Yeahsmo KA V5 7


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Questo atomizzatore me lo ha prestato l’amico Marco (Carminoh) che ringrazio.
E’ un sistema di alimentazione che oramai potremmo considerare quasi obsoleto in quanto uscito 7-8 mesi fa che nello svapo sappiamo bene essere un’eternità.

Al prezzo di 40 € circa veniva corredato di un doppio tank & camino permettendo cosi all’utilizzatore finale di poter disporre di due configurazioni: una da circa 2.5 ml liquido e l’altra da circa 4.5 ml di liquido. Io ho provato solo la seconda e me lo sono svapato per circa una settimana, la sera, consumando un totale di poco oltre i 30 ml di liquido per cui sono abbastanza sicuro di quello che andrò a scrivere riguardo il suo funzionamento.
Non farò alcun video a riguardo essenzialmente perché il prodotto è oramai superato.

Il KA V5 (che nome !!!) ha un principio di funzionamento che ricorda a grandi linee l’UnKnow Atomizer che avevo provato svariati mesi fa.
Dispone di un camino che ruotando (attraverso il drip tip) permette l’apertura/chiusura/regolazione del liquido.
La regolazione dell’aria è invece affidata ad una ghiera con 3 diversi fori dei quali io ho sempre e solo usato il centrale con cui mi sono trovato piuttosto bene.

Tutti i pezzi che lo compongono:

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Nei tank che vedete sopra ci sono delle simil macchie.
Non sono originarie del prodotto ma sono delle riparazioni effettuate dal proprietario: quei tank infatti oltre ad essere avvitati sono applicati in origine con della simil colla e quindi semmai doveste trovarne uno in giro non forzate i tank e lasciateli montati.
La soluzione della colla è comunque un qualcosa che non capisco e non giustifico in un oggetto del genere.
Il livello di fattura è nel complesso soddisfacente: niente di esagerato insomma. Alcune filettature hanno diverso gioco (es. camino) ma per quanto riguarda il funzionamento non ci sono problemi.
Stupisce per la sua leggerezza (è titanio !) e l’unica cosa che stona è quella che vedete qui sotto:

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Quel bullone che vedete arrugginito era quello che c’ho trovato. Un normale bullone, non d’acciaio né zincato, ha preso la ruggine. Brutta cosa.
Ce ne ho messo uno nuovo.
Quello sotto invece è il kit ricambi dove potete vedere una specie di torretta centrale, da montare, il cui scopo è quella di far uscire l’aria di lato anziché dritta nel caso in cui si volesse rigenerare l’atom con una dual coil: non ho però provato questa configurazione.

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Dettaglio del tank “nano” (che non ho provato):

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Dettaglio della base e della ghiera di regolazione dell’aria:

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Dettaglio del deck:

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Rigenerazione

Come ho scritto sopra io ho optato per la single coil e come sempre ho optato per il Ni200 e una bullo coil M3:

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La rigenerazione è senza dubbio semplice, l’importante è dosare bene il cotone e calarlo nel deck per riempirlo. I fori dei fili avrebbero fatto comodo se fossero stati ruotati di 45° ma anche cosi non ho riscontrato particolari problemi.
Il liquido entra lateralmente, attraverso due fori generosi che si aprono ruotando il camino: durante l’utilizzo ho aperto il camino di circa un giro e mezzo.

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Come funziona ?

Qui è venuta la sorpresa positiva.
Sono rimasto sorpreso dal buon funzionamento generale di questo atomizzatore.
L’atom ha diversi pregi:
– ha una buona capienza;
– si alimenta perfettamente e in modo costante per tenere senza grossi problemi i 18w;
– non ha perdite, neanche nelle fasi di ricarica;
– resa aromatica discreta e buon hit.

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Per ricaricarlo bisogna:
– chiudere il liquido avvitando il camino;
– sfilare il top cap (ad oring);
– mettere il liquido;
– rimettere il top cap.
Incredibilmente non perde una goccia né si allaga durante la ricarica (ci sono rimasto sorpreso per una seconda volta !).

Il controllo di temperatura funziona normalmente e non ho riscontrato anomalie. L’ho utilizzato con una base 65/30/5 (PG/VG/H2O).

In Conclusione

Il KA V5 sebbene sia “passato” è indubbiamente un atom che offre un buon funzionamento generale. E’ regolare, non perde una goccia ed è facile da gestire e rigenerare. Pecca per una fattura generale non al top e per alcune soluzioni abbastanza discutibili ma se parliamo di qualità dello svapo nel suo complesso si difende piuttosto bene.
Se vi capita in un mercatino a buon prezzo vale la pena prenderlo per provarlo perché di sicuro non ne rimarrete delusi.
Ringrazio nuovamente Marco che mi ha dato modo di provarlo.


Mi chiamo Michele e sono del '76.
Ho cominciato ad usare la sigaretta elettronica ad inizio 2011 e da allora non ho più acceso una bionda analogica.
A metà 2011 ho iniziato a raccontare la mia avventura nel mondo delle sigarette elettroniche attraverso Esigblog che rappresenta il mio diario personale dove annoto tutte le mie esperienze.
A dispetto di quello che i miei lettori possono immaginare io non sono affatto un esperto di sigarette elettroniche: se è vero che spendo parte del mio tempo libero per scrivere articoli e girare video è vero il fatto che non trascorre giornate intere a documentarmi su tutto quello che riguarda la sigaretta elettronica.
Ed è per questo motivo che i miei video o i miei articoli potrebbero contenere informazioni o notizie non attendibili o prive di fondamento.
Prendi atto di questo e se decidi di continuare a leggermi prendimi per quello che sono ossia un semplice appassionato di sigarette elettroniche.

Grazie, Michele/mc0676/svapators.


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