Rigenerazione dello Smok RSST e dei sistemi a mesh … in generale 61


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Questo articolo vuole essere d’ausilio a chi per la prima volta s’imbatte nei sistemi a mesh oppure a chi già si ci è imbattuto senza ottenere grossi risultati.

Un ringraziamento particolare per i preziosi consigli dati a: 2slow4u, mascian, ciro82.

L’articolo è abbinato ad un video, questo video:

Video in altissima definizione che suggerisco a tutti di vedere.

Considerata l’alta definizione del video non posterò quindi foto nell’articolo in sé, bensi mi limiterò a elencare quelli che sono i consigli/trick per fare in modo che la vostra resistenza a mesh dia il meglio di sé.

L’articolo sarà arricchito dei vari suggerimenti che arriveranno dai lettori del Blog o trovati in giro per il web.

SCELTA DEL TIPO DI MESH

La mesh è una maglia d’acciaio, composta da tanti piccoli quadratini e la scelta dalle mesh è fondamentale, senza dubbio.
La misura è espressa in centinaia solitamente: 325, 400, 500 etc etc
Maggiore è il numero della misura della mesh e più piccoli saranno i “micro” quadratini della trama e quindi più fitta sarà.
Da quello che di legge in giro, più è fitta la trama e migliore è la capillarità (capacità di trasporto del liquido) della mesh stessa.
Per questo è importante testarne di più tipi, ma se proprio non si ha voglia è consigliabile iniziare con una 400 o con una 500.
In giro si trova anche la 625, ma ha un costo piuttosto elevato.

ARROTOLAMENTO DELLA MESH

Ogni sistema di alimentazione a mesh ha, in genere, una misura indicativo di quadrotto di mesh da cui partire per ottenere il cilindro che poi inseriremo nel tank.
Per esempio nel RSST si parte da un quadrotto di 35×70 mm.
Una volta ritagliato il quadrotto (con normalissime forbici) si deve avvolgere su stesso facendo attenzione che proprio alla partenza della “rollatura” non si pieghi su stessa, andando a fare spessore.
Per cui conviene iniziare ad arrotolarla con delicatezza e poi solo dopo premere più forte e rollare nel senso dell’avvolgimento fino a che non si ottiene la misura che si vuole lungo tutta la lunghezza della mesh.
By 2slow4u: la mesh andrebbe rollata un filino piu’ stretta del desiderato, perche’ dopo i ripetuti passaggi alla fiamma, tende a dilatarsi un pelino, e si rischia che la mesh che prima dell’ossidazione entrava a misura, dopo l’ossidazione, entri “strozzata”. E’ consigliabile ripiegare per un paio di mm circa la mesh su stessa in modo che questa parte ripiegata sia quella esposta (quella dove appoggerà il filo resistivo) e questo per prevenire ulteriormente gli hot spot (poiché la mesh tagliata senza essere ripiegata presenta i “microfili” di acciaio che potrebbero causare problemi).

Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo alla misura della mesh, non vi resta che provarle …
– alcuni suggeriscono di fare in modo che il cilindro di mesh stia preciso preciso nel foro del tank, mentre alcuni suggeriscono di fare in modo che abbia un pò di gioco, in modo da favorire l’ingresso dell’aria nel tank (scambio aria – liquido);
– alcuni suggeriscono di fare in modo che una volta arrotolata, all’interno della mesh non possa inserirsi neanche uno spillo (tutto pieno) mentre c’è chi l’avvolge direttamente su uno spillo per avere appunto un canale libero in mezzo;
– una volta terminato l’avvolgimento, prima o dopo l’ossidazione, alcuni consigliano di tagliare la punta del cilindro di mesh, quella che va nel tank, a mo di cannuccia (taglio a fetta di salame, per capirsi) e questo per aiutare la capillarità della mesh stessa.

