Wismec Predator 228 & Elabo by heavengift.com – Agg. x3 Connettore K.O. 1


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Wow ! E’ trascorso davvero tanto tempo dall’ultima volta che mi sono messo a scrivere nel mio blog una recensione e quasi non mi ricordo più come si fa 😀 !!!

Qualche giorno fa mi ha scritto HeavenGift proponendomi qualcosa da recensire e in questo caso ho accettato.
Come potete immaginare nonostante abbia praticamente smesso di fare video e recensioni ogni tanto mi contattano per propormi qualcosa da recensire e io solitamente non rispondo.
In questo caso era diverso tempo che non giravo un video per lo svapo e complice il fatto che nel kit che ho ricevuto c’era un tank per “tanti-watt-i” nonché una box battery a prima vista carina ho deciso di accettare il kit.
Quindi questa non sarà una recensione ma piuttosto una marchetta :).
Chiaramente come di consueto mi impegnerò a testare a fondo i due prodotti e alla fine emetterò il mio verdetto, come sempre.
Prima di prendere la decisione ho chiesto un parere al mio canale telegram e il verdetto è stato il seguente:


Per cui quando avrò finito “con le mie cose” la metterò a disposizione di chi la vuole e il ricavato andrà in beneficenza come le ultime volte.

Ma prima di cominciare mi pare giusto ringraziare HeavenGift per avermi dato questa opportunità per togliermi la polvere di dosso ma ci tengo a precisare che questo per me rimane un modo per tornare a parlare, occasionalmente, di svapo.

Il kit che ho ricevuto è composto dalla Wismec Predator 228 e l’Elabo e nel loro sito lo trovate a questo link e costa 75 dollaroni, quasi come un DNA200 da solo.

Nel kit è compreso:
– una Predator 228;
– un Elabo con testina NS triple 0.25 ohm 40-120w;
– una testina di ricambio triple 0.20 ohm 40-80w;
– cavetto USB;
– istruzioni.

La Predator 228 è una box battery in grado di erogare fino a 228 watt e che è alimentata da 2 batterie 18650.
Esteticamente si presenta molto ben fatta: quasi completamente in metallo sembra essere rifinita molto bene con i due karter laterali di colore nero opaco che contrastato con il grigio spazzolato centrale ma come vedrete in giro ci sono diverse varianti di colore da poter scegliere.
La caratteristica principale di questa box battery è che l’attivazione avviene tramite la pressione del karter lato attacco atomizzatore, in alto. Quindi si può attivare “chiudendo” la mano oppure facendo pressione con l’indice: in questo caso lo sforzo necessario all’attivazione risulta “importante” mentre usando tutta la mano diventa accettabile e cosi a naso vi dico che attivazioni “accidentali” qualora fosse in tasca sono davvero improbabili.
Una nota negativa (perché tanto mi conoscete …) riguarda la parte inferiore della box in quanto l’angolo risulta un pò vivo e considerato il peso complessivo potrebbe risultare fastidioso.
Come dimensioni è molto compatta e si tiene benissimo in mano.
Queste, brevemente, le principali caratteristiche:
– peso incluse batterie escluso atomizzatore: 260 grammi;
– 228 watt di potenza massima;
– max 9.0 volts in erogazione;
– non gestisce coils sotto agli 0.10 ohm;
– controllo di temperatura presente: profilo pre-caricato per NI in alternativa ci sono 3 slot di memoria per impostare manualmente il proprio TCR;
– il display mostra le classiche informazioni quindi ampere, volts, ohm, secondi di puff o tempo di puff, ovviamente i watt e infine due indicatori indipendenti per lo stato di carica delle singole celle;
– l’elettronica ha la funzione “buck-boost” che dovrebbe assicurare un boost (chiamiamolo “spunto”) più performante rispetto alla concorrenza;
– il sistema di ricarica è da 2 ampere quindi la ricarica tramite USB dovrebbe risultare abbastanza veloce.

Qualche scatto:

In sostanza, per il momento, posso dire che esteticamente e al tatto si presenta molto bene e considerando il prezzo direi che ci siamo tuttavia è pesante e l’attivazione richiede una pressione importante.
Il menù come oramai tutti in questi device risulta di facile comprensione e navigazione ed accessibile tramite 3 click veloci del pulsante fire.
Ad ora non ho superato i 70w e a questo wattaggio è ovviamente bella reattiva e prestante. Avrò modo di giocarci più a fondo, ovviamente.

Parliamo adesso dell’Elabo.
Come sapete sono l’ultimo che può esprimere pareri “attendibili” su tank da polmone ma la voglia di “trovarne” e provarne uno che reggesse tanti watt non mi è mai passata anche se di fatto non è il mio svapo principale.
Per cui questo Elabo cade a pipa di cocco considerando anche che erano mesi che non provavo un nuovo tank.
In sostanza è un tank da 25 mm di diametro (lungo poco meno di 50 compreso tip escluso attacco 510) con una capienza che non ho misurato ancora ma che stimo essere sui 3-3.5 ml circa, forse pochi per un tank nato da usarsi a parecchi watt e quindi con un consumo di liquido diciamo elevato.
E’ sicuramente fatto molto bene e “si fa” in 3 parti:
– la base: in cui alloggiare o avvitare la testina (la NS si appoggia l’altra si avvita);
– il corpo;
– il drip tip.

Il tank dispone di regolazione (non proprio precisa) dell’aria e permette di parzializzare le 4 fessure (2 per parte) presenti nella base.

