Plus+ by HStone: rimandato a settembre. 4


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Articolo letto 3783 volte.

Introduzione

Questo atomizzatore, il Plus+, è il prodotto di lancio di un nuovo modder italiano, HStone, che si è affacciato nel mercato italiano dello Svapo.
Questo atom me lo ha prestato Alessandro, gandalf2000 per chi lo conosce cosi nei forum italiani, che ringrazio tantissimo per avermi dato l’opportunità di provarlo.

Il Plus+ è un atom che viene venduto a 119 € e che permette di essere rigenerato in due modi:
– a wick / cotone;
– a mesh.

E’ composto di varie parti e vari materiali.
Nel corredo troviamo:
– una base con attacco 510;
– un tank (corpo centrale);
– un top cap per versione wick/cotone;
– un top cap per versione mesh;
– kit per versione wick composto da 1 pin, isolanti in delrin, piattello con torretta positivo, torretta negativo, dadi di serraggio filo resistivo;
– kit per versione mesh composto da 2 pin (uno in rame cromato e uno in ergal), dado di serraggio filo resistivo;
– alcuni ricambi.

Volendo viene venduta anche una variante per sola wick a 85 € e per sola mesh a 85 €.
Questa recensione è chiaramente riferita alla variante completa, quella da 119 €.
Se avessi provato la versione a wick da sola l’avrei probabilmente promossa, se avessi provato la versione a mesh da sola l’avrei probabilmente rimandata a settembre, tanto per capirsi.
Nell’insieme l’atom, come leggerete più avanti, è rimandato a settembre.
Inoltre nel video potrei aver detto delle imprecisioni riguardo il corredo: l’atom in questione è stato arricchito anche di parti di ricambio per cui non escludo che qualche imprecisione riguardo al corredo di serie dell’atom possa averla detta/scritta.
Ad ogni modo nell’articolo ho cercato di mettere insieme tutte le informazioni e quindi il video, di fatto, si completa con l’articolo tanto per capirsi.

Packaging

Qualche foto della confezione:

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Appena vista la scatola del Plus+ il mio primo pensiero è stato: speriamo che altri modder non seguano questa tendenza, altrimenti tra un pò ci vorrà un mobile a 6 ante solo per custodire gli imballi degli atom !
E’ davvero un bel biglietto da visita ma sinceramente penso che vadano bene anche packaging “meno vistosi” e soprattutto meno ingombranti.

Vista da vicino

L’atom nel suo complesso si presenta fatto bene, il primo impatto è positivo. Poi andando a controllare i piccoli dettagli si trovano delle piccole sbavature che nel contesto stonano un pò considerato il prezzo d’acquisto.
L’impatto estetico è buono sia nella versione “a wick” sia nella versione “a mesh” dove forse la forma “ad imbuto rovescio” risulta anche più gradevole.
Riguardo le piccole sbavature che a me non hanno fatto una buona impressione:
– l’isolante in delrin del connettore 510: almeno nell’esemplare che mi è stato prestato l’isolante già iniziava a presentare delle piccole bave e questo perché il delrin non è stato concepito per quel tipo di applicazione che è un’applicazione “forzata”; indubbiamente non avrà una vita lunga e se è vero che viene venduto il ricambio è altrettanto vero che personalmente avrei preferito una soluzione più duratura;
– le due torrette con testa a coda di rondine (il taglietto per ospitare il filo resistivo, per capirsi) della versione a wick (e la singola della versione a mesh) sono meccanicamente molto fragili, con il tempo dureranno poco (è una mia impressione): inoltre sopra hanno dei tagli non paralleli che costringono a manovre extra in fase di rigenerazione; avrei preferito dei cilindretti forati come già visti in tanti altri atom;
– piccole bave: quasi tutte le parti sono caratterizzate dalla presenza di piccole bave di lavorazione; niente di eclatante sia chiaro però in oggetti di questa fascia di prezzo solitamente ogni piccolo dettaglio è curato in modo maniacale.

Queste sono le varie parti.

Versione mesh tutto intero:

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Versione wick tutto intero:

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Alcuni particolari della versione wick:

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Passaggio da versione a mesh a versione a wick e viceversa

Se prendiamo la versione a wick e la smontiano otteniamo questa lunga serie di pezzi:

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Mentre utilizzando questi (e togliendone altri) …

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… si ottiene la versione a mesh.