By 2slow4u: Il taglio a fetta di salame sul fondo della wick, ha due utilita’.
La prima e’ che cosi’ facendo, anche qualora la wick toccasse il fondo del tank (cosa che andrebbe evitata!) si evita che il canale centrale della wick si ritrovi tappato dal tank stesso, la seconda e’ che una wick tagliata a 45° (ma anche piu’), quando tocca il fondo del tank, offre una superficie di contatto molto minore. Sull’RSST che e’ isolato non fa differenza, su altri atom che hanno il tank a massa, significa ridurre le possibilita’ di hot spots. Proprio per questo motivo, in atom che non hanno il tank isolato, la mesh andrebbe ossidata DOPO aver praticato il taglio a 45°. proprio per evitare che la parte esposta dal taglio resti conduttiva.

OSSIDAZIONE DELLA MESH

La mesh, essendo d’acciaio, è conducente e quindi dovendoci avvolgere sopra del filo resistivo … questo causerebbe dei falsi contatti e/o corti.
Per questo occorre ossidarla.
Per ossidarla si deve riscaldare, fino a farla diventare arancione scura/rossa e subito dopo raffreddarla nell’acqua.
Per ossidarla solitamente si utilizza il caramellatore, un’oggetto, a gas, in grado di generare una fiamma in pressione che riscalda la mesh in tempi rapidissimi.
Non è obbligatorio usare il caramellatore, si può anche effettuare l’operazione al piano di cottura con il normale gas che si usa per cucinare, tuttavia l’operazione richiesta circa il doppio del tempo ed essendo meno potente la fiamma si potrebbe ottenere una non perfetta ossidazione.
In genere la mesh va riscaldata e poi raffreddata per almeno 3-4 volte in tutta la sua lunghezza.
Si può fare una parte e poi l’altra.
By 2slow4u: Lo squench, ovvero il bagnetto in acqua fredda dopo la sfiammata, e’ assolutamente opzionale. Serve a temprare il metallo e a rendere quindi la wick piu’ rigida, ma … anche piu’ fragile … sopratutto se si fanno piu’ dei soliti 3 passaggi canonici.
I rischi di hot spots si riducono se si fa si che il verso di avvolgimento della mesh sia uguale a quello della resistenza.

PRE-RODAGGIO DELLA MESH

Dopo aver ossidato la mesh è altamente consigliato pre-rodarla !
Per farlo, prima di avvolgere il filo resistivo, è sufficiente cospargela di liquido (lo stesso liquido che andremo ad utilizzare) e quindi incendiarla con l’accendino.
L’operazione va ripetuta almeno 3 volte.
State attenti a non fare fuoco alla vostra cosa, mi raccomando !

SCELTA DEL FILO RESISTIVO

Tutti, ad unanimità, suggeriscono di utilizzare il khantal ribbon.
Il Khantal ribbon è un filo resistivo a sezione “piana” e all’atto pratico aumenta la superficie di contatto con la mesh stessa e quindi migliora l’evaporazione del liquido.
Le misure utilizzate in genere sono 0.3 mm x 0.1 mm o 0.4 mm x 0.1 mm, dove 0.1 mm indica lo spessore.
Il ribbon inoltre permette, dato il suo basso valore resistivo, di ottenere esistente LR particolarmente indicate per i BB meccanici.
Tuttavia nessuno vi vieta di usare il classico Khantal, solitamente da un minimo sindacale di 0.20 per arrivare a 0.25 o addirittura 0.30.

AVVOLGIMENTI DEL FILO RESISTIVO

L’avvolgimento del filo resistivo al di là di quello che vedete nel web è caldamente suggerito effettuarlo quando ancora la mesh non è inserita nel tank.
Essendo la mesh ossidata particolare rigida non si rovinerà.
Il problema è che essendo la mesh rigida, il vostro filo resistivo una volta terminato l’avvolgimento tenderà a perdere contatto con la mesh (srotolarsi) e questo non va bene, poiché il filo resistivo dovrà essere ben aderente alla mesh !

