmi il video, per intanto nell’articolo aggiungerei alcune piccole precisazioni, che non cambiano il succo di questo tuo importante articolo:

    1 – la batteria ad un esame visivo deve risultare perfetta (guaina perfettamente intatta e assenza di qualsiasi rigonfiamento o bozzo sia sui lati che sulle basi di contatto)

    2 – se possibile evitare BB con tasto a magneti, se mal usati potrebbero perdere la loro capacità di respingersi, a causa del calore. Insomma meglio una buona molla ben conduttiva (lo so non è semplice trovare nemmeno questa)

    3 – preferire BB con fori di sfiato vicini al pin positivo della batteria, di norma è da qui uscirà il gas. Verificare anche che ci sia un certo gioco laterale tra BB e batteria in modo da lasciare il giusto spazio alla fuga di gas. Quindi attenti se magari avete messo un giro di nastro adesivo trasparente per preservare la marcatura delle batterie (le marcate vero?) od un etichetta aggiuntiva.

    Grazie.

  • Yiteo

    Dopo aver letto tutto per bene e lavorando con valori ampiamente sicuri (primissima volta con 2 coil) devo dire che è divertente, ma davvero tanto, nicotina rigorosamente 0.
    L’appagamento è nullo ma i nuvoloni fanno tanto piacere.
    Sono molto contento del fatto che non da fastidio in gola.
    Grazie come sempre!!

    Per info ho usato Origen Dripper V3 di FT è fatto veramente bene.

  • Ilario

    D’accordo su tutto, tranne un punto.
    Secondo me, usare il voltaggio sotto carico per calcolare la corrente è sbagliato.. la batteria eroga effettivamente il suo potenziale per intero (V), ma all’atom ne arriva solo una percentuale.. perchè? beh, perchè le batterie hanno una resistenza interna, il mod ha una resistenza statica, come anche il corpo dell’atom stesso.. quindi la batteria eroga a prescindere dal voltaggio sotto carico, 4,2V quando a piena carica.. quindi imho, il modo più sicuro è quello di usare la formula I=V/R

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      E’ ho capito ! Ma se usi questo criterio altro che mutande di lamiera ti metti LOL !
      Vorrebbe dire che in pratica meglio non scendere sotto a 0.8 ohm o giù di li.

        • Ilario

          considera anche che i valori di output massimo dati da i produttori di batterie, si riferiscono a la scarica continua (fino all’esaurimento del potenziale). quindi con una vtc5 sto tranquillo fino a 0,14ohm.. e non la sto portando neanche vicina ai suoi limiti! queste batterie hanno capacità fino a 50 e anche 60 ampere in pulsazioni (fra gli 8 e i 12 secondi, dipende dal produttore)

        • mc0676 L'autore dell'articolo

          Si ok ma non è realistico dai !
          In pratica se facessi questo conto varrebbe a dire che con una res da 0.14 ti svapi a quasi 130w in meccanico con una 18650 ed è alquanto irrealistico :D.

          • Ilario

            se il meccanico fosse un meccanico perfetto, senza resistenza statica, e la batteria fosse perfetta, senza resistenza interna, si..

  • 2slow4u

    Questo non e’ svapo, e’ roba da giullare di corte…
    My 2 cents, ovviamente.
    Comunque, Michele, non farei troppo affidamento su quei voltmetri passanti.
    Semplicemente non sono pensati per lavorare in queste condizioni, e all’interno sono cablati con fili di sezione ridicola, considerate le correnti in gioco.
    E’ facile che ci siano dei drops interni insomma, secondo me in questo contesto non sono particolarmente affidabili.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Si questo è vero, una leggera perdita percentuale c’è ma potrebbe anche essere tracurabile. Quello mio che mi sono autocostruito l’ho “misurato” con il tester riscontrando differenze massime nell’ordine di 0.05 <> 0.15 volts che per carità non sono pochi.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      visto visto ma non si capisce se ce n’è uno almeno che riesce a rilevare il voltaggio sotto carico … di sicuro molti no perché misurano o gli ohm o i volts ma su altri non ci sono informazioni.

  • Rudys

    Ciao Michele è da poco tempo che faccio le resistenze a mesh e volevo chiederti come fare allora per gli hot spot? Ho visto nei video che bisogna per forza fare le attivazioni e quindi non si dovrebbe più fare le resistenze a mesh? Grazie.

