Micro coil per aumentare resa aromatica e vapore 32


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Questa cosa me l’ha messa in testa l’amico Ciro ieri sera …

In pratica su ECF (vedi thread) si sostiene che facendo delle resistenze avvolte molto strette (come diametro) e con le spire vicine vicine, anzi, viscine viscine, si riesca ad ottere un aumento di resa aromatica e produzione di vapore.

Quindi dopo essermi fatto dare alcune istruzioni da Ciro ho agito …

In pratica serve un filo a bassissimo valore resistivo per metro, quindi uno 0.25 minimo, meglio 0.3, perché si deve ottenere una resistenza da al massimo 1.5 ohm circa.

Nel mio caso non avevo lo 0.3 e quindi ho usato lo 0.25.

Prima di avvolgerlo in un tondino di 1.65 mm l’ho scaldato con l’accendino, per ridurre l’effetto armonico del filo stesso.

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Come vedete 13 spire …

Dopo averlo avvolto ho tagliato poso sotto le spire e con il joiner usato cosi ho unito i 2 non resistivi.

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A questo punto ho infilato la wick da 2 mm dentro.

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E l’ho montato nel mio ARB proto short (il famoso Nano) di servizio.

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La resistenza è venuta da 1.8 ohm, un pochino altina.

Per questo ho deciso di rifarla, seguendo lo stesso iter ma:
– avvolgendo la wick in un filo di ferro di 1 mm di diametro;
– usando una wick da 1 anziché da 2.

Il risultato è questo.

La resistenza cosi ottenuta è da 1.5 ohm.

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Al momento, rispetto alle resistenze normali:
– frigge in modo molto + cattivo, quasi da sembra un atom Cisco …
– il vapore sembrerebbe più denso.

Lo uso un pò per capire se ci sono differenze rispetto alla soluzione standard … vi aggiornerò 😀


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


32 commenti su “Micro coil per aumentare resa aromatica e vapore

  • alexx3c

    Ma non si creano hotspot? Cosí attaccate dovrebbero fare ponte. Sarebbe interessante misurare la resistenza con il tester 2 volte. Una con le spire vicine come hai fatto tu, e l’altra staccandole l’una dall’altra.. Che ne dici?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      L’ho fatto con la prima, perché avevamo proprio codesto dubbio !
      Niente, 1.8 ohm tutte viscine viscine, 1.8 ohm con il filo disteso !

  • ciro82

    Il calore generato dalle spire così ravvicinate è molto più distribuito e omogeneo, gli hotspot sono praticamente impossibili visto il pieno contatto con la wick.

    • alexx3c

      Ma se toccano 2 spire insieme, wick o non wick dovrebbero fare ponte.. È veramente una cosa strana.. Manco fossero smaltate.

    • MarcelloR

      A mio avviso, analogamente a quanto avviene nei moderni sistemi di riscaldamento ambiente (riscaldamento a pavimento) il fattore determinante è la superficie radiante che nel caso del filo resistivo è la circonferenza moltiplicata per la lunghezza. Più la resistenza è grossa e lunga… e più aumenta la superficie radiante e di conseguenza più superficie esposta alla wick. All’aumentare quindi della superficie di wick esposta alla resistenza… aumenta la fumosità.
      Ho fatto quattro calcoli di verifica. Ho reperito innanzitutto la resistenza espressa in ohm/m di una resistenza 0.12 e di una 0.32 che sono rispettivamente 123 ohm/m e 17.3 (Kanthal A-1). Supponiamo di voler realizzare una resistenza da 2 ohm. Le resistenze dovranno avere rispettivamente una lunghezza pari a 2.00/123 = 16 mm la 0.12 e 2.00/17.3 = 110 la 0.32. Le circonferenze sono invece rispettivamente di 2*PiGreco*r = 0.3769 mm per la 0.12 e 1.0053 mm per la 0.32. Le superfici radianti sono quindi circonferenza*lunghezza e pari rispettivamente 6.03 mmq per la 0.12 e 110.58 mmq per la 0.32. In sostanza la superficie radiante della resistenza da 0.32 è 18 volte quella della resistenza da 0.12 (a parità di resistenza in ohm pari a 2 di entrambe le resistenze).
      In realtà poi la superficie realmente a contatto con la wick è molto minore e stimabile in circa il 50%. Ciò non toglie che la superficie a contatto con la wick in una resistenza da 0.32 è comunque 18 volte superiore a quella da 0.12.
      Se ci pensate un attimo il ribbon non fa altro aumentare la “superficie radiante specifica” (superficie radiante per unità di volume) delle resistenze.

      • mc0676 L'autore dell'articolo

        ti ammiro … ma mi sono perso al terzo rigo ! LOOOOL !!!

        • MarcelloR

          Ciao Michele, mi rendo conto di aver fatto un intervento un po’ logorroico e “tecnico” che mi deriva in parte dalla mia attività professionale. Appena ho un attimo di tempo predispongo una spiegazione più semplice da scaricare tramite link.

  • lucai67

    Uhmmm…ci proverò…mi intriga. Sempre pensato a “distribuire” il calore piuttosto che “concentrare”. D’accordo, ma la temperatura? Da provare. Grazie, Michele!