Per ovviare a questo problema ci sono varie soluzioni:
– dopo aver avvolto la mesh, quando si monta nel tank in pratica si fissa uno dei due fili resistivi e l’altro si tira (forte) per rimettere appunto “in tiro” e ben aderente tutto il filo resistivo;
– prima di avvolgere la mesh si riscalda con l’accendino il filo resistivo: riscaldandosi diventerà più malleabile e “manterrà” la forma: si dovrà utilizzare una pinza per avvolgerlo, per evitare di ustionarsi le mani;
– dopo aver avvolto la mesh, tenendo in tiro il filo resistivo si scalda con l’accendino e si aspetta che raffreddi, in questo modo prenderà la forma;
– prima di avvolgere il filo resistivo sulla mesh, lo vi avvolge in una vite che abbia un diametro leggermente inferiore rispetto alla mesh: terminato l’avvolgimento “si svita” la nostra resistenza e si colloca nella mesh dove a causa di un diametro maggiore risulterà ben piazzata e aderente.

ELIMINAZIONE DEGLI HOT SPOT

Il grosso problema dei sistemi a mesh sono gli hot spot che fanno sclerare tantissime persone.
Gli hot spot sono dei punti di contatto tra mesh e filo resistivo che determinato una specie di corto.
In parole povere voi vi aspettare una resistenza da 4 spire e 1.5 ohm ma a causa di un falso contatto alla terza spira la vostra resistenza è di 1.0 ohm e lavorano solo 2 spire su 4 !
Gli hot spot sono determinati da una ossidazione non perfetta ma non sono un grosso problema se si sanno gestire.
Un BB meccanico vi tornerà molto utile ogni qual volta che farete una nuova resistenza per il vostro tank a mesh e quindi se ne avete uno vecchio che non usate più, tenetelo, potrebbe farvi comodo per la mesh !

In pratica per eliminare gli hot spot si deve montare il tank nel BB, senza il tappo superiore e senza caricarlo di liquido e poi fare delle attivazioni rapide, all’inizio di frazioni di secondo e poi via via ad aumentare.
Perché attivazioni rapide all’inizio ?
Perché se c’è un hot spot e la vostra resistenza è di 0.5 ohm se insistete rischiereste di rompere il filo resistivo 🙂
Per questo si deve osservare la nostra resistenza e procedere con calma.
Man mano che si avanza con l’operazione si dovrà, se necessario, muovere le spire della resistenza per aiutare la rimozione degli hot spot.
In effetti sarà proprio la resistenza che scaldandosi andrà a terminare l’ossidazione nel punto di contatto.

Alla fine del lavoro tutte le spire della nostra resistenza dovranno accendersi e le spire centrali dovranno assolutamente essere le prime ad attivarsi e le prime a raggiungere un bel colore rosso vivo.

SECONDO PRE-RODAGGIO

Dopo aver rimosso gli hot spot, caricherete il tank e farete delle attivazioni senza tappo per vedere se tira su il liquido e se “frigge”.
Potete anche insistere con il tempo di attivazione e non sarà negativo, tutt’altro.
L’importante è che la mesh non rimanga a secco, ma a vista dovreste capirlo abbastanza bene.

CONSIGLI PER L’UTILIZZO

L’utilizzo dei tank a mesh è semplicissimo !
Basta osservare una semplice regoletta … ossia … che la mesh sia sempre a bagno nel liquido in posizione di svapo !
I tank come l’RSST hanno un pin regolabile e quindi se avete un BB con pulsante laterale non avrete problemi a trovare la giusta regolazione.
Se poi avete BB con il pulsante sotto (es. Galileo) allora tutto sarà ancor più semplice.
Il wattaggio da utilizzare sarà puramente soggettivo, personalmente utilizzo dai 12 ai 13w.
Il foro dell’aria del tappo va sempre posizionato esattamente di fronte alla mesh.

Se avete altri suggerimenti da darmi, commentate pure, li aggiungo !