Il passaggio dalla due versioni non è particolarmente difficile: è solo macchinoso.
Se dalla versione a wick volete passare alla versione a mesh si deve in ordine:
– svitare il pin centrale con una chiave a brugola di 2;
– tirare verso il basso il dischetto con la torretta del pin positivo: è un pezzo unico infilato, basta premere la torretta del positivo da sopra che scende verso il baso;
– rimuovere l’isolatore in delrin grande facendo pressione nel foro centrale (e il pezzettino piccolo infilato dall’alto verso il basso);
– svitare la torretta del negativo (quella che vista da sotto ha la testa esagonale).
A questo punto si prende il cap versione mesh, si monta il pin versione mesh e si è finito il lavoro.
Nel video ho fatto questo passaggio molto rapidamente e me ne scuso ma altrimenti il video sarebbe venuto troppo lungo !

Rigenerazione a wick/cotone

L’ho usato con microcoils (con Kh A1 0.25 su tondino da 1.75 mm) e cotone muji e wick singola da 2.5 mm in silica (Svapobar) con 4 spire di Kh 0.20.
Indubbiamente tra le due rigenerazioni ho gradito quella a wick perché, come dico nel video, secondo me la resa aromatica e migliore ma chiaramente va a gusti.
A wick faccio cosi (vedi video):

Appunti Windows-2

Quello che posso dire è che con questo tipo di rigenerazione l’atom funziona bene.
Il suo unico limite, lo stesso di atom analoghi con foro di ingresso liquido centrale e torrette laterali, è l’autonomia di squonk: 3 tiri circa a 14w con wick, 4 tiri circa a 14w con cotone.
La resa aromatica però, e parliamo di wick, è buona e anche l’hit è presente e soddisfacente.
La quantità di vapore è buona e la temperatura del vapore giusta.
Il tiro è perfetto almeno per le mie esigenze: in proporzione è un filo appena più arioso di un cyclone, ma poca roba.

Insomma questa variante dell’atom mi è piaciuta e segnalo solo, come dirò nel video, che:
– la resistenza va avvolta in senso anti-orario per fare in modo che la resistenza non venga troppo bassa (poiché le due torrette quando si serrano i dadi tendono ad abbassarla);
– i tagli nelle torrette non sono paralleli quindi nella seconda torretta si dovrà “armeggiare” un poco per inserire il filo resistivo.

Rigenerazione a mesh

Premessa: non sono un esperto di mesh. Si è vero, la maneggio da tempo, ma non sono un malato di mesh, nel senso che non spendo ore a cercare il miglior setup, la miglior mesh, la miglior procedura di ossidazione, il miglior filo resistivo. Mi baso su quello che ho imparato fino ad oggi. Può darsi che gli esperti di mesh potrebbero non essere d’accordo con il mio punto di vista.

Per rigenerare il Plus+ a mesh servono un minimo di accorgimenti: chiaramente è una procedura che richiede un minimo di esperienza e si devono utilizzare almeno alcuni accorgimenti, tra cui:
– mesh (io ho usato la 325) alta 18 mm e larga sui 25-45 mm (la larghezza dipende essenzialmente dal tipo di mesh che usate e da quando cicciona volete farla, io ho provato 18×25, 18×30 e 18×35 e tenderei a consigliarvi 18×25 ma chi lo comprerà per usarlo a lungo va da sé che dovrà divertircisi un bel pò con varie prove);
– la mesh va ossidata prima di arrotolarla, facendo attenzione a non scaldarla troppo poiché cosi si fonde e si annulla l’effetto capillarità;
– quando si avvolge il filo resistivo si deve farlo con dolcezza, senza cioè tirarlo troppo e senza neanche lasciare che in alcuni punti non tocchi la mesh.
Come vedrete nel video se seguite questi piccoli accorgimenti in poco tempo toglierete gli hot-spot.

Al funzionamento tuttavia non mi ha stupito essenzialmente perché purtroppo è carente di hit.
E questo è un vero peccato perché il suo “serbatoio” assicura una bella autonomia di squonk (sui 10 tiri a 14w credo).
A 14w su tre resistenze realizzate con Kh 0.25 (due da 1.2 ohm e una da 1.4 ohm) in particolare ho riscontrato che:
– la produzione di vapore è buona;
– la temperatura del vapore è buona;
– l’atom dopo una lunga sessione di svapo tende a diventare parecchio caldo;
– la resa aromatica, dopo 7-8 ml, diventa buona;
– l’autonomia di squonk, come ho già detto, è ottima: sinceramente non mi sono messo a fare gare di durata di autonomia, ma intorno ai 10 tiri ci si arriva bene;
– l’ariosità è maggiore rispetto alla variante a wick: niente di esagerato, ma un pelino meno arioso l’avrei gradito maggiormente ma sicuramente avrebbe scaldato ancor di più ma probabilmente con un tiro più contrastato forse il vapore sarebbe stato più corposo;
– hit veramente poco marcato;
– ogni tanto produce dei sibili strani perché la condensa si deposita sopra ai forellini di ingresso dell’aria: non solo … meno spesso addirittura si vede tipo un pò di liquido specialmente nel primo “anello” di raffreddamento che si accumula ma poi lo si risucchia dentro, allego una foto per spiegarmi meglio:

