Per Makers: drip tip … a vite


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Qualche settimana fa mi sono preso, per la mia ZoppaX, 4 bobine di PETG.
Il PETG è un materiale che tutti conoscono e che è idoneo per il contatto con gli alimenti ma, a parte questo, è piuttosto robusto e duraturo nel tempo.
Per questo ho ripreso in mano i drip tip e ne ho fatto un nuovo tipo composto di due parti che stanno insieme per mezzo di una filettatura: è una scelta che ho dovuto fare per poter stampare il tutto senza supporti e quindi nel migliore dei modi possibile. Non solo, la filettatura mi serve anche per poterli lucidare al trapano o dremel che sia.

Infatti il PETG non si può lisciare ai vapori di acetone come l’ABS ma lo si può tenere in bocca senza alcuna preoccupazione mentre l’ABS in teoria sarebbe bene evitare perchè NON è idoneo per il contatto con alimenti. Ma chiaramente per tenerlo in bocca va lisciato e quindi mi sono ingegnato per poterlo lavorare senza grossi problemi.

In pratica ho fatto un adattatore per l’utensile del dremel che serve per montare i dischetti da taglio:

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Alla fine si può montare nel dremel o nel trapano.
Io chiaramente ho fatto tutte le prove del caso e per la lucidatura secondo me la procedura migliore che si possa utilizzare è la seguente (illustrata due foto sotto):
– inserire un oring distanziale tra l’adattatore e il corpo del drip tip;
– sul trapano (perché gira più lento e ha più coppia quindi quando si stringe il tip non si ferma);
– prima passata con carta da 240 a secco, facendo attenzione a non surriscaldare il pezzo altrimenti si fonde (quindi stringerlo appena e fare con calma);
– seconda passata con scotchbrite dura (rosso scuro) sempre a secco: in questo caso si può stringere un pò di più ma senza esagerare;
– terza ed ultima passata con scotchbrite fine (grigio scuro) bagnata con acqua: in questo caso si deve stringere bene il drip tip.

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Alla fine il risultato che si ottiene è notevole.
Non tanto per l’estetica (perché osservando la foto macro si nota che comunque la parete non è liscia perfetta) ma quando per il funzionamento: in bocca risultano molto molto lisci e piacevoli e ve lo dico ora che sono 3 giorni che li sto usando su 2 box diverse e quindi abbastanza convinto.
Come materiale il PETG non rilascia alcun retrogusto e per la durata vedremo con il tempo.
Per completare il lavoro avrete bisogno di 2 oring 9×1, vale a dire questi … poi neri o trasparenti cambia poco.

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La forma che ho ripreso è quella mia classica che tanto mi piace.
Nel progetto (Link) ho comunque inserito anche un corpo più corto per gli amanti dei drip tip corti.
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Per chi ha la Zortrax M200 come me e volesse provare qualche informazione:
– il PETG che ho usato è il Real Filament e si prende su RepRapWorld (21 € / Kg);
– ho stampato usando il profilo Z-Ultrat a 0.09 (90 micron) perché il profilo Z-Petg ha solo 0,14 e 0,19 come risoluzione (andate sereni, il profilo PETG di serie estude a 254 gradi mentre lo ZUltrat a 260 gradi quindi non si rischia nulla).


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.