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


61 commenti su “Rigenerazione dello Smok RSST e dei sistemi a mesh … in generale

  • angelox
    angelox

    Bella presentazione. Come sempre. Vorrei solo prendermi il merito di essere stato uno dei pochi a proporti di recensire l’RSST anzichè l’Eternity, ma di certo l’avevi già adocchiato da solo.
    Ritengo che la preparazione della mesh sia un pò laboriosa, ma dicevo lo stesso dell’ARB e ora vado liscio.
    E’ un sistema che proverò sicuramente in un futuro non molto lontano.
    Grazie.

  • KillJoy

    un amico fa il tutto senza ossidare
    mette la mesh così comè nel meccanico e poi col pulsante “gioca”
    finche tutte le spire si accendino
    provare per credere XD

    • 2slow4u

      Si chiama “pulse method” o metodo “Peter K”, dal nome del suo ideatore.
      Funziona, ma a mio avviso non da vantaggi evidenti.
      Si evita di perder tempo con la fiamma ma richiede molto tempo di suo, alla fine il risparmio di tempo e’ molto relativo, forse nullo.
      Last but not least, stressa davvero molto la batteria, che inizialmente vede praticamente un corto.
      Ovviamente e’ applicabile solo con un meccanico, un vari volt/watt andrebbe in protezione

  • KillJoy

    ho visto un video dove un ragazzo fa bruciare la wick con il liquido come si fa con la mesh per ossidarla dopo averla passata con il caramelizzatore
    cioè ci butta su la base e ci da fuoco un 3-4 volte
    è giusto fare cos’ anche con la wick
    lo ho visto fare su un viddeeo che rigenera il kayfun
    il tipo cosparge di liquido la wick e viass di accendino e ripete il passaggio 3-4 volte
    poi accende e sembra andare bene che ne pensi di sta cosa
    fa male fa bene?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      In alcuni sistemi dove c’è solo metallo puoi farlo, anzi meglio, cosi la wick è prerodata.

      In sistemi come l’ARB dove c’è un oring vicino e il silicone sotto LO SCONSIGLIO vivamente.

  • KillJoy

    capito grazie
    e per quanto riguarda come attaccare la resistenza suklle viti?
    cioè bisogna tirare iol filo fino alla fine o bisogna lasciarci un po di mm di spazio
    cioè cosa è meglio e cosa è da evitare od è uguale perchè non fa differenza???

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      come vedi dal video un pò di filo in giro rimane, non è un grosso problema secondo me.

  • seba78

    Ciao Michele, ancora grazie per tutti gli articoli interessanti che ci proponi. Io sono ancora agli inizi, quindi al sistema ego c da te consigliato per i novizi (con spinner e ti confermo che funziona bene). In ogni caso seguo sempre con piacere le novità proposte e che prima o poi proverò.

    Dopo una rigenerazione come quella del video, quanti ml puoi fare prima di rimetterci le mani? (forse non lo sai ancora 🙂

    Tutto il RSST quando durerà invece non lo dico tanto per le parti in metallo, ma per la parte trasparente da dove si vede il livello del liquido? (visto che ricomprarlo nuovo sono 25 euro a botta)

    Grazie ancora e buona giornata, ciaooo 🙂

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Grazie a te 🙂
      La mesh durerà tantissimo … almeno minimo minimo 60 ml.
      Poi dopo potrai semplicemente togliere il filo resistivo, ossidare ancora la mesh leggermente per ripulirla e avvolgerla nuovamente.
      Il tubo è molto robusto e comunque viene venduto (dove l’ho preso, su thebestshop) c’è anche per mi pare 2€ il solo tubo di ricambio 🙂

      • seba78

        Tutte buone notizie allora 🙂 Mi sa proprio che mi ci butterò, ciaoo

      • spino1970

        Ciao, anche io uso da un po’ l’RSST,devo dire con molta soddisfazione.

        Il mio viene dall’Irlanda. Ha solo un piccolo difetto estetico nel tank in plastica che ha un colore non omogeneo
        Ho letto che dove lo hai preso hanno il ricambio… Potresti dirmi il nome dello store?

        Grazie in anticipo!