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Sapete bene che per me l’hit è fondamentale e in questa variante del Plus+ è l’unica cosa che mi è realmente mancata e che a conti fatti non me l’ha fatto piacere ma che soprattutto gli è costata la mancata promozione sommando questo aspetto alle finiture che non mi sono piaciute.
D’altronde, per fare un paragone, ora che sto scrivendo questo articolo in parallelo sto svapando un Sat22 clone a 12w nel Provari che produce un hit che è ben più marcato di quello che produce il Plus+ a 14w nella box.
L’hit è un fattore oggettivo nel momento in cui si svapa con una certa quantità di nicotina (9 mg/ml nel mio caso). Potrebbe diventare soggettivo laddove la quantità di nicotina è basse (es 2 mg/ml). Cosa voglio dire con questo ? Che se voi svapate a zero nicotina per voi l’atom va benissimo, evidentemente ! 🙂

Come dico nel video secondo me questo hit carente dipende dal fatto che il pin con il suo dado è molto alto e arriva troppo sotto al tip e questo costringe l’aria a cambiare direzione due volte in troppo poco spazio e questo annulla l’hit.
Anche se, ad onor del vero, proprio il Sat22 che ho tra le mani ora sotto al tip presenta la medesima soluzione, eppure hitta.
Secondo me (non ho provato è solamente teoria) per provare a migliorare l’hit si potrebbe:
– scorciato il pin centrale di 3-4 mm;
– rifare il dado più stretto (la metà, se fosse possibile) e più corso (1/3, tanto basterebbe anche un dado “aperto” anziché chiuso per serrare il filo resistivo).

Nel video, quando lo rigenero, esordisco manifestando dei dubbi sul fatto che il pin centrale presenta il foro di arrivo del liquido un pò basso: in realtà quel foro porta una giusta quantità di liquido. Come si vede nel video però gran parte del liquido viene risucchiato dalla boccetta ma questo potrebbe essere un aspetto voluto dal modder per evitare un tipo di svapo “allagato”. Allo svapo comunque non ho sofferto il problema “scarsa” autonomia di squonk, anzi tutt’altro.

Comunque tornando a parlare di mesh va da sé che questa variante dell’atom richiede un minimo di conoscenza dell’argomento. Scordatevi, se vai avete avuto approcci con la mesh, di montarlo e farlo partire alla prima ma alla fine il divertimento nel “giochino nuovo mai provato” è anche questo.

Un esempio di una rigenerazione a mesh (Kh 0.25, 4 spire, 1.2 ohm, mesh 325):

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Conclusioni

Nel complesso sono stato molto indeciso su come valutare l’atom ma alla fine ho deciso di rimandarlo a settembre.

Ci sono una serie di motivazioni, tra cui:
– certe finiture (isolante in delrin, bavettine qua e la) non sono come dovrebbero invece essere in un prodotto di fascia alta;
– certe soluzioni (torrette con i tagli non paralleli) non sono solide né durature nel tempo;
– pago 120 € un oggetto ma sostanzialmente posso usarlo (parlo per me) solo a wick dunque mi conviene pensare ad altro (Cyclone, Uniq) che mi costa molto meno;
… che non potevo assolutamente ignorare trattandosi di un oggetto che costa 120 €.

Chiaramente se si fosse trattato di un clone da 10 € sarebbe stato un discorso ben diverso ma anche il costo di acquisto secondo me rientra nei parametri di valutazione di un oggetto nel suo complesso.
Come ho già scritto nell’introduzione:
– se avessi provato la versione a wick lo avrei probabilmente promosso;
– se avessi provato la versione a mesh lo avrei probabilmente rimandato a settembre.

Indubbiamente se qualcuno è intenzionato a prenderlo io consiglio, ora che è disponibile, la variante a wick (85 €).

Chiaramente leggendo qua e là i vari pareri e le varie recensioni non sempre entusiaste riguardo la versione a mesh c’è da augurarsi che il modder HStone ne tenga conto e proponga delle varianti migliorative. Secondo me non serve lanciare una versione v2 ma probabilmente basterebbero piccoli accorgimenti per migliorare l’aspetto hit.