      • MarcelloR

        In realtà il calore dissipato dovrebbe essere identico perché i watt espressi sono identici sia con una resistenza di piccolo diametro che con una di diametro maggiore (a parità di Ohm). Cambiando la superficie radiante, cambia sicuramente però il tempo necessario per riscaldare uniformemente l’ARB e nel caso specifico ci mette meno tempo con una resistenza grossa dandoti la sensazione di vapore più caldo. Questo perchè il vapore entrando velocemente in equilibrio termico con il metallo dell’ARB (temperatura del vapore ~ uguale a quella dell’ARB) non deve cedere più calore (=energia) all’ARB e la cede quindi… alla tua gola 🙂
        Pensa un attimo al principio delle alette di una testa di un motore a scoppio raffreddato ad aria. Tante alette = tanta superficie = maggiore velocità di raffreddamento della camera di combustione. Questo spiega infatti perché in pieno inverno le moto raffreddate ad aria sono più “scorbutiche” da usare che non quelle raffreddate a liquido dove una specifica valvola (di cui non ricordo il nome) regola la quantità di liquido da far circolare in funzione della temperatura della camera di combustione.

  • Danilson

    ai tempi dei phantom ricordo questa particolarità. quelli di fabbrica avevano ste spire vicinissime e a produzione di vapore e resa aromatica imho sono sempre stati imbattibili rispetto ai rigenerati. secondo me questa tecnica potrebbe dare risultati più che buoni

  • 2slow4u

    Ti ricorda un Cisco perche’ le resistenze di quegli atom sono realizzate in modo simile…;-)

  • Fabioeur

    Sai cosa mi ricorda l’ultima foto? La resistenza degli atomi C! Forse è proprio questo particolare modo di avvolgere la res ad esaltare la resa aromatica?

  • atty

    Ciao Michele, una domanda:
    Non si son creati hotspot? Noto che alcune spire sono anche attaccate ma in questo modo non dovrebbe non riscaldare?

    Sei riuscito con facilità ad inserire poi la wich nella resistenza con tutte quelle spire? Tutte toccano la wick?

    Scusa per le tante domande ma l’ultima volta che ho preparato una resistenza utilizzando un cacciavite non mi sono trovato molto bene. La mesh forse è diversa, boh

    Grazie.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Non si sono creati hot spot, il valore finale della res è stabile ed è sempre stato stabile e il perché non te lo so spiegare (LOL).

      La wick dovrebbe aderire bene. Chiaramente l’inserimento della wick dopo l’avvolgimento è una gran palla.

      • atty

        Grazie per le risposte. Non so se ti ricordi di me ma comprai il ProVari proprio perchè vidi il tuo video.

        Cmq, ultima domanda e non ti disturbo più. Come mai un cisco produce quella quantità di vapore che invece non riesco mai ad ottenere con lo chalice?
        A cosa serve la rete metallica all’interno degli atomizzatori? Sarà per quella che producono molto più vapore?

        Un abbraccio

        • mc0676 L'autore dell'articolo

          Ciao Atty,
          allora la rete metallica serve a trattenere un pò di liquido per poi rilasciarla alla wick piano piano.
          Non influisce sulla produzione di vapore.

          Il chalice non è un campione di vapore, è un ottimo atom bilanciato in tutte le varie voci e questo è il suo pregio.

          Per l’aumento del vapore puoi provare due cose:
          – usare il ribbon al posto del khantal;
          – provare queste microcoils.

          Non so se possa funzionare, però tentare non costa nulla 🙂

          • atty

            eheheheheh proprio per questo mi sono appassionato a quest’articolo.

            Magari non appena fai un video su come creare una resistenza del genere ci provo anche io. Onestamente più di 4 spire non riesco a farle per lo chalice. Anche se non ci ho provato ancora con lo spillo che credo sia molto importante per non strozzare le spire vicino ai poli.

              • atty

                Attenderò con ansia e poi mi cimenterò anche io.
                Grazie di tutto, come sempre, sempre gentile. 🙂

  • Manuel78

    Ciao Michele avevo già letto questo tuo articolo e l’ho trovato molto interessante adesso preso da questi video di tizi che fanno nuvoloni da paura ho approfondito la questiona microcoils che usano anche in dual coils ed ho trovato questo blog in inglese che spiega bene il principio della microcoil praticamente si crea un tunnel con la corrente scorre in un unico verso ti metto il link http://www.thevapersden.com/index.php?topic=5204.0 ciao e grazie per il tuo assiduo contributo

  • Manuel78

    No ho avuto ancora modo di provarlo non avendo il filo resistivo grande massimo 0.20 ma non va bene e lo ordinerò subito perché è una cosa che voglio provar ma secondo te mi pare di aver capito che le microcoils per funzionare bene vanno avvolte su un supporto massimo di 2mm quindi al massimo si può utilizzare una wick da 2 come potrei fare per provarla sul kaifun? Dove la wick è tripla e quadrupla

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      sul kayfun non è uno scherzo !
      puoi provare la singola da 3 mm, che per infilarla nella micro di 2 ti farà bestemmiare ma ce la metti
      oppure … dual coils 🙂

  • michebcc

    bellissimo tutorial 🙂
    due domandine…
    1- quanto filo resistivo hai usato?
    2-che lunghezza ha la res una volta preparata?

      • michebcc

        grazie mille 🙂

        ultima domanda, se calcolo l’impedenza moltiplicando gli ohm/cm del mio filo per i cm di lunghezza del filo, anche in questo modo ottengo il valore più o meno esatto della resistenza?

        credo di no ma vorrei esserne certo 🙂

        • mc0676 L'autore dell'articolo

          Esatto 🙂
          Sempre che il dato dichiarato sia reale è chiaro.

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