  • 2slow4u

    Ben fatto Michele, bravo!
    Giusto qualche nota:

    1) la mesh andrebbe rollata un filino piu’ stretta del desiderato, perche’ dopo i ripetuti passaggi alla fiamma, tende a dilatarsi un pelino, e sirischia che la mesh che prima dell’ossidazione entrava a misura, dopo l’ossidazione, entri “strozzata”.

    2) vedo che rolli la mesh direttamente, senza accorgimenti di sorta.
    Niente di male, ma tieni presente che cosi’ facendo c’e’ una criticita’ che si puo’ tranquillamente eliminare, mi spiego meglio:
    Immagina la tua mesh rollata, hai due lembi opposti della pezza che hai ritagliato, un bordo si trova nella parte interna del rotolino (quindi, nessun problema), l’altro e’ ovviamente in superficie, e sopra di questo si avvolge la resistenza.
    Cosa succede?, la mesh e’ un tessuto, sono una miriade di filini (metallici, quindi conduttivi) che nel momento in cui tagli la mesh stessa, rimangono esposti al contatto con la resistenza, e questo puo’ creare problemi di hot spots.
    Ogni punta (ogni filino troncato dalle forbici), puo’ potenzialmente creare un corto.
    Ecco perche’ di solito, si usa ripiegare per un paio di mm il bordo della mesh, che una volta arrotolata sara’ quello esposto.
    Se ripieghi all’interno quel bordo, non avrai punte di filini vaganti, ma avrai a contatto con la resistenza un bordo compatto.
    Non so se mi sono spiegato, spero di si! 😀

    3) Lo squench, ovvero il bagnetto in acqua fredda dopo la sfiammata, e’ assolutamente opzionale.
    Serve a temprare il metallo e a rendere quindi la wick piu’ rigida, ma…anche piu’ fragile…sopratutto se si fanno piu’ dei soliti 3 passaggi canonici.
    Io dopo essermi ritrovato in passato, piu’ volte con la wick spezzata in due, ho smesso di temprare.

    4) Bruciare l’eliquid sulla mesh, rende questa piu’ permeabile.
    Non chiedermi il perche’, non l’ho ancora capito, ma forse lo avrai notato anche tu…quando versi il liquido sulla mesh la prima volta, questo tende a formare delle goccioline che faticano ad essere assorbite dalla mesh, ma gia’ dopo la prima sfiammata, zac, si puo’ notare che il liquido viene assorbito immediatamente dalla mesh stessa! 🙂

    5) Il taglio a fetta di salame sul fondo della wick, ha due utilita’.
    la prima e’ che cosi’ facendo, anche qualora la wick toccasse il fondo del tank (cosa che andrebbe evitata!) si evita che il canale centrale della wick si ritrovi tappato dal tank stesso, la seconda e’ che una wick tagliata a 45° (ma anche piu’), quando tocca il fondo del tank, offre una superficie di contatto molto minore.
    Sull’RSST che e’ isolato non fa differenza, su altri atom che hanno il tank a massa, significa ridurre le possibilita’ di hot spots.

    6) Proprio per questo motivo, in atom che non hanno il tank isolato, la mesh andrebbe ossidata DOPO aver praticato il taglio a 45°. proprio per evitare che la parte esposta dal taglio resti conduttiva.

    7) paranoia mode “on”:
    Ho notato che i rischi di hot spots si riducono se si fa si che il verso di avvolgimento della mesh sia uguale a quello della resistenza, hai presente quando fai il contropelo facendoti la barba, stesso concetto! 😀

    Come vedi sono tutti dettagli, apparentemente insignificanti, eppure…a volte fanno la differenza! 😉

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Minchia sei un pozzo !

      Grazie 1000, integro !

      Tutto chiarissimo quello che hai detto nei vari 7 punti 🙂

  • MarcelloR

    Ciao Michele, il caramellizzatore dove l’hai acquistato? Se vado in una banale ferramenta sono convinto che mi costa una fucilata. Peggio se vado in un negozio specifico per attrezzature professionali da cucina… mentre nei centri del “fai da te” non mi è mai capitato di vederlo.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Ti ci vuole una ferramenta 🙂
      Chiedi il prezzo, a limite saluti.
      Su Ebay si trovano sui 20-30 €.