Alessandro, la persona che mi ha prestato l’atom, è amico del modder HStone. Non conosco personalmente il modder ma conosco personalmente Alessandro e quindi Voi capite bene che a me in primis dispiace non promuovere un prodotto che un suo amico ha fatto. Ho cercato cercato tuttavia di essere neutrale come sempre e l’ho giudicato esattamente come se lo avessi comprato con i miei soldi.

Se HStone in un modo o nell’altro finisse a leggere questo mio articolo mi permetto di dargli qualche suggerimento:
– non sempre le soluzioni più complesse sono quelle che pagano: se da un lato puramente tecnico e progettuale è più appagante progettare un qualcosa di complesso e che funziona, dall’altro è pericoloso indurre l’utilizzatore finale a dover maneggiare determinate parti con estrema accuratezza per evitare di far danni o rovinare l’oggetto (vedi determinate parti, come le code di rondine, che sono effettivamente troppo esili, idem l’isolatore del connettore 510); basta anche pensare a Mark Bugs: le soluzioni semplice spesso sono quelle che pagano di più;
– nello svapo la storia ci insegna che è molto più produttivo fare un qualcosa che nasce per uno scopo piuttosto che cercare di fare un qualcosa che vada bene per due tipologie di svapo diverse: tanto per non girarci troppo intorno, io avrei fatto un atom ad “hoc” per la mesh e un atom ad “hoc” per la wick con soluzioni strutturalmente più robuste senza dover sacrificare l’una e l’altra per dare al cliente la possibilità di passare da wick a mesh.

Video-Recensione

Dopo tanto scrivere, siete pronti a vedere il video più lungo che abbia mai fatto ?
Stiamo parlando di un’ora e sedici minuti di video.
Mi raccomando, pop-corn, coca e anche un pò di caffè !

Correzioni al video e all’articolo

Su segnalazione di Alessandro (gandalf2000):
L’isolante del connettore 510 (quello nero che nel video e nelle foto si vede attacco al pin) non è in delrin, bensi arnite.
L’arnite, da quello che vedo in giro, ha caratteristiche meccaniche (e temperature di fusione) superiori al delrin.

Sempre su segnalazione di Alessandro (gandalf2000):
Per rimontare il pin con testa esagonale nella versione a wick si deve usare il pin della versione a mesh. Geniale come soluzione.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


4 commenti su “Plus+ by HStone: rimandato a settembre.

  • Sting71

    Michele, una curiosità…
    Come mai prediligi la res normale alla microcoil nel setup a wick?

    Anche con lo uniq avevi fatto Res normale con un setup simile, anche se con meno wick…

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Per un motivo semplice: la microcoils secca di botto, la resistenza normale è progressiva.
      Come resa in assoluto sicuramente la micro ha una mezza marcia in più, ma considerato l’aspetto asciugamento preferisco la normale, in assoluto.

  • carlomod

    Ero molto felice che dei nuovi moder italiani entrassero nel merceto.I ragazzi hstone,mi sono simpatici, e ho apprezzato molto il fatto che con coraggio e sacrifici abbiano creato una start up.
    Permesso questo pur avendo un prezzo elevato ho acquistato hstone appena uscito , felice di acquistare un prodotto fatto in Italia da ragazzi italiani.

    Purtroppo ho passato giorni a cercare Setup soddisfacenti senza riuscirci, e come se avesse il freno a mano tirato.
    Concordo in pieno con la tua analisi,e soprattutto riguardo le imprecisioni sulla lavorazione e fragilità dei materiali ( al primo montaggio ho rotto la vitina a coda di rondine)
    Nel mio caso nella configurazione a wick ho addirittura il foro dell’aria in posizione sbagliata, ossia l’aria va a battere contro il dado codronato come puoi vedere da queste foto,
    http://i.pgu.me/8VBR1nAf_original.jpg
    http://i.pgu.me/wSVCW5uJ_original.jpg

    Ho fatto loro presente ormai da quasi due mesi questo difetto ma non ho purtroppo avuto nessuna risposta, e questo disinteresse mi a deluso più del fatto che l’atom non performi bene.
    Mi rendo conto anche delle difficoltà di farsi realizzare da fornitori esterni parti che alle volte non corrispondono alle specifiche richieste, ma se tu sei il marchio finale devi comunque cercare di risolvere il problema.
    Che dire, secondo me a malincuore a settembre ……bocciati.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Ciao Carlo, quel foro dell’aria è evidentemente cannato.
      Contatta il modder che te lo cambia o perlomeno su esigforum lo ha cambiato a chi gli è capitato cannato come a te (!!!!).

I commenti sono chiusi.