  • leduc

    Ciao Michele,
    ieri da Ft mi è arrivato questo gingillino (https://www.fasttech.com/p/1841302) comprato principalmente per avere una maggiore autonomia di svapo grazie alle 26650 (ho preso delle MNKE 3500 mAh)ma anche per un po’ di sub-ohm non estremo. Letti i pochi commenti di chi l’ha recensito, mi ero convinto per questo El Gigante soprattutto per la forma del cup superiore che ben ospita atom da 22 mm, ma già mi domandavo dove avesse i fori di sfiato che dalle foto non si riusciva a vedere. Ieri, appena aperto, la ferale notizia: non ha nessunissimo foro di sfiato. Che dici, è il caso di farglieli fare o di fischiarlo nel secchio?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Bel bestione ! 😀
      Quelli sotto nel pulsante, non sono passanti ?
      Comunque un paio di fori di 2.00 mm io ce li farei, in alto. Non rovinano nulla e sei più tranquillo.

      • leduc

        Oddio, in effetti nel pulsante in basso ci sono due fori, non li avevo visti perchè sono coperti da un grosso oring che fa da isolatore. Ma mi fido poco sulla loro effettiva utilità dato che sono completamente coperti dal tasto in ottone. Mi sa che seguirò il consiglio dei due fori in alto! 😉

  • AngarolaLuca

    Io mi chiedo solo se è così indispensabile andare a cercare il sub-ohm…personalmente non cambierei per nulla al mondo il mio semovar con un clone del kay…le res le faccio sempre tra 1.8 ed il 2.2, e mi trovo benissimo….penso che per il resto, sia solo moda…

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Pensa che gli americani svapano solo cosi !
      Anche io comunque oscillo tra 1 e 2.5 ohm e tra 12 e 16 watt.

  • Filomeno

    Ciao Michele, non pratico svapo estremo :)) ma si potrebbe parlare anche del rapporto PG/VG che ha la sua parte nel discorso nuvoloni
    Io uso normalmente circa 55% PG perchè con troppo VG ho notato a volte che mi metteva sonnolenza. Però con questa percentuale quando in estate è molto caldo ho vapore zero e mi sembra di tirare a vuoto. Non sempre ma in certi momenti della giornata.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Indubbiamente aumente il VG aiuta ma il grosso lo fa il tiro di polmone e i tanti watt in questo caso.
      Anche io comunque sotto il 65% di PG non scendo normalmente.

  • Gabriele Chervatin

    Michele stavo riflettendo su questo tuo articolo. Potrebbe meritare di spendere ancora qualche parola sulle batterie. Per gli esperti del settore è ovvio che dal momento in cui ti riferisci ad una batteria capace di erogare 20A continui, questa non può che essere una IMR (od anche INR come l’ottima Samsung, che mi hai fatto conoscere ormai molto tempo fa). Ma ci sono anche delle ICR, ossia a chimica non sicura, che non sono di certo adatte all’uso in meccanico, figuriamoci in Sub Ohm (spinto o meno che sia).
    È utile presentare al lettore un elenco di marche e modelli specifici, ma è anche corretto fornire una visione d’insieme trattando argomenti fondamentali molto utili (chimiche delle batterie). Che ne dici?

    fumok

  • pipposbiruli

    Ciao, sono un principiante, siccome nei vari siti non riesco a capire cosa mi serve per iniziare, mi daresti un aiuto su cosa comprare, esempio, che atom che batteria e che box perche sinceramente, è un mese che ci sto dietro e non ho capito proprio nulla…solo la storia dell’amperaggio ecc ecc mi è abbastanza chiara…si sono un pò duro 😛
    Grazie 🙂

      • pipposbiruli

        solo ed esclusivamente per il piacere di assaporare i vari liquidi!!! Mi interessa anche un pò giocare con il fumo, così, per dar noia alla mi ragazza hahaha 😀

        • pipposbiruli

          poi volevo dirti che mi sei sembrato non solo competente ma veramente appassionato!

        • mc0676 L'autore dell'articolo

          Io mi prenderei, allora, una bella Istick 50w (potente e con tanta autonomia) e un origen dripper v3 (o v2, va bene lo stesso) decidi tu se clone o originale 😀

          • pipposbiruli

            Grazie innanzitutto per i consigli, però mi domandavo, le classiche batterie che vedo a giro, quelle cilindriche per intendersi, ma cosa hanno di differente rispetto a quella che mi hai consigliato tu??

            • mc0676 L'autore dell'articolo

              Beh ora come ora sono tutte batterie vari watt dove cioè imposti i watt a cui vuoi svapare.
              Quello che cambia è che in alcuni puoi cambiare batteria e in altri no e chiaramente alcuni arrivano a 20w altri a 50w altri ancora a 200w.