  • glenn

    Pensavo di aver capito tutto con la mesh ma qui tutto diventa un pozzo senza fondo di informazioni. per la cronaca, menomale che hai perduto la guarnizione perchè almeno nel mio e’ troppo bassa e un po di condensa in più o del liquido in eccesso te lo ritrovi sull’ attacco atom. Se trovo un tubicino di silicone giusto faccio come hai risolto tu.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Caspita !
      Io uso quello delle box, è pigiato, però tiene 😀

    • 2slow4u

      L’RSST e’ una copia del Vapinaze AC9, e ne eredita i difetti.
      Anche l’originale perde un po’ dal pin, anzi, perde piu’ del clone!
      In realta’, io vedo qualche volta (neanche sempre) giusto una gocciolina di condensa, niente di piu’…;-)

      • glenn

        Ottimo… e io che volevo prendere l’ originale per risolvere il problema…. Vado di tubicino…
        Siete una salvezza anche per la carta di credito…

  • leduc

    Grazie per questo super esaustivo video su come si deve fare una mesh a regola d’arte! Mi sfugge una cosa però, ogni quanto va rifatta ‘sta benedetta mesh? Perchè ho letto in qualche forum che ogni tanto va rifatta, ma non ne comprendo il motivo (credevo fosse eterna o quasi). Forse che vi si accumula “sporcizia” da svapo? E da cosa si capisce che è giunto il momento di rifarla?
    Grazie infinite per i tuoi lumi, Michele, e grazie d’esistere!!!

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Devi guardare la resistenza, presumo.
      Quando sarà nera tutta con un pò di incrostazione sopra, sarà il momento di cambiare.
      Io penso che la rifarò + per sfizio che per altro … perché qua e la ho letto che quella in mesh dura davvero tanto !
      Inoltre quando sei a rifare la resistenza, la mesh puoi sempre utilizzare la solita, magari la ossidi (bruci) un pò in modo da disincrostarla 🙂
      Diciamo che perde efficacia prima il filo resistivo della mesh.
      2slow4u saprà confermare o meno 🙂

  • glenn

    Per la cronaca, con il tubicino per box tenuta stagna completa….. Non tutto il male vien per nuocere….

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      E’ palloso da mettere ma funge.
      In pratica prima si mette il tubicino nel foro, poi per la parte iniziale del pin in pratica ci si deve avvitare poi finito il filetto scorre e via 😀

      • glenn

        Si proprio cosi’ ma ripeto meglio del pezzo originale. Ora neanche una microgoccia…. Menomale che ti hanno inventato…….

  • alexdi

    Mi sono da poco avvicinato al mondo delle sigarette elettroniche (poco più di 2 mesi).
    Incuriosito dal sistema a mesh ho comprato il mio primo rigenerabile (Smoke RSST).

    Volevo quindi ringraziare Michele ed i consigli di tutti gli altri perchè al mio primo tentativo e dico primo, va che è un piacere ed ho quasi paura di alzare a più di 11w la batteria!

    Grazie ancora.
    Ciao.

  • cosentino arcangelo

    Veramente un ottimo video e commenti ,un capolavoro ,grazie !

  • seba78

    Ciao Michele, su questo ci si potrebbe montare anche il cavo in acciao?

    Hai fatto già una guida su come usare il cavo d’acciaio? La farai?

    Dopo l’interrogatorio ti auguro buona notte 🙂

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Penso che si possa usare la wick d’acciaio, da vedere se esiste del diametro giusto.
      Ancora non l’ho provata, vedremo.

  • Andre

    perdonatemi, ma guardando in giro per il web, ho notato nuvole di fumo, allargando il foro di areazione dell’RSST a 2 mm… addirittura ne aggiungono uno al lato opposto…. potrebbe essere un affare?

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Io non lo faccio, perché poi diventa insvapabile per quanto diventa arioso !