Per caricarlo va tolto il tip e come fosse una slitta va fatto scorrere l’ultimo anello del tank che mostrerà la fessura per la carica del liquido.


Premesso che per ora oltre i 70w non sono andato le mie prime impressioni sono tutto sommato positive perché:
– al momento sembra alimentarsi bene e reggere i 70w per cui continuerò a salire (la testina che ho sotto è data per 120w);
– non perde liquido da sotto;
– la resa aromatica, considerando che parliamo di testine “pronte all’uso” è discreta/buona;
– il tiro, seppur polmonare, offre quel poco di contrasto che a me non dispiace affatto.
Tuttavia il tipo di vapore prodotto non è del tipo “cremoso” cosi come ad esempio lo è quello prodotto da un velocity a pari wattaggio. Non che sia un grosso problema ma è giusto segnalarlo.
L’unico neo di questo tank è che vuole testine già pronte e quindi potrebbe non piacere agli smanettoni amanti del “mi-fo-le-coil-come-pare-a-me”.

Ma in sostanza di fatto per il momento non ho trovato gravi difetti a questi due oggetti ma d’altronde visto che si parla di Wismec era davvero difficile che ciò potesse accadere.

Ovviamente continuerò a giocarci, testando anche il controllo di temperatura e quindi l’articolo sarà aggiornato di volta in volta.

Aggiornamento del 30/03/2017 – Agg. x1 (Funzioni menù & TC)

Oggi ho preso dimestichezza con i comandi avanzati del menù della Predator 228 e ve li posto di seguito:
1) la box si spegne e accende con i classici 5 click;
2) da accesa: si accede al menù con 3 click;
3) da accesa: tenendo premuto UP & DOWN entra il blocco dei tasti;
4) da spenta: tenendo premuto UP & DOWN si ruota il display di 180 gradi (a che scopo ?);
5) da accesa: tenendo premuto FIRE e UP:
– chiede se vogliamo vedere il logo o meno (caricato con l’apposito software);
– premendo il tasto UP viene mostrata l’opzione boost che si può impostare per watt e durata;
– premendo ancora il tasto UP viene mostrata l’opzione USB charger che in pratica trasforma la box in un power bank ma servirà un adattatore specifico con attacco 510;
6) da accesa: tenendo premuto FIRE e DOWN si attiva o disattiva lo Stealth Mode;
7) da spenta: tenendo premuto FIRE e UP si possono impostare le 3 memorie TCR;
8) da spenta: tenendo premuto FIRE e DOWN viene mostrato in volts la carica residua delle due batterie 18650;

Devo dire che il manuale è bello chiaro e c’è pure l’italiano (udite udite !!!) per cui non ci saranno problemi.

Parlando di controllo di temperatura ho fatto una paio di prove preliminari con 316L e NiFe30, 0.32 per entrambi.
Ho potuto constatare che impostando i TCR “dichiarati” (Zivipf nel mio caso, 100 e 520) l’elettronica è decisamente troppo conservativa (nel senso che interviene troppo presto) rispetto ai classici DNA che conosco molto bene per cui rispetto ai valori TCR dichiarati dovrete “giocarci” un pò per affinare il funzionamento. Il trucco tanto è sempre lo stesso: mettere del cotone asciutto, impostare 240 gradi e assicurarsi che il cotone venga appena appena ingiallito. Una volta trovato un TCR accettabile poi giocate con i gradi di limite, come sempre.

Questa prova è fatta con NiFe30 e TCR a 520 e partendo da sinistra verso destra le temperature impostate erano: 260 > 250 > 240 > 230: per come la vedo io il risultato ottenuto a 260 gradi di limite andrebbe raggiunto a 240 impostati quindi come ho scritto sopra si tratta di giocare con il TCR.


Parlando dell’Elabo invece devo dire che ho provato a tirarlo fino a 80w ma a questo wattaggio sento che soffre e inizia a perdere in resa aromatica e quindi sono sceso a 70w dove il funzionamento nel complesso è accettabile. Non perde una goccia e si alimenta molto bene.

Al prossimo aggiornamento.

Aggiornamento del 14/04/2017 – Recensione

Eccoci finalmente con la recensione finale di questo kit.
Il verdetto è un rimandato a settembre per la box e per il tank.

Predator 228: è nel complesso costruita con cura ed esprime ottime sensazioni di solidità. E’ compatta e si tiene bene in mano ma il peso si fa sentire cosi come l’angolo vivo sotto. In aggiunta il sistema di attivazione risulta simpatico ma anche “duretto” e io continuo a preferire il classico pulsante. La parte elettronica: nulla da dire sulla modalità power che risulta essere ben reattiva mentre per quanto concerne il controllo di temperatura con i 3 profili stock (SS, NI, TI) tutto nella norma mentre l’impostazione manuale del TCR non mi ha convinto più di tanto.

Elabo: è anche lui ben costruito e rifinito, pratico e ingegnoso il sistema di ricarica. Il funzionamento è nella media, niente cioè di eclatante: in particolare il tipo di vapore prodotto non è particolarmente denso e cremoso. La resa aromatica anche lei è nella norma, niente di eccezionale. Non perde una goccia ed è nel complesso piuttosto asciutto.

Buona visione:

Aggiornamento del 24/04/2017 – Agg.x3 Connettore K.O.

E’ venuto fuori un grave difetto che riguarda questa box, in particolare il connettore che è stato montato … malissimo.
Al momento lasciate perdere questa box, almeno fino a quando Wismec non avrà risolto il problema.
Piccolo video esplicativo:


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


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