  • lucky4

    Metto a bagno il blocco Khantal D+ wick del mini RDA in acqua+bicarbonato(poi,siccome la crosta è carogna,in acqua+ipoclorito).
    Mi tocca guastare il tutto,per rimuovere a mano le incrostazioni dalla res.

    E….mi venga un colpo! La res è lucida,argentata come nuova.
    Lavo,riavvolgo(naturalmente cambio la wick)e mi ritrovo come se l’avessi nuova.
    Grazie Dott.Farsalikos(chiedo venia,se non ho azzeccato la grafia)

  • Svappatore
    Svappatore

    1)Due batterie da 10 ampere montate su una box in parallello fanno 20 ampere ?
    2)Una box mod con circuito elettronico da 40 watt come può erogare 65 watt?(Esempio
    V x V / Ohm quindi 3,7v x 3,7v / 0,2Ohm = 65watt)
    3)In un dispositivo solo WW per calcolare a quanti volt stiamo svapando si fà V = W * Ohm √ giusto?

    • whassuphomie

      1) credo di no però io non sono un esperto e npn vorrei dire una minc………

      2) se è il circuito al massimo può erogare 40 watt con una res da 0.2 non ti darà mai 3.7 volts perchè come hai scritto tu: 3.7×3.7/0.2 = 65 watt, lui puo arrivare al massimo a 40 e quindi con una res da 0.2 erogherà 2,83 volt

      3) per calcolare i volt conoscendo watt e ohm si fà: √ di w*ohm

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      whassuphomie, che ringrazio, ti ha risposto in modo esaustivo 🙂

  • wolve

    Ciao,
    premetto che svapo da qualche settimana e che la mia conoscenza dell’elettronica è pari a zero, quindi abbi un pò di pazienza.
    La mia configurazione con il quale ho iniziato è Istick40w + Nautilius e, siccome la scimmietta sulla spalla fa sempre più pressione, pensavo di acquistare un Kangertech subtank mini. Questo per provare sia il tiro polmonare ,che non ho con il nautilius, sia per cimentarmi nella rigenerazione con i nuvoloni.
    Quindi nella mia totale ignoranza , sapendo poco e niente di elettronica, ho delle domande da porti:
    1)Con la configurazione Istick40w + subtank posso andare in subohm? (sul sito Eleaf dice che il range di resistenze è 0.15-3.5ohm)
    2)Vorrei provare a creare resistenze da 0.5. Che tipo di filo resistivo mi serve e mi consigliate? di quanto deve essere il diametro della resistenza e quanti giri devo fare? qual’è il wattaggio per una resistenza da 0.5 ohm?
    3) Per fare invece resistenze da 1.6 ohm, quindi per non fare i nuvoloni, che tipo di filo mi occorre?

    Grazie mille per il tuo aiuto

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Ciao, scusa per il ritardo di risposta ma sono letteralmente invaso 🙂
      1) In sub-ohm puoi andarci, certo che si (legge registenze a partire da 0.15 ohm e per sub-ohm si intende tutto quello che è sotto a 1.00 ohm)
      2) Io prendere il khantal 0.32 e il NiCR 0.40, 5-7 spire su diametro da 3.0/3.5 mm. I watt dipendono da come il sistema “li regge” ma probabilmente riesci a sfruttare tutti i 40w dell’istick
      3) In questo caso uno 0.20-0.25 khantal o nicr, 6-8 spire su tondino da 2 o 2.5 mm.

      Comunque prendi anche il Nichel Ni200 (0.25) vedrai che ti ci diverti di più senza rischiare steccate.

  • e-gut
    e-gut

    Ciao Michele, ho letto la tua fantastica guida e ho preso moltissimi appunti.
    Avrei da chiederti un paio di cose:
    1 – le spire quindi non bisogna farle unite ma distanziate? che cosa cambia?
    2 – per rigenerare l’atom dimensione 18650 tu usi del Kanthal 0,50mm.
    Quale useresti invece per uno più largo 22650?
    Grazie Maestro!

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      1) Cambia che se le fai attaccate si parla di micro/macro coil altrimenti coil normale: all’atto pratico è una questione soggettiva, le micro/macro sono sicuramente più cattive come resa ma devastano anche prima la coil. Devi provare.
      2) Ora come ora io proverei il NiCR da 0,40 a 0,60. Il khantal è simpatico ma quando vai nei diametri grossi oltre ad essere veramente duro da lavorare è anche lento nello spunto, il NiCR è sicuramente meglio sotto questi punti di vista.

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