  • er-peggio

    Salve, intanto complimenti per lo splendido blog da cui attingo giornalmente notizie interessanti.
    E’ da qualche giorno che sto facendo letteralmente a botte con l’RSST. Dunque mesh ossidata come da copione, 2 resistenze, una con kanthal ribbon e una con A1 0,25 eliminati gli hot spot, stesso risultato… insvapabile a qualsiasi voltaggio o wattaggio (adopero uno Smok SID). Il gusto mela della Dea praticamente mi arriva direttamente in gola e con una produzione di fumo pessima. Sto cercando di capire dove sbaglio, ma mi sto quasi arrendendo. Ricontrollo la presenza di hot spot, ma sembra tutto corretto, a parte qualche lapillo che schizza in giro. Consigli o suggerimenti sono bene accetti. Un saluto

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Fai il rotolino di mesh in modo che largheggi (e anche di +) nel suo foro, ci dev’essere scambio aria – liquido. Se lo fai preciso preciso non funziona bene.
      Inoltre svapi tenendo il tutto in modo che la mesh sia sempre a mollo, ossia dalla parte di sotto ? (regolando il pin, ovvio).

      • er-peggio

        Sono un salame… mannaggia. Il passaggio che mi sfuggiva era l’ultimo del tuo completissimo articolo… ovvero quello del foro dell’aria. E’ “fondamentale” averlo corrispondente alla mesh. Non mi capacitavo di come senza tappo facesse un fumo della miseria e col tappo invece nada de nada e certe botte in gola da far rizzare i capelli. Quindi l’ho messo al punto giusto e per magia FUNZIONA…Sto pensando anche di allargarlo un pochino, ma essendo un niubbo non vorrei far danni. Grazie ancora Michele!!!

          • er-peggio

            Sto “coso” migliora a vista d’occhio… veramente appagante. Sono soddisfattisimo dell’acquisto e quindi mi sento ancora una volta di ringraziarti per i preziosi consigli che fanno risparmiare un sacco di soldini a noi niubboni 🙂

  • CLONE

    ciao volevo comprare un sistema a mesh cosa potresti consigliarmi non o mai usato questo sistema e valido oppure e sempre meglio una wick

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Io preferisco il Magoo a wick al RSST a mesh, ma è soggettivo.

  • eduardo

    Salve a tutti,sono eduardo,nuovo del forum complimenti per le recensioni. e’ da circa 9 mesi che ho abbandonato le classiche sigarette per darmi allo “svapo”.in breve tempo (per non dilungarmi troppo) mi sono ritrovato con un PROVARI,,un GALILEO ecc.,come atomizzatori AGA T. (ormai messo da parte) ITACA,KAYFUN 3.1,RSST ,AMR,ecc.
    il mio problema (o dubbio) riguarda L’ITACA che e’ il mio preferito in assoluto in pratica vorrei capire se e’ normale che la resistenza si incrosta dopo circa 10 ml.di liquido (cosa che non riscontro con altri atomizzatori),uso kanthal 020,wick 2 mm.come liquido uso i johnson creek e gli el toro . scusate se mi sono dilungato troppo,non so neanche se e’ questa la sezione dove chiedere consigli.grazie ancora e,ancora complimenti.

  • Kanarus

    Michele dopo aver disintegrato il fogger ho deciso di dedicare le mie cure al rsst… 🙂
    No dai tutto bene qui, solo che mi puzza da camino, ed a momenti nemmeno poco, ma fa un discreto fumo… dipende dalla mesh fatta male? ho seguito passo passo il tuo video…. ecco causa forza maggiore l’ho raffreddato solo alla fine (e quindi una volta sola) in acqua… può dipendere da quello? grazie

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      La mesh va rodata, non devi avere fretta 🙂
      Dopo una decina di ml inizia ad andare bene.

      • Kanarus

        Ah ok allora è abbastanza normale. Certo che, sto retrogusto di legna nella stufa, non incoraggia ad arrivare ad una decina di ml. Una curiosità ma poi la vita delle resistenza è equiparabile a quella con la wick o dura (spero) di più?

  • antoniomarco

    Ciao,complimenti per i tuoi video e spiegazioni. Sono nuovo del blog e ti chiedo una cosa che non mi pare d’aver letto finora,riguarda il passaggio dove viene usato il meccanico per mettere a punto la resistenza. Il meccanico non ce l’ho, ho un Provari Mini,un Lavatube Mini, iTaste MVP come posso fare? Grazie e ancora complimenti,quello che fai è molto utile.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Puoi procurarti uno di questi cloni cinesi da pochi euro, meglio di niente 🙂
      E’ comodo perché non essendoci elettronica lui comunque attiva e quindi anche se ci sono gli hot spot se ne frega. Invece un VV s’incazza e stacca 🙂

      • antoniomarco

        Giusto anche da FT ho visto che li vendono a poco o nei mercatini. Ciao Grazie

  • Fabio88

    Salve ho una domanda per chi usa da tempo la mesh..ieri o rigenerato lo storm rider 2.1 con mesh 400 e kantal 01×06 o quasi vuotato il primo tank e sul fondo o notato una patina nera tipo polverina nera che a macchiato il liquido e che ora giace sul fondo….siccome mi trovo ancora in fase di “rodaggio” sui genesis e normale? oppure sbaglio qualcosa? grazie

    • Massimiliano

      Ciao Fabio,
      anticipo magari la risposta di Super Michele o qualche altro valido vapers, quella “polverina” può essere determinata da due fattori e uno non esclude l’altro:
      1nel processo di ossidazione in alcuni punti hai “vetrificato” la mesh rendendola estremamente fragile, ecco che nei punti di contatto con il foro di entrata o nella resistenza, ecco che tende a polverizzarsi…anche perché se ci pensi bene la mesh è in continuo movimento quando la usiamo, si espande e si restringe effetto dovuto al calore, chiaramente…
      2. La polverina può essere il liquido che si è caramellizzato su mesh e resistenza, poi, quando la attivi, per effetto “schioppettante” della stessa si staccano dei micropezzettini che poi forse grazie al foro passante della mesh rientrano nel tank, poi la gravità li fa depositare nel fondo…
      Posso dirti che con tutta probabilità è più la prima che la seconda, effetto successo anche a me con una mesh, ossidata su fornello e non caramellizzatore (finito la ricarica di butano) ho esagerato nel lasciarla li a rosolare…questo effetto l’ho notato poi maggiormente quando si effettua la “tempratura”, operazione che ho abbandonato da molto, ma che alcuni reputano positiva..considera poi che più la mesh è capillare 400,500,625 più tende al fragile e delicato.
      Spero di essere stato d’aiuto…o almeno ci provo…
      Ciauuuuzzzz

      • Fabio88

        Grazie mille per la risposta Massimiliano!!! ti confermo che e’ sicuramente la prima!! la mesh lo fatta rosolare e stemperare in acqua fredda per una decina di volte(o esagerato un po) 🙂 la rifaccio subito senza esagerare salvo restando che il caramellatore mi assista in tutta la fase !! grazie ancora e buona giornata!!!

  • Guglielmo

    Ciao Michele, è un po’ che ti seguo e molte volte ho applicato i tuoi consigli con buoni risultati. Non riuscendo a risolvere il problema del sapore di bruciato e del pescaggio di liquido del mio cobra clone la soluzione l’ho trovata arrotolando la mesh con una wick all’interno per tutta la lunghezza e ti assicuro che ora va che è una spada. Adesso non so se ne avessi già parlato, ma tu cosa ne pensi ? Ciao.

    • mc0676 L'autore dell'articolo

      Non ho mai provato personalmente, ma è una soluzione che in diversi adottano.

  • livorneSvapers

    Michele scusa se ti rompo…ma siccome devo smanettare sull’rsst e ho solo del ribbon 0.4 al momento, secondo te è possibile provare ad utilizzarlo sulla mesh direttamente senza il cotone e realizzarci una microcoil?

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